Il Morocco Desert Challenge incorona i vincitori 2019

IL MOROCCO DESERT CHALLENGE INCORONA I VINCITORI 2019:
VAUTHIER (auto/buggy), VIAZOVICH (camion),
PINCHEDEZ (ssv) e HOWES (moto).

Grande successo per l’11^ edizione del rally-raid targato Gert Duson.

Non fosse per qualche iscrizione ritirata all’ultim’ora (veicoli non ultimati), questa edizione del Morocco Desert Challenge, l’undicesima, sarebbe stata davvero da Guinness dei Primati. Sì, perché il 13 Aprile, sulla celebre Plage Blanche, 250 km a sud di Agadir, si sono schierati qualcosa come 300 veicoli rally-raid, 210 fra camion e auto di assistenza e 1300 persone. Dati alla mano, questo evento sportivo creato dal belga Gert Duson nel 2008 in Libia e approdato poi in Marocco, è diventato il secondo più grande cross country challenge al mondo per numero d’iscritti. Addirittura il primo in assoluto nella categoria trucks (allo start ce n’erano ben 35 di T4). Percorsi mozzafiato con 8 tappe dall’Atlantico al Mediterraneo, road book al limite della perfezione, bivacchi in puro stile dakariano, sicurezza al primo posto (con elicotteri e ambulanze 4×4), ristori da 3 stelle Michelin, scenari nuovi ogni giorno e “trasferimenti zero”. Vale a dire, niente asfalto ma solo off-road. Una vera sfida, fra appassionati e nomi più noti dei rallies-raids ma senza team (o veicoli) ufficiali. Perché lo spirito più autentico, voluto sin dalla sua prima edizione, è anche uno dei cavalli vincenti di questo challenge ospitato in terra d’Africa. Gert lo ha ripetuto più volte, anche alla premiazione finale fra gli applausi dei partecipanti: qui, al MDC, non si vedranno mai piloti o scuderie dai nomi altisonanti. In realtà, ne siamo quasi certi, un’eccezione la farebbe se qualche pilota professionista decidesse di voler partecipare con un mezzo con cui non gareggia solitamente nelle grandi competizioni. Un esempio? Al-Attiyah, magari dietro il volante di un side-by-side. In attesa dell’edizione del 2020, ecco intanto come è andata quella di quest’anno che, dopo la partenza da Agadir, si è conclusa a Saidia, la “Perla blu del Mediterraneo” dopo un’avventura di 3 mila km.

Podio assoluto per lo svizzero Remy Vauthier con il suo buggy MD: a lui la vittoria del MDC 2019.

Con il performante MD Optimus #308 l’equipaggio svizzero-francese di Remy Vauthier e Jean-Michel Polato ha conquistato il Morocco Desert Challenge 2019 in categoria auto/buggy. Dopo aver percorso 3 mila km fra piste e dune marocchine, il pilota di Chene-Bougeries, nel Canton di Ginevra, ha avuto la meglio su un altro MD, quello del francese Jérome Pelichet, che il traguardo lo ha tagliato con un distacco di poco più di 7 minuti. Al terzo piazzamento si è classificata la Volkswagen Amarock #315 guidata dallo spagnolo Fernando Alvarez, con Sergio Lafuente (Uruguay) sul sedile del navigatore. “Siamo molto contenti di aver vinto questa edizione del Morocco Desert Challenge che, per noi, rimane uno dei rallies-raids più belli e meglio organizzati a livello internazionale – spiega Vauthier – Non è stato semplice visto anche il parterre di mezzi e piloti presenti, oltre che per il numero di iscritti schierati alla partenza. Abbiamo fatto di tutto per portare i colori dell’MD Rally Sport sul podio… riuscirci è stata una soddisfazione enorme!”. Partita con i migliori presupposti, la partecipazione di Jean Pascal Besson e Sébastien Delaunay su Peugeot DKR 3008 (Easy Rally Raid) si è invece conclusa con un 31° piazzamento nella generale: le due vittorie di tappa (con 2 secondi posti e un terzo gradino del podio provvisorio) non sono state sufficienti a compensare i ritardi per via di noie meccaniche al mezzo di uno degli equipaggi favoriti sin dalla partenza. Sfortunata anche la performance dell’olandese Erik van Loon (Toyota Hilux Overdrive), vincitore di due special stage ma poi costretto a ritirarsi anzitempo dal rally.

Siarhei Viazovich (Maz-Sport Auto) si aggiudica il podio in categoria “truck” alla sua prima gara in Africa.

Dire che si tratti della fortuna del principiante non sarebbe esatto visto che di rallies-raids ne ha fatti (e vinti) già molti in giro per il mondo. Tant’è però che alla sua prima competizione in terra africana, il bielorusso Siarhei Viazovich ha riportato una splendida vittoria piazzando il Maz 640RR #503 sul podio della classifica assoluta di categoria, al traguardo con un tempo di 35h51’30”. In cabina con Anton Zaparoshchanka e Siarhei Sachuk, il pilota del Team Maz-Sport Auto è stato uno dei grandi protagonisti di questa edizione del MDC: grazie alla vittoria di una speciale, a due secondi piazzamenti e a buone performance nelle altre SS, Viazovich ha portato i colori della Bielorussia sul gradino più alto del challenge. “Una grande vittoria per tutta la squadra, per me ma anche per Aliaksei Vishneuski (equipaggio #510) che si è piazzato terzo assoluto – commenta Viazovich – Il Morocco Desert Challenge è stato il nostro primo rally-raid in Africa e non speravamo certo di raggiungere un risultato così importante. Abbiamo fatto del nostro meglio, cercando di migliorare giorno dopo giorno, imparando ad affrontare certi tipi di terreno, guidando più veloce in alcuni tratti e più lentamente, senza prendere rischi, in altre speciali. Sulle dune di Merzouga ci siamo divertiti molto nonostante il forte vento non aiutasse certo nell’individuare il passaggio più giusto. Il camion si è comportato bene, ci ha dato davvero poche noie permettendoci così di fare quei tempi che alla fine ci hanno assegnato il podio assoluto”. Al secondo posto si è piazzato il Man dell’olandese Peter Versluis che ha raggiunto il finish con un distacco di poco più di 22 minuti dal primo. A dire la sua anche Martin van den Brink (Mammoet Rally Sport) su Renault, quarto nella generale nonostante diverse forature che hanno attardato il suo K-520 al finish di questa edizione del rally: il driver olandese, in gara al MDC per la quarta volta (una in sella a una due ruote e le altre alla guida di un camion), ha preceduto di 8 minuti il Man di un altro olandese, Roeland Voerman.

Podio SSV per il Can Am di Pinchedez/Brucy.
Geoffroy Noel de Burlin con il suo Polaris “single seater” si piazza ottavo.

Fra i side-by-side in gara in questa edizione del MDC, il protagonista indiscusso è stato lui. Chassis leggerissimo, rigido al punto giusto ma costruito con l’acciaio più resistente, il Maverick X3 della canadese Can Am, ha conquistato ben 9 piazzamenti fra i primi dieci della classifica assoluta (l’altro è andato al Polaris Sportsman ACE di de Burlin). Dopo 8 tappe e un percorso coast-to-coast dall’Atlantico al Mediterraneo, con la Plage Blanche e Saidia a fare da start e finish di questa 11^ edizione del challenge, la vittoria in categoria SSV è andata al francese Philippe Pinchedez, navigato da Jean Brucy: l’equipaggio #203 del Team Pinch Racing, autore di una gara quasi perfetta dal punto di vista tecnico, si è portato a casa il gradino più alto del podio. Con un ritardo di 1 ora e 16 minuti, un altro Can Am, quello numero 237, ha conquistato la medaglia d’argento con Stephane Chambon & Antoine Paque davanti al belga Marc Mauwers. Se Can Am ha fatto la differenza in questa sfida fra le piste e le dune del Marocco, un giovane belga di Bruxelles ne è stato il grande eroe. Per grinta e bravura. Il Morocco Desert Challenge ha visto infatti scendere in campo il primo paraplegico ad affrontare il deserto al volante di un buggy “single seater”, senza navigatore cioè. Una nuova sfida che lo ha visto piazzarsi all’ottavo posto della classifica generale dopo aver tagliato il traguardo in meno di 45 ore. Laureato in educazione fisica, Geoffroy Noel de Burlin, 38 anni, dopo una caduta in snowboard, ha fatto dei rallies-raids una terapia. Il salto di qualità risale al 2014 al Libya Rally, assieme a un altro pilota con disabilità motorie, Thierry Gerome. “Contro ogni probabilità e dopo 7 giorni di gara siamo arrivati in cima alla classifica degli SSV e quarti assoluti – racconta soddisfatto – L’anno successivo abbiamo vinto di nuovo. Una grande soddisfazione!”. Niente male considerando che per il cambio di uno pneumatico i normali tempi arrivano a quadruplicarsi. Dopo anni di gare nel ruolo di co-driver, Geoffroy ha scelto il MDC per mettersi, in solitaria, alla guida del suo Polaris: “Un percorso fatto al 100% da piste e sterrati, senza trasferimenti, una grande organizzazione, elicotteri in caso di emergenza e un’atmosfera autentica, quella delle gare di una volta. E poi, per me è iniziato tutto qui, non potevo che tornare: ancora una volta è stata un’esperienza unica”.

Skyler Howes conquista il MDC 2019 in sella alla sua Husqvarna davanti allo spagnolo Pedrero (KTM).

USA vs Spagna. Alla fine, seppur con un minimo distacco di 1 minuto e 6 secondi, l’americano Skyler Howes sulla sua Husqvarna #106 ha vinto questa edizione del MD Challenge piazzandosi davanti a un agguerrito Joan Pedrero su KTM. Una sfida che ha tenuto tutti con il fiato sospeso e che ha visto i due piloti contendersi i primi due piazzamenti di ogni speciale: 3 se le è aggiudicate Skyler e 5 Pedrero ma la somma dei tempi conseguiti ha assegnato il podio al motociclista USA che ha fatto la differenza sui 370 km della SS6, da Zagora a Merzouga, dando ben 4 minuti di distacco al suo avversario. “Che dire…mi sono davvero divertito molto a guidare su questi percorsi che a volte si sono rivelati per niente facili da affrontare per via del forte vento e delle dune impegnative – commenta Howes – Joan è stato un eccellente rivale, molto bravo a guidarti vicino e a metterti sotto pressione. Ci siamo scambiati più volte la posizione al comando delle speciali, in alcune occasioni è stata più veloce la sua KTM, in altre ho avuto la meglio io. Sono felice di aver vinto questa edizione del Morocco Desert Challenge, ci ho messo tutto me stesso per tagliare per primo il traguardo finale e portare la mia Husqvarna sul podio assoluto. Ho imparato molto sia nella guida che nella navigazione ma soprattutto a controllare le mie emozioni nelle situazioni più diverse di un rally duro e importante come questo. Cosa mi è piaciuto? Tutto: i percorsi senza liaison, l’atmosfera, i bivacchi, il cibo. Qui si è respiraao davvero l’aria delle Dakar di un tempo…”. Con due Husqvarna al primo e terzo posto della generale (la medaglia di bronzo è andata a Paul Spierings con un distacco di quasi 4 ore e 50 minuti da Howes), KTM ha conquistato il secondo piazzamento e ben altri 6 della top ten dimostrando di essere sempre il marchio più presente e da battere nei rallies-raids. Da segnalare anche le buone prestazioni di Harite Gabari, pilota di nazionalità marocchina alla guida della sua KTM RR 450 di ritorno dopo un paio di anni di assenza dalle competizioni, e del francese Laurent Weibel (KTM EXC-F 450).

Gli italiani in gara: ecco come sono andati.

Se Aldo e Dario De Lorenzo sono stati costretti ad abbandonare la competizione marocchina dopo pochi giorni dallo start, per via di alcune noie meccaniche al loro Mitsubishi Pajero, l’equipaggio #337 (al MDC con la stessa assistenza del Team Jazz Tech Offroad dei gemelli De Lorenzo) ha invece tagliato il traguardo del challenge piazzando la Toyota FJ al 35° posto dell’assoluta di categoria auto/buggy. A navigare la giapponese Keiko Hamaguchi è stato l’esperto co-driver italiano Umberto Fiori che, grazie alla sua grande esperienza nei rallies-raids, ha saputo portare a casa un buon risultato. Fra gli SSV bella prestazione di Gianernesto Astori e Francesco Tarricone (Yamaha YXZ 1000R), con i colori dell’ABC Rally Action Team, 22imi nella generale. In gara anche la Porsche Carrera 911 di Agostino Rizzardi e Luca Ornati, il Land Rover Defender di Tommaso Castellazzi (T.T.Team) con l’assistenza della Payustech e il Can Am di Lorenzo Rocco di Torrepadula.

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Informazioni su www.moroccodesertchallenge.com

MDC 2019 – Classifica finale auto & buggy:

  1. #308 Remy Vauthier/Jean-Michel Polato – MD – 35h06’32”
  2. #316 Jérome Pelichet/Pascal Larroque – MD – +07’27”
  3. #315 Fernando Alvarez/Sergio Lafuente – Volkswagen – +3h02’01”
  4. #329 Patrick Martin/Lucas Martin – Mercedes – +3h31’02”
  5. #314 Mike van Eikeren/Ed Wigman – Toyota – +4h01’59”
  6. #318 Patrice Chevallier/ Philippe Florentino – MD – +4h36’47”
  7. #321 Henk de Jong/Pieter van Kruijsdijk – Toyota – +8h48’47”
  8. #305 Marc Bonnafoux/Didier Chabory – Oryx – +9h04’24”
  9. #345 James Ford/Paul Chambers – Bowler – +9h09’14”
  10. #317 Ronald Basso/Jean Pierre Garcin – MMP – +10h11’05”
  11. #337 Keiko Hamaguchi/Umberto Fiori – Toyota – +152h38’58”

MDC 2019 – Classifica finale camion:

  1. #503 Siarhei Viazovich/Anton Zaparoshchanka/Siarhei Sachuk – Maz – 35h51’30
  2. #516 Peter Versluis/Marcel Pronk/Artur Klein – Man – +22’29”
  3. #510 Aliaksei Vishneuski/Pavel Haranin/Vitaly Murylev – Maz – +24’50”
  4. #501 Martin van den Brink/Wouter de Graaff/Daniel Kozlovsky – Renault Truck – +26’52”
  5. #511 Roeland Voerman/Hugo Kupper/Simon Stubbs – Man – +34’10”
  6. #514 Gert Huzink/Rob Buursen/Martin Roesink – Renault Truck – +1h31’08”
  7. #505 Igor Bouwens/Dave Berghmans/Ulrich Boerboom – Iveco – +1h38’14”
  8. #522 Jan van de Laar/ Ben van de Laar/Dolf Huijgens – Daf – +2h34’39”
  9. #515 Karoly Fazekas/Peter Csakany/Albert Horn – Scania – +3h10’01”
  10. #521 Miklos Kovacs/Peter Czegledi/Laszlo Acs – Scania – +5h21’30”

MDC 2019 – Classifica finale SSV:

  1. #203 Philippe Pinchedez/Jean Brucy – Can Am – 38h40’11”
  2. #237 Stephane Chambon/Antoine Paque – Can Am – +1h16’00”
  3. #201 Marc Mauwers – Can Am – +2h19’19”
  4. #212 Vincent Gonzalez/Stéphane Duplé – Can Am – +3h47’19”
  5. #252 Jose-Manuel Fernandez/Denis Habran – Can Am – +3h50’04”
  6. #206 Rudy Verheyen/Bob Geens – Can Am – +4h48’07”
  7. #205 Joris Brosens/Koen Slegers – Can Am – +4h50’22”
  8. #228 Geoffroy Noel de Burlin – Polaris – +4h55’05”
  9. #209 Javier Herrador/Manuel Navarro Dominguez – Can Am – +4h56’48”
  10. #204 Stephane Zosso/Caroline Zosso – Can Am – +4h57’17”
  11. #216 Gianernesto Astori/Francesco Tarricone – Yamaha – +10h26’02”

MDC 2019 – Classifica finale moto & quad:

  1. #106 Skyler Howes – Husqvarna – 36h20’21”
  2. #104 Joan Pedrero – KTM – +01’06”
  3. #105 Paul Spierings – Husqvarna – +4h49’52”
  4. #108 Jan Van Gerven – KTM – +6h08’06”
  5. #101 Harite Gabari – KTM – +6h31’47”
  6. #115 Richard Dors – KTM – +7h19’32”
  7. #102 Laurent Weibel – KTM – +8h59’16”
  8. #163 Pierre Peyrard – Yamaha – +9h16’13”
  9. #136 Roch Wolville – KTM – 9h30’25”
  10. #146 Dirk Boerboom – KTM – 9h53’34”

Morocco Desert Challenge: al via il 2° Rally-Raid più Grande al Mondo

Un coast to coast, dall’Atlantico al Mediterraneo, con 8 tappe alla scoperta del Marocco e del suo deserto. La nuova edizione del challenge targato Gert Duson è pronta a prendere il via l’11 Aprile da Agadir

Con oltre il 50% in più di partecipanti schierati sulla linea di partenza rispetto allo scorso anno (fra cui il doppio di equipaggi in categoria SSV), il Morocco Desert Challenge 2019 si appresta a battere tutti i record. Sabato 13 aprile, 300 veicoli rally-raid, 210 fra camion e auto di assistenza e 1.300 persone daranno il via da Agadir ad un’emozionante undicesima edizione, trasformando questo evento nel secondo più grande cross country challenge al mondo per numero di iscritti.

Allacciate le cinture perché la sfida sta per iniziare. E sarà di quelle toste. Parola di Gert Duson che, forte di uno staff di 170 persone, ha fatto di questo rally-raid nato in Libia nel 2008 e approdato poi in Marocco, un sogno per tanti appassionati. Road book perfetti, navigazione con GPS Unik di ERTF, due elicotteri, sistema Iritrack: priorità assoluta alla sicurezza sì ma anche bivacchi in pure stile africano, ristori di qualità e spettacoli serali. E poi loro, i percorsi, da un paio di anni diventati dei coast to coast, ogni giorno fra differenti scenari e con il nuovo concetto di “trasferimento zero” introdotto nel 2018. In pratica, niente asfalto ma solo off-road.

Un rally-raid da guinness dei primati. Fra i camion, il Morocco Desert Challenge è addirittura il numero 1 al mondo con ben 35 trucks da corsa in gara. “Con grande orgoglio possiamo dire che allo start ci saranno molti team importanti – commenta il belga Gert Duson, organizzatore del challenge – Il team Maz-Sportauto, Petronas De Rooy Iveco e Gregoor Racing, Evm Rally Man, Renault Mammoet e Riwald, Scania Dakar-Speed solo per citarne alcuni si sfideranno in quella che promette di essere una fantastica battaglia di altissimo livello. Sono tutti T4 da corsa puri e non di assistenza veloce”.

Le altre categorie? A scendere in pista ci saranno circa 80 auto da rally, oltre 70 fra moto e quad, più di 60 SSV e 30 auto in categoria raid. Anche qui non mancano grandi nomi conosciuti a livello internazionale a iniziare da Joan Pedrero in motocicletta; Erik van Loon, Paulo Ferreira, Hennie De Klerk, Thomas Bell e Fernando Alvarez in auto. Fra i side-by-side a farla da padrona sarà il marchio Can-Am con decine di Maverick X3 affiancato da qualche Polaris RZR 1000 e Yamaha YXZ1000 mentre il parterre motorbikes vede un vasto schieramento di KTM con una manciata di Husqvarna, Yamaha, Honda e Husaberg.

A tenere alto il nome dell’Italia in questa gara scenderanno in campo fra l’altro Aldo e Dario De Lorenzo (Jazz Tech Offroad) alla guida di un Mitsubishi Pajero (#371), Tommaso Castellazzi (T.T.Team) con Land Rover Defender #379, Agostino Rizzardi e Luca Ornati (Rizzardi Team) su Porsche Carrera 911 con il numero #322. Con i colori dello ZZ Kustom RS (equipaggio #215) ci saranno Lorenzo Rocco di Torrepadula & Christian Fringhian (Can-Am) mentre Gianernesto Astori/Francesco Tarricone (#216) su Yamaha saranno i portacolori dell’ABC Rally Action Team.

“Nonostante ci siano sempre più piloti di alto profilo al MDC, ciò che rimane invariato è lo spirito tradizionale e amichevole che anima questa competizione – afferma Gert Duson – Il Morocco Desert Challenge è e rimane una manifestazione amatoriale. Ciò si riflette, ad esempio, nel numero elevato di iscrizioni fra gli SSV. In questa categoria, di facile accesso e molto divertente, il numero di partecipanti è più che raddoppiato: da 28 partecipanti l’anno scorso, in questa edizione hanno raggiunto quota 62”.

A dare inizio all’11^ edizione del challenge saranno le verifiche tecniche e amministrative ospitate in Place Al Amal (Agadir), l’11 e 12 Aprile, mentre lo start ufficiale avverrà il 13 con il tradizionale prologo che dalla Plage Blanche, 250 km a sud della nota località balneare marocchina, porterà i concorrenti in direzione di Abetteh con una speciale di 218 km caratterizzata da dune, prove degne del WRC e passaggi rocciosi. La seconda tappa (Abetteh-Smara) percorrerà in parte una vecchia pista dimenticata della Dakar, a sud, oltre Laayoune mentre con la terza (Smara-Assa) sembrerà, a tratti, di guidare attraverso la savana africana fra vallate fitte di vegetazione e animali selvatici. I 425 km della tappa 4, da Assa a Foum Zguid, accompagneranno nella traversata della più grande zona militare del sud marocchino in un paesaggio desolato ma maestoso: piste veloci con fondo duro (attenzione ai salti!) saranno il divertente campo da gioco per i piloti delle due e quattro ruote. A chi piace la sabbia, tanta e tosta, la PS 5 da Foum Zguid a Zagora regalerà 308 km di pura guida nell’Erg Chegaga, attraversato da ovest a est. Altra tappa classica quella da Zagora a Merzouga (prevista il 18 Aprile) con piste sabbiose in direzione di Marabout, il passo di M’Harech, le dune d’Ouzina e quelle dell’Erg Znaigui per concludere con una prima corta attraversata dell’Erg Chebbi. Le dune più alte del Marocco, sempre nell’Erg Chebbi, attenderanno i concorrenti nel penultimo giorno di rally prima che il CAP faccia rotta verso nord per un percorso nel Plateau di Rekkam con piste tecniche la mattina e navigazione e drift il pomeriggio. Ultima speciale da 219 km fra coltivazioni e pampas (con tracciati a tratti difficili da trovare) per raggiungere il sud di Oujda. Cerimonia di premiazione e chiusura rally a Saidia, la “perla blu del Mediterraneo”.

“La velocità da sola non sarà l’unico aspetto del MDC – conclude Duson – La navigazione richiederà molta attenzione ai partecipanti e anzi, qui e là, ridurrà drasticamente la velocità. Uno di fianco all’altro i km di gara di questa edizione saranno più di 2500, senza un solo km di trasferimento su asfalto, attraverso i paesaggi più disparati che il Marocco offre. Il nostro obiettivo è sedurre i nuovi partecipanti così come chi ci è stato fedele da anni, i piloti di alto livello e quelli per cui il Morocco Desert Challenge è divertimento e vacanza perché questo, non smetterò di ricordarlo, è un evento amatoriale in cui la cordialità è importante quanto la gara stessa”.

Info su www.moroccodesertchallenge.com

Programma MDC 2019

11/12 Aprile: verifiche tecniche e amministrative (Agadir)

13 Aprile: prologo Plage Blanche-Abetteh (218 km PS)

14 Aprile: Abetteh-Smara (402 km PS)

15 Aprile: Smara-Assa (372 km PS)

16 Aprile: Assa-Foum Zguid (425 km PS)

17 Aprile: Foum Zguid-Zagora (308 km PS)

18 Aprile: Zagora-Merzouga (370 km PS)

19 Aprile: Merzouga-Bouarfa (427 km PS)

20 Aprile: Bouarfa-Oujda-Saidia (219 km PS); premiazione e cerimonia di chiusura

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6^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

AREQUIPA-SAN JUAN DE MARCONA: GIRO DI BOA PER LA DAKAR 2019

San Juan de Marcona (Perù) – Giro di boa per il rally Dakar 2019 che con la sesta tappa, Arequipa/San Juan de Marcona, è entrato nella seconda metà del suo programma motoristico. Dopo il giorno di riposo di sabato 12 Gennaio ad attendere i piloti è stato un nuovo tracciato di 810 km di cui 291 di prova speciale.

“Una tappa difficile sia a livello di navigazione che di guida ma Santiago è stato davvero molto bravo soprattutto negli ultimi 40-50 km di dune affrontate con il buio – commenta Szymon Gospodarczyk, navigatore del messicano Santiago Creel Garza Rios  – Al km 250 della SS lungo un canyon siamo stati fermati e fatti passare uno per uno perdendo parecchio tempo e arrivando così alle ultime dune senza più luce. Il Polaris è andato bene a parte qualche problema al differenziale anteriore. Ci siamo divertiti molto”.

Dune alte e impegnative quelle della giornata di oggi che hanno messo a dura prova anche l’equipaggio francese del Polaris #359, composto da Ronald Basso e Julien Menard. “Sicuramente una delle tappe più belle di questa Dakar – spiega Julien – La navigazione è stata particolarmente impegnativa per via dei numerosi CAP che hanno richiesto frequenti cambi di traiettoria e per le molte dune tagliate che per essere superate hanno reso necessari passaggi laterali”.

Anche gli altri francesi di Xtreme+, Eric Abel e Christian Manez, hanno affrontato questa sesta tappa nella categoria “semi Marathon” dopo le noie che nei giorni precedenti li hanno costretti a rimanere al bivacco di Arequipa in attesa degli interventi di ripristino da parte dei meccanici del team.

Giornata difficile anche per i polacchi Maciej Domzala e Rafal Marton: con il loro Polaris, l’equipaggio #376 ha tagliato il traguardo di San Juan de Marcona con un tempo di 13h31’00” piazzandosi 23imi di giornata e 22imi nella generale provvisoria con un tempo totale di 47h22’39”.

La settima tappa della Dakar che si svolgerà domani, lunedì 14 Gennaio, è anche la prima delle due boucle in programma in questa edizione della Dakar. San Juan de Marcona-San Juan de Marcona accompagnerà i piloti lungo un tracciato di 387 km totali di cui 323 di prove speciali. La SS prenderà il via con un centinaio di chilometri su una pista veloce per poi entrare in una zona di fech-fech e di piste tagliate su un altipiano verso la metà della gara.

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Ufficio Stampa Xtreme Plus Team

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5^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

SECONDA TAPPA MARATHON: 2 EQUIPAGGI XTREME+ IN GARA

Arequipa (Perù) – Il traguardo della quinta tappa di questa 41^ Dakar ha portato i concorrenti da Tacna (bivacco per auto, SxS e camion) nuovamente alle porte della “città bianca” di Arequipa dopo un percorso totale di 714 km. La seconda prova Marathon, in cui ad essere autorizzata è stata ancora una volta la sola assistenza fra piloti, ha visto in gara due degli equipaggi schierati fra le fila di Xtreme Plus.

I polacchi Maciej Domzala e Rafal Marton hanno portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 al traguardo della SS nonostante qualche inconveniente verificatosi sul percorso: al km 120 il veicolo ha infatti urtato una pietra nascosta nel fech-fech danneggiando la bielletta di sterzo. Domzala ha atteso l’arrivo della Toyota Land Cruiser 120 (in gara come assistenza veloce) di Marco Piana e Steven Griener e, riparato il danno, ha potuto ripartire.

Gli altri tre Polaris con i colori di Xtreme Plus – Eric Abel & Christian Manez, Ronald Basso e Julien Menard, Santiago Creek Garza Rio e Szymon Gospodarczyk – sono rimasti invece al bivacco di Arequipa per permettere ai meccanici del team di sistemare alcune noie meccaniche e problemi legati a capottamenti e urti avvenuti nelle giornate precedenti.

Il giorno di riposo di oggi, sabato 12 Gennaio 2019, è servito per effettuare tutti i necessari interventi di manutenzione ai Polaris che, grazie all’utilizzo dei prodotti lubrificanti Motul, garantiscono eccellenti performance anche nelle condizioni più impegnative.  Equipaggiati con gli pneumatici CST i 4 Polaris hanno dimostrato di essere decisamente affidabili e competitivi su ogni tipologia di terreno permettendo di affrontare senza alcun problema la sabbia più soffice e i fondi sconnessi e pietrosi.

La sesta tappa della Dakar in programma per domenica 13 Gennaio prevede 810 km totali da percorrere partendo da Arequipa con arrivo a San Juan de Marcona: i concorrenti dovranno affrontare 291 di special stage e 519 di liason.

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© RallyZone - Edoardo Bauer
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4^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

MACIEJ DOMZALA FESTEGGIA IL COMPLEANNO AL BIVACCO DI TACNA DOPO LA PRIMA MARATHON STAGE DI QUESTA DAKAR

Arequipa (Perù) –  Dal bivacco di Arequipa, la “Ciudad Blanca” situata sulle rive del fiume Chili, ha preso il via la quarta tappa di questa edizione della Dakar che ha accompagnato gli equipaggi del rally sino a Tacna (e a Moquega per le moto) dopo 664 km di cui 352 di prova speciale. Questa tappa Marathon, la prima delle due previste in questa edizione della Dakar 2019 senza possibilità di assistenza meccanica se non quella autorizzata fra concorrenti, si è rivelata purtroppo sfortunata per alcuni equipaggi Xtreme Plus costretti ad abbandonare in anticipo il campo di gara.

A tenere alti i colori del team francese di Gorrevod ci ha pensato però il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton, che ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo alla fine della special stage Arequipa-Tacna tagliando il traguardo in 8h26’52” in 22^ posizione, risultato che vede ora l’equipaggio #376 al 22° piazzamento della classifica generale provvisoria con 23h30’15”. Un ottimo risultato per Domzala che ha festeggiato il suo compleanno nel bivacco di Tacna.

Il Team Manager di Xtreme+ Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener ha raggiunto il finish di Tacna classificandosi 46° fra le auto in categoria T1 con un crono di 9h42’59”.

Eric Abel & Christian Manez alla guida del loro RZR 1000 Turbo #341 hanno dovuto invece rientrare al bivacco di Arequipa dopo aver danneggiato al km 22 della prova speciale il loro Polaris scontrandosi a forte velocità contro una pietra nascosta nel fech-fech: dopo aver cercato di riparare il veicolo per oltre 2 ore, hanno raggiunto il CP6 e abbandonato la SS perché impossibilitati a proseguire.

Qualche problema al motore anche per gli altri francesi del team, Ronald Basso e Julien Menard, costretti in mattinata al rientro ad Arequipa dopo pochi km dalla partenza; il messicano Santiago Creel Garza Rios, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk, non ha potuto invece partire per la tappa marathon Arequipa-Tacna in seguito ai danni riportati dopo un capottamento fra le dune avvenuto durante la terza tappa da San Juan de Marcona a Arequipa.

Nonostante le non poche difficoltà legate al rally, i 4 Polaris equipaggiati con le gomme CST hanno dimostrato di essere decisamente performanti su tutte le tipologie di terreno affrontato grazie alle caratteristiche tecniche che rendono questi pneumatici adatti alla sabbia così come a zone con fondo pietroso e sconnesso.

I meccanici del team stanno ora lavorando per rimettere in pista i 3 veicoli dopo il giorno di riposo previsto nella città patrimonio Unesco per il 12 Gennaio.

Nella quinta tappa di venerdì 11, la seconda Marathon prevista in questa 41^ edizione della Dakar, i due equipaggi Xtreme+ (Domzala e Piana) partiranno dal bivacco di Tacna per rientrare su Arequipa dopo aver percorso 714 km totali di cui 452 di prova speciale.

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3^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

DA SAN JUAN DE MARCONA A AREQUIPA: XTREME+ PROCEDE ALLA DAKAR 2019

Arequipa (Perù) – Sono stati poco meno di 800 i chilometri totali che hanno caratterizzato questa terza tappa della Dakar che da San Juan de Marcona ha visto gli equipaggi tagliare il traguardo nella cittadina di Arequipa dopo averne percorsi 331 in prova speciale.

“Per me si è trattato della prima vera tappa della Dakar – commenta Christian Manez navigatore di Eric Abel a bordo del Polaris RZR 1000 Turbo #341 – Il percorso è stato molto tecnico e vario con alcune difficoltà dovute alle numerose tracce presenti sul tracciato oltre che per via della sabbia soffice che ha reso la guida ancora più impegnativa. Insomma, un vero campo di battaglia da prendere con grande umiltà”. L’equipaggio di Xtreme+, portacolore ufficiale di CST Tires, ha tagliato il traguardo a +1h43’23” dal vincitore di giornata piazzandosi al 19° posto della giornaliera.

Il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton, ha avuto alcune noie meccaniche che hanno attardato il suo Polaris #376 al traguardo della tappa caratterizzata da fech-fech e canyon con passaggi stretti e impegnativi. Per loro il percorso da San Juan de Marcona a Arequipa si è così completato con un ritardo di +2h58’18” e un 24° piazzamento di tappa.

Se l’altro equipaggio francese (Ronald Basso e Julien Menard) in gara con i colori della scuderia di Gorrevod ha portato il Polaris #359 a completare il percorso facendo staccare un crono di  +1h51’12”, il messicano Santiago Creel Garza Rios è stato costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gara lasciando il Polaris, poi riportato al bivacco, fra le dune attorno al km 120 della SS.

Nella tappa di giovedì 10 Gennaio i concorrenti della Dakar raggiungeranno il bivacco di Tacna per la prima Marathon stage di questa edizione 2019 affrontando un percorso di 664 km di cui 352 di  SS.

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2^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

San Juan de Marcona (Perù) – La seconda più lunga tappa di questa 41^ edizione della Dakar si è presentata ai concorrenti con una varietà di tracciati che ha sapientemente alternato sabbia, piste sterrate e decine di chilometri da percorrere lungo le spiagge del Pacifico. Dopo aver affrontato le impegnative dune di Ica, gli equipaggi della Dakar hanno percorso il lungomare oceanico del Perù con i suoi suggestivi paesaggi naturali.

Fra le fila di Xtreme+ il miglior tempo di questa seconda giornata della Dakar 2019 l’hanno fatto registrare Eric Abel e Christian Manez (#341) che al finish sono arrivati con un tempo di 5h22’44”. “Il nostro principale obiettivo è quello di tagliare il traguardo finale di Lima: proprio per questo cerchiamo di preservare il più possibile il Polaris e di amministrare al meglio ogni singola tappa. Oggi la navigazione è stata tutt’altro che semplice ma Christian si è rivelato ancora una volta un eccellente co-pilota ed è stato davvero bravo anche se il percorso si è presentato con diverse zone di sabbia soffice e di fech-fech” – spiega Eric Abel.

Buona prova anche per il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton: il pilota nativo della cittadina di Milanowek ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 alla fine di questa prova speciale che ha offerto una tipologia di terreni estremamente differenti fra di loro. “Nonostante il fech-fech presente sul tracciato mi sono divertito molto alla guida del Polaris con cui sto prendendo confidenza – spiega Maciej – E’ stata una bella tappa di rodaggio ma da domani si comincia  a fare sul serio”. Domzala/Marton hanno staccato il crono a 5h49’38”, risultato che li vede ora al 27° piazzamento della generale provvisoria con 7h29’07”.  “Una bella speciale con differenti tipologie di terreno e un percorso incantevole che ha fiancheggiato per una cinquantina di chilometri l’Oceano Pacifico da un lato e alte montagne di roccia e sabbia dall’altro” – commenta il pilota messicano Santiago Creel Garza Rios, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk. Al suo debutto alla Dakar, il driver di Città del Messico ha portato il Polaris RZR #362 al traguardo di questa seconda tappa del rally 2019 con un tempo di 5h34’30” piazzandosi al 23° posto della generale assoluta (7h08’32”).

Poco più di 6h26’ per l’altro equipaggio francese in gara con i colori della scuderia di Gorrevod: alla guida del Polaris #359, Ronald Basso e Julien Menard hanno completato il percorso che da Pisco ha accompagnato sino a San Juan de Marcona senza particolari difficoltà né sul fronte della  guida né nella navigazione. Dopo la seconda stage, Basso/Menard sono in 29^ posizione con un tempo totale di 8h03’53”.  Il Team Manager Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener ha tagliato il traguardo della tappa Pisco-San Juan de Marcona in 6h46’23” rimanendo sempre a disposizione dei 4 equipaggi Polaris come assistenza veloce.

Nella tappa di mercoledì 9 Gennaio i concorrenti della Dakar andranno da San Juan de Marcona sino ad Arequipa con un tracciato totale di 798 km di cui 467 di liason e 331 di settore selettivo alla scoperta delle dune d’Acari. Il primo a partire sarà Eric Abel (#341) alle 9:36 seguito da Santiago Creel (#362) allo start alle 9:40 e da Domzala/Marton (#376) alle 9:44. A concludere lo schieramento di Xtreme+ saranno Basso (#359) alle 9:48 e Piana (#380) alle 9:49.

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1^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

Prima prova speciale della Dakar 2019 per gli equipaggi xtreme plus

Pisco (Perù) – Poco più di 80 km di speciale con dune di media altezza e passaggi fra oued hanno dato inizio alla 41esima edizione del rally Dakar che ha preso il via questa mattina, 7 Gennaio, dalla capitale Lima per raggiungere Pisco, località affacciata sull’Oceano Pacifico. Una tappa di 331 km totali (di cui 247 di liason) che ha permesso ai concorrenti di entrare nel vivo dell’avventura motoristica più blasonata al mondo che quest’anno si svolge interamente nel territorio del Perù con 10 tappe e 5 mila km (di cui 3 mila di SS). Con i colori ufficiali di CST Tires, i francesi Eric Abel e Christian Manez (#341) hanno tagliato il traguardo della prima speciale della Dakar 2019 con un tempo di 1h20’09”: “E’ stato un divertente allenamento in vista delle tappe più impegnative che prenderanno il via nei prossimi giorni – spiega Christian Manez – Negli 84 km di questa prima speciale abbiamo affrontato dune di media altezza, oued con sabbia e fondo pietroso e per finire un cordone di dune che ci ha portati sino alla linea di finish”.

Dopo aver conquistato il secondo piazzamento all’Abu Dhabi Desert Challenge dell’anno scorso, il driver polacco Maciej Domzala, navigato dal connazionale Rafal Marton, ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 alla fine di questa prova speciale staccando un crono di 1h39’29”.

Per Maciej la special stage di oggi è stata un ottimo test per prendere confidenza con il Polaris. Il debutto alla Dakar del messicano Santiago Garcia Creel, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk, ha visto il pilota del Polaris RZR #362 conquistare il secondo miglior tempo per la  scuderia francese di Gorrevod con 1h34’02”: “Mi sono divertito molto a guidare sulla sabbia e questa speciale è stata una buona prova per iniziare la Dakar – commenta Santiago – Le dune di oggi non sono state difficili ma sicuramente da domani i giochi si faranno più duri”.

Buona prova infine per l’equipaggio francese #359 composto da Ronald Basso e Julien Menard che ha concluso la SS in 1h37’18”, attardato al traguardo per via di una foratura che gli ha fatto purtroppo perdere una decina di minuti.  Poco più di 1h54’ di tempo per Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener, per concludere gli 84 km della prova speciale odierna rimanendo sempre a disposizione come assistenza veloce per i 4 Polaris RZR. Per domani, 8 Gennaio, il percorso della  Dakar 2019 prevede 211 km di liason e 342 di speciale: gli equipaggi partiranno da Pisco per raggiungere San Juan de Marcona. A partire per primi fra le fila di Xtreme+ saranno Abel/Manez alle 6:40 seguiti da Creel/Gospodarczyk alle 6:56 e da Basso/Menard alle 6:58. A concludere l’ordine di partenza del team francese, Domzala (7:00) e il team manager Piana (7:08:30).

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Ford vince il Tour de Corse Historique

Serge Cazaux, su Sierra Cosworth 4×4, si aggiudica la 18^ edizione del Tour de Corse Historique con un vantaggio di 2’10” su Didier Auriol. Al marchio Ford vanno i primi sei piazzamenti della generale VHC mentre a Porsche la top five della VHRS.

Alla fine la vittoria l’ha conquistata lui, Serge Cazaux, con la sua Ford Sierra Cosworth 4×4, firmando il podio della diciottesima edizione del Tour de Corse Historique, il prestigioso evento motoristico creato da José Andreani. Risultato a parte, a tenere tutti con il fiato sospeso è stata la straordinaria sfida che ha contrapposto per quattro giorni due celebri nomi di questa specialità motoristica: Cazaux e Auriol, da un lato il pilota originario di Dax, dall’altro quello di Montpellier. Entrambi francesi e grandi campioni, i due si sono affrontati sugli avvincenti percorsi della Corsica – cinque tappe con partenza e rientro su Porto-Vecchio passando per Bastia, Calvi e Ajaccio – con 340 km di prove cronometrate e 500 di trasferimento lungo gli asfalti di una delle più belle tappe del mondiale rally.

Un tracciato all’80% inedito con 17 speciali, di cui dieci completamente ridisegnate, che hanno permesso di percorrere in lungo e in largo quasi tutta quest’isola montuosa abbracciata dal Mediterraneo. Terra di una bellezza rara e selvaggia, la Corsica ha messo a dura prova equipaggi francesi, italiani, tedeschi, finlandesi, norvegesi, inglesi e anche argentini (Martin Sucari e Gustavo Pecoriff su Peugeot 205T16) riportando in auge una competizione che, unendo passato e presente, ha saputo ricreare il mito di un tempo.

115 i concorrenti della categoria VHC e 87 quelli in VHRS con un parco chiuso che ha accolto auto e piloti che hanno fatto la storia dell’automobilismo: un terzo dei partecipanti ha tagliato la linea di partenza alla guida di Porsche ma non sono mancate neppure Ford Escort Mk1 e Mk2, Lancia Stratos, Ford Sierra Cosworth, Alpine A110, Abarth 13, Renault 12 Gordini e Lancia Delta HF senza dimenticare alcune Morris Cooper e Cox 1303S.

Fra gli italiani al via: Silvio Perlino e Serena Giuliano su Opel Kadett GTE (#29); l’equipaggio femminile Luisa Zumelli e Paola Valmassoi (#68) su Porsche Carrera RS; Maurizio Elia e Corrado Ughetti su Ford Escort RS1600; Roberto Gorni con Angela Grasso su Fiat 124 Abarth Rally; Alessandro Olivieri su Ford Escort RS 2000; Giorgio Schon alla guida di una Porsche 911 SC; Eugenio Rossi, navigato da Michelle Perlino, su Lancia Flavia Coupé 1.8.   

Ad accogliere il via di questa edizione del TdCH, il 10 Ottobre, è stato Porto-Vecchio, suggestivo borgo del sud della Corsica con le mura della cittadella genovese del XVI° secolo. Dopo le verifiche tecniche e amministrative e lo shakedown della Palombaggia (4,10 km), lo start ufficiale ha visto i 202 equipaggi iscritti affrontare la prima tappa che da Porto-Vecchio ha raggiunto nel tardo pomeriggio Bastia con la chiesa a due torri di San Giovanni Battista, la cattedrale di Santa Maria e il palazzo del governatore, sede del museo di storia locale.

Gli asfalti del rally si sono poi diretti in direzione di Calvi, passando per il raggruppamento a La Porta, e infine ad Ajaccio con la spettacolare cronometrata di Notre-Dame-de-la-Serra, prima del rientro su Porto-Vecchio.

A infiammare gli animi del pubblico è stato anzitutto un grande Cazaux: “Sono molto contento del risultato ottenuto: abbiamo combattuto sin dalla prima cronometrata e la Cosworth si è comportata egregiamente – ha commentato soddisfatto sul podio finale – Non potevo sperare di meglio anche se fronteggiare Auriol è stato tutt’altro che semplice sia dal punto di vista competitivo che sul piano emozionale perché è un grande campione. E’ stato un bel rally con prove speciali fantastiche come Notre-Dame-de-la-Serra e La Porta che ci hanno permesso di guadagnare un buon vantaggio per il traguardo di Porto-Vecchio. Un grazie sincero va al mio navigatore Maxime Vilmot che ha fatto un eccellente lavoro e a tutto il team: questa vittoria è dedicata a loro”.

Nonostante nella terza tappa da Calvi a Ajaccio, il pilota della Ford #3, attuale leader del Campionato Europeo Storico, avesse già 1’52” di vantaggio sul “Lutin de Cévenol”, Auriol non ha certo abbandonato i suoi sogni di gloria a trent’anni dalla prima vittoria conquistata al Tour de Corse. Alla fine delle 4 prove speciali che da Ajaccio hanno infine riportato alla marina di Porto-Vecchio, la Cosworth 2 ruote motrici di Didier si è dovuta però accontentare di un secondo piazzamento nella J2 e nella generale del TdCH.

“E’ stata un’emozione incredibile, tanti ricordi si sono susseguiti dal 1988 a oggi e tornare qui al Tour de Corse per festeggiare i 30 anni dal primo podio è stato meraviglioso – ha raccontato Auriol – Stesso rally e soprattutto stessa vettura anche se il risultato finale non è stato il medesimo. Davvero bella la sfida con Cazaux anche se non ci è riuscito di strappargli il primo posto. Combattere con una quattro ruote motrici ci ha penalizzati non poco ma ciò che volevo più di ogni altra cosa era tornare a divertirmi alla guida su queste strade della Corsica ed è quello che ho fatto”.

 

Se Ford è stata protagonista assoluta della categoria VHC, Porsche lo è stata per la VHRS: al marchio tedesco di Zuffenhausen sono andati i primi 5 piazzamenti della generale con una bella vittoria assegnata a Christophe e Anne Baillet davanti agli italiani Giorgio Schon e Francesco Giammarino che sono stati autori di una gran bella prova. Il gentlemen driver di origini novaresi, da oltre 23 anni alla guida di splendide automobili sportive e storiche, ha dimostrato ancora una volta che la classe non è acqua portando in alto inostri colori.

E fra gli altri italiani a ben destreggiarsi in questa edizione del TdCH un particolare riconoscimento va anche a Eugenio Rossi e Michelle Perlino, su Lancia Flavia Coupé 1800, al sesto posto dell’assoluta VHRS.

www.tourdecorse-historique.fr

Classifica Tour de Corse Historique 2018 – VHC

  1. Cazaux-Vilmot (Ford Sierra Cosworth 4×4) 3h51’51”
  2. Auriol/Giraudet (Ford Sierra Cosworth) + 2’10”
  3. Jenot-Milosavljevic (Ford Mk2) + 4’42”
  4. Villa-Savignoni (Ford RS2000) + 6’39”
  5. Marchetti-Buresi (Ford Mk1) + 8’39”

Classifica Tour de Corse Historique 2018 – VHRS

  1. Baillet-Baillet (Porsche)
  2. Schon-Giammarino (Porsche)
  3. Euvrard-Paquier (Porsche)
  4. Maes-Pyck (Porsche)
  5. Figuière-Godin (Porsche)

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Testo e foto Sonja Vietto Ramus