Morocco Desert Challenge: al via il 2° Rally-Raid più Grande al Mondo

Un coast to coast, dall’Atlantico al Mediterraneo, con 8 tappe alla scoperta del Marocco e del suo deserto. La nuova edizione del challenge targato Gert Duson è pronta a prendere il via l’11 Aprile da Agadir

Con oltre il 50% in più di partecipanti schierati sulla linea di partenza rispetto allo scorso anno (fra cui il doppio di equipaggi in categoria SSV), il Morocco Desert Challenge 2019 si appresta a battere tutti i record. Sabato 13 aprile, 300 veicoli rally-raid, 210 fra camion e auto di assistenza e 1.300 persone daranno il via da Agadir ad un’emozionante undicesima edizione, trasformando questo evento nel secondo più grande cross country challenge al mondo per numero di iscritti.

Allacciate le cinture perché la sfida sta per iniziare. E sarà di quelle toste. Parola di Gert Duson che, forte di uno staff di 170 persone, ha fatto di questo rally-raid nato in Libia nel 2008 e approdato poi in Marocco, un sogno per tanti appassionati. Road book perfetti, navigazione con GPS Unik di ERTF, due elicotteri, sistema Iritrack: priorità assoluta alla sicurezza sì ma anche bivacchi in pure stile africano, ristori di qualità e spettacoli serali. E poi loro, i percorsi, da un paio di anni diventati dei coast to coast, ogni giorno fra differenti scenari e con il nuovo concetto di “trasferimento zero” introdotto nel 2018. In pratica, niente asfalto ma solo off-road.

Un rally-raid da guinness dei primati. Fra i camion, il Morocco Desert Challenge è addirittura il numero 1 al mondo con ben 35 trucks da corsa in gara. “Con grande orgoglio possiamo dire che allo start ci saranno molti team importanti – commenta il belga Gert Duson, organizzatore del challenge – Il team Maz-Sportauto, Petronas De Rooy Iveco e Gregoor Racing, Evm Rally Man, Renault Mammoet e Riwald, Scania Dakar-Speed solo per citarne alcuni si sfideranno in quella che promette di essere una fantastica battaglia di altissimo livello. Sono tutti T4 da corsa puri e non di assistenza veloce”.

Le altre categorie? A scendere in pista ci saranno circa 80 auto da rally, oltre 70 fra moto e quad, più di 60 SSV e 30 auto in categoria raid. Anche qui non mancano grandi nomi conosciuti a livello internazionale a iniziare da Joan Pedrero in motocicletta; Erik van Loon, Paulo Ferreira, Hennie De Klerk, Thomas Bell e Fernando Alvarez in auto. Fra i side-by-side a farla da padrona sarà il marchio Can-Am con decine di Maverick X3 affiancato da qualche Polaris RZR 1000 e Yamaha YXZ1000 mentre il parterre motorbikes vede un vasto schieramento di KTM con una manciata di Husqvarna, Yamaha, Honda e Husaberg.

A tenere alto il nome dell’Italia in questa gara scenderanno in campo fra l’altro Aldo e Dario De Lorenzo (Jazz Tech Offroad) alla guida di un Mitsubishi Pajero (#371), Tommaso Castellazzi (T.T.Team) con Land Rover Defender #379, Agostino Rizzardi e Luca Ornati (Rizzardi Team) su Porsche Carrera 911 con il numero #322. Con i colori dello ZZ Kustom RS (equipaggio #215) ci saranno Lorenzo Rocco di Torrepadula & Christian Fringhian (Can-Am) mentre Gianernesto Astori/Francesco Tarricone (#216) su Yamaha saranno i portacolori dell’ABC Rally Action Team.

“Nonostante ci siano sempre più piloti di alto profilo al MDC, ciò che rimane invariato è lo spirito tradizionale e amichevole che anima questa competizione – afferma Gert Duson – Il Morocco Desert Challenge è e rimane una manifestazione amatoriale. Ciò si riflette, ad esempio, nel numero elevato di iscrizioni fra gli SSV. In questa categoria, di facile accesso e molto divertente, il numero di partecipanti è più che raddoppiato: da 28 partecipanti l’anno scorso, in questa edizione hanno raggiunto quota 62”.

A dare inizio all’11^ edizione del challenge saranno le verifiche tecniche e amministrative ospitate in Place Al Amal (Agadir), l’11 e 12 Aprile, mentre lo start ufficiale avverrà il 13 con il tradizionale prologo che dalla Plage Blanche, 250 km a sud della nota località balneare marocchina, porterà i concorrenti in direzione di Abetteh con una speciale di 218 km caratterizzata da dune, prove degne del WRC e passaggi rocciosi. La seconda tappa (Abetteh-Smara) percorrerà in parte una vecchia pista dimenticata della Dakar, a sud, oltre Laayoune mentre con la terza (Smara-Assa) sembrerà, a tratti, di guidare attraverso la savana africana fra vallate fitte di vegetazione e animali selvatici. I 425 km della tappa 4, da Assa a Foum Zguid, accompagneranno nella traversata della più grande zona militare del sud marocchino in un paesaggio desolato ma maestoso: piste veloci con fondo duro (attenzione ai salti!) saranno il divertente campo da gioco per i piloti delle due e quattro ruote. A chi piace la sabbia, tanta e tosta, la PS 5 da Foum Zguid a Zagora regalerà 308 km di pura guida nell’Erg Chegaga, attraversato da ovest a est. Altra tappa classica quella da Zagora a Merzouga (prevista il 18 Aprile) con piste sabbiose in direzione di Marabout, il passo di M’Harech, le dune d’Ouzina e quelle dell’Erg Znaigui per concludere con una prima corta attraversata dell’Erg Chebbi. Le dune più alte del Marocco, sempre nell’Erg Chebbi, attenderanno i concorrenti nel penultimo giorno di rally prima che il CAP faccia rotta verso nord per un percorso nel Plateau di Rekkam con piste tecniche la mattina e navigazione e drift il pomeriggio. Ultima speciale da 219 km fra coltivazioni e pampas (con tracciati a tratti difficili da trovare) per raggiungere il sud di Oujda. Cerimonia di premiazione e chiusura rally a Saidia, la “perla blu del Mediterraneo”.

“La velocità da sola non sarà l’unico aspetto del MDC – conclude Duson – La navigazione richiederà molta attenzione ai partecipanti e anzi, qui e là, ridurrà drasticamente la velocità. Uno di fianco all’altro i km di gara di questa edizione saranno più di 2500, senza un solo km di trasferimento su asfalto, attraverso i paesaggi più disparati che il Marocco offre. Il nostro obiettivo è sedurre i nuovi partecipanti così come chi ci è stato fedele da anni, i piloti di alto livello e quelli per cui il Morocco Desert Challenge è divertimento e vacanza perché questo, non smetterò di ricordarlo, è un evento amatoriale in cui la cordialità è importante quanto la gara stessa”.

Info su www.moroccodesertchallenge.com

Programma MDC 2019

11/12 Aprile: verifiche tecniche e amministrative (Agadir)

13 Aprile: prologo Plage Blanche-Abetteh (218 km PS)

14 Aprile: Abetteh-Smara (402 km PS)

15 Aprile: Smara-Assa (372 km PS)

16 Aprile: Assa-Foum Zguid (425 km PS)

17 Aprile: Foum Zguid-Zagora (308 km PS)

18 Aprile: Zagora-Merzouga (370 km PS)

19 Aprile: Merzouga-Bouarfa (427 km PS)

20 Aprile: Bouarfa-Oujda-Saidia (219 km PS); premiazione e cerimonia di chiusura

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6^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

AREQUIPA-SAN JUAN DE MARCONA: GIRO DI BOA PER LA DAKAR 2019

San Juan de Marcona (Perù) – Giro di boa per il rally Dakar 2019 che con la sesta tappa, Arequipa/San Juan de Marcona, è entrato nella seconda metà del suo programma motoristico. Dopo il giorno di riposo di sabato 12 Gennaio ad attendere i piloti è stato un nuovo tracciato di 810 km di cui 291 di prova speciale.

“Una tappa difficile sia a livello di navigazione che di guida ma Santiago è stato davvero molto bravo soprattutto negli ultimi 40-50 km di dune affrontate con il buio – commenta Szymon Gospodarczyk, navigatore del messicano Santiago Creel Garza Rios  – Al km 250 della SS lungo un canyon siamo stati fermati e fatti passare uno per uno perdendo parecchio tempo e arrivando così alle ultime dune senza più luce. Il Polaris è andato bene a parte qualche problema al differenziale anteriore. Ci siamo divertiti molto”.

Dune alte e impegnative quelle della giornata di oggi che hanno messo a dura prova anche l’equipaggio francese del Polaris #359, composto da Ronald Basso e Julien Menard. “Sicuramente una delle tappe più belle di questa Dakar – spiega Julien – La navigazione è stata particolarmente impegnativa per via dei numerosi CAP che hanno richiesto frequenti cambi di traiettoria e per le molte dune tagliate che per essere superate hanno reso necessari passaggi laterali”.

Anche gli altri francesi di Xtreme+, Eric Abel e Christian Manez, hanno affrontato questa sesta tappa nella categoria “semi Marathon” dopo le noie che nei giorni precedenti li hanno costretti a rimanere al bivacco di Arequipa in attesa degli interventi di ripristino da parte dei meccanici del team.

Giornata difficile anche per i polacchi Maciej Domzala e Rafal Marton: con il loro Polaris, l’equipaggio #376 ha tagliato il traguardo di San Juan de Marcona con un tempo di 13h31’00” piazzandosi 23imi di giornata e 22imi nella generale provvisoria con un tempo totale di 47h22’39”.

La settima tappa della Dakar che si svolgerà domani, lunedì 14 Gennaio, è anche la prima delle due boucle in programma in questa edizione della Dakar. San Juan de Marcona-San Juan de Marcona accompagnerà i piloti lungo un tracciato di 387 km totali di cui 323 di prove speciali. La SS prenderà il via con un centinaio di chilometri su una pista veloce per poi entrare in una zona di fech-fech e di piste tagliate su un altipiano verso la metà della gara.

Ufficio Stampa Xtreme Plus Team

Sonja Vietto Ramus

sonja.vietto@gmail.com

+ 39 333.3612248

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5^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

SECONDA TAPPA MARATHON: 2 EQUIPAGGI XTREME+ IN GARA

Arequipa (Perù) – Il traguardo della quinta tappa di questa 41^ Dakar ha portato i concorrenti da Tacna (bivacco per auto, SxS e camion) nuovamente alle porte della “città bianca” di Arequipa dopo un percorso totale di 714 km. La seconda prova Marathon, in cui ad essere autorizzata è stata ancora una volta la sola assistenza fra piloti, ha visto in gara due degli equipaggi schierati fra le fila di Xtreme Plus.

I polacchi Maciej Domzala e Rafal Marton hanno portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 al traguardo della SS nonostante qualche inconveniente verificatosi sul percorso: al km 120 il veicolo ha infatti urtato una pietra nascosta nel fech-fech danneggiando la bielletta di sterzo. Domzala ha atteso l’arrivo della Toyota Land Cruiser 120 (in gara come assistenza veloce) di Marco Piana e Steven Griener e, riparato il danno, ha potuto ripartire.

Gli altri tre Polaris con i colori di Xtreme Plus – Eric Abel & Christian Manez, Ronald Basso e Julien Menard, Santiago Creek Garza Rio e Szymon Gospodarczyk – sono rimasti invece al bivacco di Arequipa per permettere ai meccanici del team di sistemare alcune noie meccaniche e problemi legati a capottamenti e urti avvenuti nelle giornate precedenti.

Il giorno di riposo di oggi, sabato 12 Gennaio 2019, è servito per effettuare tutti i necessari interventi di manutenzione ai Polaris che, grazie all’utilizzo dei prodotti lubrificanti Motul, garantiscono eccellenti performance anche nelle condizioni più impegnative.  Equipaggiati con gli pneumatici CST i 4 Polaris hanno dimostrato di essere decisamente affidabili e competitivi su ogni tipologia di terreno permettendo di affrontare senza alcun problema la sabbia più soffice e i fondi sconnessi e pietrosi.

La sesta tappa della Dakar in programma per domenica 13 Gennaio prevede 810 km totali da percorrere partendo da Arequipa con arrivo a San Juan de Marcona: i concorrenti dovranno affrontare 291 di special stage e 519 di liason.

Ufficio Stampa Xtreme Plus Team

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4^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

MACIEJ DOMZALA FESTEGGIA IL COMPLEANNO AL BIVACCO DI TACNA DOPO LA PRIMA MARATHON STAGE DI QUESTA DAKAR

Arequipa (Perù) –  Dal bivacco di Arequipa, la “Ciudad Blanca” situata sulle rive del fiume Chili, ha preso il via la quarta tappa di questa edizione della Dakar che ha accompagnato gli equipaggi del rally sino a Tacna (e a Moquega per le moto) dopo 664 km di cui 352 di prova speciale. Questa tappa Marathon, la prima delle due previste in questa edizione della Dakar 2019 senza possibilità di assistenza meccanica se non quella autorizzata fra concorrenti, si è rivelata purtroppo sfortunata per alcuni equipaggi Xtreme Plus costretti ad abbandonare in anticipo il campo di gara.

A tenere alti i colori del team francese di Gorrevod ci ha pensato però il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton, che ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo alla fine della special stage Arequipa-Tacna tagliando il traguardo in 8h26’52” in 22^ posizione, risultato che vede ora l’equipaggio #376 al 22° piazzamento della classifica generale provvisoria con 23h30’15”. Un ottimo risultato per Domzala che ha festeggiato il suo compleanno nel bivacco di Tacna.

Il Team Manager di Xtreme+ Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener ha raggiunto il finish di Tacna classificandosi 46° fra le auto in categoria T1 con un crono di 9h42’59”.

Eric Abel & Christian Manez alla guida del loro RZR 1000 Turbo #341 hanno dovuto invece rientrare al bivacco di Arequipa dopo aver danneggiato al km 22 della prova speciale il loro Polaris scontrandosi a forte velocità contro una pietra nascosta nel fech-fech: dopo aver cercato di riparare il veicolo per oltre 2 ore, hanno raggiunto il CP6 e abbandonato la SS perché impossibilitati a proseguire.

Qualche problema al motore anche per gli altri francesi del team, Ronald Basso e Julien Menard, costretti in mattinata al rientro ad Arequipa dopo pochi km dalla partenza; il messicano Santiago Creel Garza Rios, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk, non ha potuto invece partire per la tappa marathon Arequipa-Tacna in seguito ai danni riportati dopo un capottamento fra le dune avvenuto durante la terza tappa da San Juan de Marcona a Arequipa.

Nonostante le non poche difficoltà legate al rally, i 4 Polaris equipaggiati con le gomme CST hanno dimostrato di essere decisamente performanti su tutte le tipologie di terreno affrontato grazie alle caratteristiche tecniche che rendono questi pneumatici adatti alla sabbia così come a zone con fondo pietroso e sconnesso.

I meccanici del team stanno ora lavorando per rimettere in pista i 3 veicoli dopo il giorno di riposo previsto nella città patrimonio Unesco per il 12 Gennaio.

Nella quinta tappa di venerdì 11, la seconda Marathon prevista in questa 41^ edizione della Dakar, i due equipaggi Xtreme+ (Domzala e Piana) partiranno dal bivacco di Tacna per rientrare su Arequipa dopo aver percorso 714 km totali di cui 452 di prova speciale.

Ufficio Stampa Xtreme Plus Team

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3^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

DA SAN JUAN DE MARCONA A AREQUIPA: XTREME+ PROCEDE ALLA DAKAR 2019

Arequipa (Perù) – Sono stati poco meno di 800 i chilometri totali che hanno caratterizzato questa terza tappa della Dakar che da San Juan de Marcona ha visto gli equipaggi tagliare il traguardo nella cittadina di Arequipa dopo averne percorsi 331 in prova speciale.

“Per me si è trattato della prima vera tappa della Dakar – commenta Christian Manez navigatore di Eric Abel a bordo del Polaris RZR 1000 Turbo #341 – Il percorso è stato molto tecnico e vario con alcune difficoltà dovute alle numerose tracce presenti sul tracciato oltre che per via della sabbia soffice che ha reso la guida ancora più impegnativa. Insomma, un vero campo di battaglia da prendere con grande umiltà”. L’equipaggio di Xtreme+, portacolore ufficiale di CST Tires, ha tagliato il traguardo a +1h43’23” dal vincitore di giornata piazzandosi al 19° posto della giornaliera.

Il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton, ha avuto alcune noie meccaniche che hanno attardato il suo Polaris #376 al traguardo della tappa caratterizzata da fech-fech e canyon con passaggi stretti e impegnativi. Per loro il percorso da San Juan de Marcona a Arequipa si è così completato con un ritardo di +2h58’18” e un 24° piazzamento di tappa.

Se l’altro equipaggio francese (Ronald Basso e Julien Menard) in gara con i colori della scuderia di Gorrevod ha portato il Polaris #359 a completare il percorso facendo staccare un crono di  +1h51’12”, il messicano Santiago Creel Garza Rios è stato costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gara lasciando il Polaris, poi riportato al bivacco, fra le dune attorno al km 120 della SS.

Nella tappa di giovedì 10 Gennaio i concorrenti della Dakar raggiungeranno il bivacco di Tacna per la prima Marathon stage di questa edizione 2019 affrontando un percorso di 664 km di cui 352 di  SS.

Ufficio Stampa Xtreme Plus Team

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2^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

San Juan de Marcona (Perù) – La seconda più lunga tappa di questa 41^ edizione della Dakar si è presentata ai concorrenti con una varietà di tracciati che ha sapientemente alternato sabbia, piste sterrate e decine di chilometri da percorrere lungo le spiagge del Pacifico. Dopo aver affrontato le impegnative dune di Ica, gli equipaggi della Dakar hanno percorso il lungomare oceanico del Perù con i suoi suggestivi paesaggi naturali.

Fra le fila di Xtreme+ il miglior tempo di questa seconda giornata della Dakar 2019 l’hanno fatto registrare Eric Abel e Christian Manez (#341) che al finish sono arrivati con un tempo di 5h22’44”. “Il nostro principale obiettivo è quello di tagliare il traguardo finale di Lima: proprio per questo cerchiamo di preservare il più possibile il Polaris e di amministrare al meglio ogni singola tappa. Oggi la navigazione è stata tutt’altro che semplice ma Christian si è rivelato ancora una volta un eccellente co-pilota ed è stato davvero bravo anche se il percorso si è presentato con diverse zone di sabbia soffice e di fech-fech” – spiega Eric Abel.

Buona prova anche per il polacco Maciej Domzala, navigato da Rafal Marton: il pilota nativo della cittadina di Milanowek ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 alla fine di questa prova speciale che ha offerto una tipologia di terreni estremamente differenti fra di loro. “Nonostante il fech-fech presente sul tracciato mi sono divertito molto alla guida del Polaris con cui sto prendendo confidenza – spiega Maciej – E’ stata una bella tappa di rodaggio ma da domani si comincia  a fare sul serio”. Domzala/Marton hanno staccato il crono a 5h49’38”, risultato che li vede ora al 27° piazzamento della generale provvisoria con 7h29’07”.  “Una bella speciale con differenti tipologie di terreno e un percorso incantevole che ha fiancheggiato per una cinquantina di chilometri l’Oceano Pacifico da un lato e alte montagne di roccia e sabbia dall’altro” – commenta il pilota messicano Santiago Creel Garza Rios, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk. Al suo debutto alla Dakar, il driver di Città del Messico ha portato il Polaris RZR #362 al traguardo di questa seconda tappa del rally 2019 con un tempo di 5h34’30” piazzandosi al 23° posto della generale assoluta (7h08’32”).

Poco più di 6h26’ per l’altro equipaggio francese in gara con i colori della scuderia di Gorrevod: alla guida del Polaris #359, Ronald Basso e Julien Menard hanno completato il percorso che da Pisco ha accompagnato sino a San Juan de Marcona senza particolari difficoltà né sul fronte della  guida né nella navigazione. Dopo la seconda stage, Basso/Menard sono in 29^ posizione con un tempo totale di 8h03’53”.  Il Team Manager Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener ha tagliato il traguardo della tappa Pisco-San Juan de Marcona in 6h46’23” rimanendo sempre a disposizione dei 4 equipaggi Polaris come assistenza veloce.

Nella tappa di mercoledì 9 Gennaio i concorrenti della Dakar andranno da San Juan de Marcona sino ad Arequipa con un tracciato totale di 798 km di cui 467 di liason e 331 di settore selettivo alla scoperta delle dune d’Acari. Il primo a partire sarà Eric Abel (#341) alle 9:36 seguito da Santiago Creel (#362) allo start alle 9:40 e da Domzala/Marton (#376) alle 9:44. A concludere lo schieramento di Xtreme+ saranno Basso (#359) alle 9:48 e Piana (#380) alle 9:49.

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1^ tappa Xtreme+ alla Dakar 2019

Prima prova speciale della Dakar 2019 per gli equipaggi xtreme plus

Pisco (Perù) – Poco più di 80 km di speciale con dune di media altezza e passaggi fra oued hanno dato inizio alla 41esima edizione del rally Dakar che ha preso il via questa mattina, 7 Gennaio, dalla capitale Lima per raggiungere Pisco, località affacciata sull’Oceano Pacifico. Una tappa di 331 km totali (di cui 247 di liason) che ha permesso ai concorrenti di entrare nel vivo dell’avventura motoristica più blasonata al mondo che quest’anno si svolge interamente nel territorio del Perù con 10 tappe e 5 mila km (di cui 3 mila di SS). Con i colori ufficiali di CST Tires, i francesi Eric Abel e Christian Manez (#341) hanno tagliato il traguardo della prima speciale della Dakar 2019 con un tempo di 1h20’09”: “E’ stato un divertente allenamento in vista delle tappe più impegnative che prenderanno il via nei prossimi giorni – spiega Christian Manez – Negli 84 km di questa prima speciale abbiamo affrontato dune di media altezza, oued con sabbia e fondo pietroso e per finire un cordone di dune che ci ha portati sino alla linea di finish”.

Dopo aver conquistato il secondo piazzamento all’Abu Dhabi Desert Challenge dell’anno scorso, il driver polacco Maciej Domzala, navigato dal connazionale Rafal Marton, ha portato il Polaris RZR 1000 Turbo #376 alla fine di questa prova speciale staccando un crono di 1h39’29”.

Per Maciej la special stage di oggi è stata un ottimo test per prendere confidenza con il Polaris. Il debutto alla Dakar del messicano Santiago Garcia Creel, navigato dal polacco Szymon Gospodarczyk, ha visto il pilota del Polaris RZR #362 conquistare il secondo miglior tempo per la  scuderia francese di Gorrevod con 1h34’02”: “Mi sono divertito molto a guidare sulla sabbia e questa speciale è stata una buona prova per iniziare la Dakar – commenta Santiago – Le dune di oggi non sono state difficili ma sicuramente da domani i giochi si faranno più duri”.

Buona prova infine per l’equipaggio francese #359 composto da Ronald Basso e Julien Menard che ha concluso la SS in 1h37’18”, attardato al traguardo per via di una foratura che gli ha fatto purtroppo perdere una decina di minuti.  Poco più di 1h54’ di tempo per Marco Piana, navigato dallo svizzero Steven Griener, per concludere gli 84 km della prova speciale odierna rimanendo sempre a disposizione come assistenza veloce per i 4 Polaris RZR. Per domani, 8 Gennaio, il percorso della  Dakar 2019 prevede 211 km di liason e 342 di speciale: gli equipaggi partiranno da Pisco per raggiungere San Juan de Marcona. A partire per primi fra le fila di Xtreme+ saranno Abel/Manez alle 6:40 seguiti da Creel/Gospodarczyk alle 6:56 e da Basso/Menard alle 6:58. A concludere l’ordine di partenza del team francese, Domzala (7:00) e il team manager Piana (7:08:30).

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Ford vince il Tour de Corse Historique

Serge Cazaux, su Sierra Cosworth 4×4, si aggiudica la 18^ edizione del Tour de Corse Historique con un vantaggio di 2’10” su Didier Auriol. Al marchio Ford vanno i primi sei piazzamenti della generale VHC mentre a Porsche la top five della VHRS.

Alla fine la vittoria l’ha conquistata lui, Serge Cazaux, con la sua Ford Sierra Cosworth 4×4, firmando il podio della diciottesima edizione del Tour de Corse Historique, il prestigioso evento motoristico creato da José Andreani. Risultato a parte, a tenere tutti con il fiato sospeso è stata la straordinaria sfida che ha contrapposto per quattro giorni due celebri nomi di questa specialità motoristica: Cazaux e Auriol, da un lato il pilota originario di Dax, dall’altro quello di Montpellier. Entrambi francesi e grandi campioni, i due si sono affrontati sugli avvincenti percorsi della Corsica – cinque tappe con partenza e rientro su Porto-Vecchio passando per Bastia, Calvi e Ajaccio – con 340 km di prove cronometrate e 500 di trasferimento lungo gli asfalti di una delle più belle tappe del mondiale rally.

Un tracciato all’80% inedito con 17 speciali, di cui dieci completamente ridisegnate, che hanno permesso di percorrere in lungo e in largo quasi tutta quest’isola montuosa abbracciata dal Mediterraneo. Terra di una bellezza rara e selvaggia, la Corsica ha messo a dura prova equipaggi francesi, italiani, tedeschi, finlandesi, norvegesi, inglesi e anche argentini (Martin Sucari e Gustavo Pecoriff su Peugeot 205T16) riportando in auge una competizione che, unendo passato e presente, ha saputo ricreare il mito di un tempo.

115 i concorrenti della categoria VHC e 87 quelli in VHRS con un parco chiuso che ha accolto auto e piloti che hanno fatto la storia dell’automobilismo: un terzo dei partecipanti ha tagliato la linea di partenza alla guida di Porsche ma non sono mancate neppure Ford Escort Mk1 e Mk2, Lancia Stratos, Ford Sierra Cosworth, Alpine A110, Abarth 13, Renault 12 Gordini e Lancia Delta HF senza dimenticare alcune Morris Cooper e Cox 1303S.

Fra gli italiani al via: Silvio Perlino e Serena Giuliano su Opel Kadett GTE (#29); l’equipaggio femminile Luisa Zumelli e Paola Valmassoi (#68) su Porsche Carrera RS; Maurizio Elia e Corrado Ughetti su Ford Escort RS1600; Roberto Gorni con Angela Grasso su Fiat 124 Abarth Rally; Alessandro Olivieri su Ford Escort RS 2000; Giorgio Schon alla guida di una Porsche 911 SC; Eugenio Rossi, navigato da Michelle Perlino, su Lancia Flavia Coupé 1.8.   

Ad accogliere il via di questa edizione del TdCH, il 10 Ottobre, è stato Porto-Vecchio, suggestivo borgo del sud della Corsica con le mura della cittadella genovese del XVI° secolo. Dopo le verifiche tecniche e amministrative e lo shakedown della Palombaggia (4,10 km), lo start ufficiale ha visto i 202 equipaggi iscritti affrontare la prima tappa che da Porto-Vecchio ha raggiunto nel tardo pomeriggio Bastia con la chiesa a due torri di San Giovanni Battista, la cattedrale di Santa Maria e il palazzo del governatore, sede del museo di storia locale.

Gli asfalti del rally si sono poi diretti in direzione di Calvi, passando per il raggruppamento a La Porta, e infine ad Ajaccio con la spettacolare cronometrata di Notre-Dame-de-la-Serra, prima del rientro su Porto-Vecchio.

A infiammare gli animi del pubblico è stato anzitutto un grande Cazaux: “Sono molto contento del risultato ottenuto: abbiamo combattuto sin dalla prima cronometrata e la Cosworth si è comportata egregiamente – ha commentato soddisfatto sul podio finale – Non potevo sperare di meglio anche se fronteggiare Auriol è stato tutt’altro che semplice sia dal punto di vista competitivo che sul piano emozionale perché è un grande campione. E’ stato un bel rally con prove speciali fantastiche come Notre-Dame-de-la-Serra e La Porta che ci hanno permesso di guadagnare un buon vantaggio per il traguardo di Porto-Vecchio. Un grazie sincero va al mio navigatore Maxime Vilmot che ha fatto un eccellente lavoro e a tutto il team: questa vittoria è dedicata a loro”.

Nonostante nella terza tappa da Calvi a Ajaccio, il pilota della Ford #3, attuale leader del Campionato Europeo Storico, avesse già 1’52” di vantaggio sul “Lutin de Cévenol”, Auriol non ha certo abbandonato i suoi sogni di gloria a trent’anni dalla prima vittoria conquistata al Tour de Corse. Alla fine delle 4 prove speciali che da Ajaccio hanno infine riportato alla marina di Porto-Vecchio, la Cosworth 2 ruote motrici di Didier si è dovuta però accontentare di un secondo piazzamento nella J2 e nella generale del TdCH.

“E’ stata un’emozione incredibile, tanti ricordi si sono susseguiti dal 1988 a oggi e tornare qui al Tour de Corse per festeggiare i 30 anni dal primo podio è stato meraviglioso – ha raccontato Auriol – Stesso rally e soprattutto stessa vettura anche se il risultato finale non è stato il medesimo. Davvero bella la sfida con Cazaux anche se non ci è riuscito di strappargli il primo posto. Combattere con una quattro ruote motrici ci ha penalizzati non poco ma ciò che volevo più di ogni altra cosa era tornare a divertirmi alla guida su queste strade della Corsica ed è quello che ho fatto”.

 

Se Ford è stata protagonista assoluta della categoria VHC, Porsche lo è stata per la VHRS: al marchio tedesco di Zuffenhausen sono andati i primi 5 piazzamenti della generale con una bella vittoria assegnata a Christophe e Anne Baillet davanti agli italiani Giorgio Schon e Francesco Giammarino che sono stati autori di una gran bella prova. Il gentlemen driver di origini novaresi, da oltre 23 anni alla guida di splendide automobili sportive e storiche, ha dimostrato ancora una volta che la classe non è acqua portando in alto inostri colori.

E fra gli altri italiani a ben destreggiarsi in questa edizione del TdCH un particolare riconoscimento va anche a Eugenio Rossi e Michelle Perlino, su Lancia Flavia Coupé 1800, al sesto posto dell’assoluta VHRS.

www.tourdecorse-historique.fr

Classifica Tour de Corse Historique 2018 – VHC

  1. Cazaux-Vilmot (Ford Sierra Cosworth 4×4) 3h51’51”
  2. Auriol/Giraudet (Ford Sierra Cosworth) + 2’10”
  3. Jenot-Milosavljevic (Ford Mk2) + 4’42”
  4. Villa-Savignoni (Ford RS2000) + 6’39”
  5. Marchetti-Buresi (Ford Mk1) + 8’39”

Classifica Tour de Corse Historique 2018 – VHRS

  1. Baillet-Baillet (Porsche)
  2. Schon-Giammarino (Porsche)
  3. Euvrard-Paquier (Porsche)
  4. Maes-Pyck (Porsche)
  5. Figuière-Godin (Porsche)

Testo e foto Sonja Vietto Ramus

 

Baja Portalegre 500: Xtreme Plus vince gara e coppa del mondo T3

Con la vittoria alla Baja Portalegre 500, Peña Campo & Tornabell Cordoba conquistano il titolo T3 nella Coppa del Mondo FIA 2018. Gonzalez/Minaudier e Knight/Watson completano il podio dell’ultima manche del mondiale.

Portalegre – Portogallo (27 Ottobre) – Xtreme+ è campione del mondo di T3. L’equipaggio spagnolo José Luis Peña Campo e Rafael Tornabell Cordoba, su Polaris RZR 1000, si è aggiudicato il podio della Baja Portalegre 500, ultima tappa della FIA World Cup Cross Country Rally 2018, conquistando così il titolo assoluto di T3.

Quella in terra portoghese è stata una sfida avvincente fra Polaris e Yamaha con Peña Campo e il suo rivale Santiago Navarro protagonisti di un’eccellente stagione motoristica. Per la prima volta dalla nascita della Coppa del Mondo di categoria T3, le sorti del campionato si sono decise nell’ultima prova speciale della tappa conclusiva in Portogallo premiando alla fine grinta e determinazione di Xtreme+ con un importante titolo mondiale, il quinto dopo quelli conseguiti nel 2013, 2014, 2016 e 2017.

“Non è stato affatto semplice ma anche per questo la soddisfazione è ancora più grande commenta il team manager Marco Piana –  I 18 minuti che Navarro aveva di vantaggio su Peña Campo si sono sciolti al sole nella SS4 quando il pilota della Yamaha è rimasto incastrato contro un albero. Con la tensione a mille, José Luis ha saputo però concludere alla perfezione la speciale senza prendere alcun rischio, tagliando il traguardo per primo e conquistando così  il titolo mondiale di T3. Una bella vittoria resa possibile dalla collaborazione di tutta la squadra, dai meccanici agli autisti, sino a chi lavora dalla sede in Francia: grazie a Sylvain, Renato, Gilles, Freddo, Enzo, Alexis, Jesus, Cédric, Manu, Alain e a tutti gli altri ragazzi. A Ana che si occupa della logistica e dell’organizzazione, indispensabile aiuto per Xtreme+. Un grazie di cuore a tutti. Ecco, questa è una di quelle vittorie che mi piacciono perché è il successo di una squadra che ci mette cuore e anima…”.

Dopo una lunga stagione sportiva – il 2018 ha visto 11 gare svolgersi in 11 paesi e 3 continenti diversi – Peña Campo e Tornabell Cordoba sono i primi spagnoli a diventare Campioni del Mondo Cross Country in categoria T3 (solo il connazionale Carlos Sainz aveva conquistato il titolo assoluto in passato). “Non so cosa dire, non ho parole – spiega un emozionato José Luis – E’ un trionfo dedicato a Rafa perché senza il suo aiuto e la sua professionalità non avremmo mai raggiunto questo obbiettivo; a tutto il team Xtreme+ che ha reso perfetto il Polaris ad ogni gara; a Marco Piana che ha creduto in me; a mia moglie Balby e alla mia famiglia e naturalmente agli sponsor per il loro prezioso aiuto”.

Se l’equipaggio spagnolo ha riportato un brillante risultato anche gli altri due Polaris RZR 1000 in gara alla Baja Portalegre 500 non sono stati certo da meno. Vincent Gonzalez, navigato da Loic Minaudier, ha tagliato il traguardo della manche portoghese classificandosi al secondo posto e aggiudicandosi il terzo podio assoluto nella Coppa del Mondo T3. In questa stagione il pilota svizzero non ha solo dimostrato di possedere ottime doti da driver ma si è rivelato anche “il” perfetto compagno di squadra aiutando Peña Campo nella sua corsa al titolo mondiale. Senza dimenticare che è stato proprio Gonzalez ad aiutare Navarro quando con la sua Yamaha è uscito di pista nella SS4.

Questa 32^ edizione della Baja Portalegre 500 ha visto infine un altro equipaggio di Xtreme+ conquistare il podio: i britannici Graham Knight e David Watson si sono infatti classificati terzi dietro ai compagni di squadra Peña Campo e Gonzalez. Alla guida del loro Razor 1000 in alcune manche del 2018 per acquisire maggiore confidenza con il veicolo, Graham e David sono stati altrettanto indispensabili alla vittoria del pilota spagnolo e di tutto il team per l’allegria e il buonumore portati sempre con loro.

Prossimi impegni? “Dopo questa bella vittoria ci prepariamo ora per la Dakar in Perù dove Xtreme+ sarà presente con alcuni equipaggi – conclude Marco Piana, in gara alla Baja Portalegre 500 con Sébastien DelaunayFaremo del nostro meglio: d’altronde dopo un anno indimenticabile come questo non si può fare diversamente!”.

Xtreme+ ringrazia per il prezioso supporto: Polaris Europa e Francia con Manu Péan e Rodrigo Lourenco per la fornitura dei ricambi originali; CST per gli pneumatici estremamente performanti e robusti che hanno permesso ottimi risultati su ogni tipologia di terreno; Motul per i prodotti lubrificanti; Galfer con dischi e pastiglie per frenate in assoluta sicurezza; Reiger Suspensions, con Henk Helleger, per l’indispensabile assistenza nell’assetto; Kutvek Kitgraphik per la realizzazione delle grafiche dei Polaris; Rouge Fusion per la fornitura di scarichi da competizione su misura; Lortec per la messa a punto del motore; Alves Torino, con Gabriele, Ezio e Sandro, per la realizzazione dei telai e lo sviluppo dei Polaris 1000; Maxiracing Component di Torino con Elvio per gli accessori in fibra, carbonio e kevlar.

 

Ufficio Stampa Team Xtreme Plus – Sonja Vietto Ramus  sonja.vietto@gmail.com + 39 333.3612248

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