Max Traction 4WD Polistena I Viaggi 4×4 di Massimo Laruffa

Max Traction 4WD Polistena I Viaggi 4×4 di Massimo Laruffa – Norvegia, Austria, Francia – Escursioni sulla neve in Calabria – Neve Traction

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Explore Albania – Viaggio Sud Albania dal 15 al 22 settembre 2012

PROGRAMMA VIAGGIO SUD-ALBANIA dal 15 al 22 settembre 2012

L’Albania è un Paese della Penisola Balcanica. Ed è situata nella parte sud-orientale dell’Europa. Ha una estensione pari a circa 29.000 kmq ed è delimitata dal Montenegro e Kosovo a nord, dalla Macedonia alla parte orientale e dalla Grecia a sud.

L’Albania è uno dei più giovani paesi dei Balcani, ma il suo popolo si dice che sia il più antico. Il 70% circa, del Paese è montuoso ed il resto è composto da pianure e colline. Le Alpi Albanesi del nord, visitate da noi a settembre dell’anno scorso, presentano un impressionante contrasto fra le loro calcaree cime frastagliate e le profonde valli dei fiumi e dei ruscelli. Nel centro dell’Albania, c’è una regione montuosa fra la valle del fiume Drini nel nord e le valli di Osum nel sud. Nella detta regione, abitata, c’è il Monte Korab, che è il più alto monte dell’Albania (2.751 m). Le montagne, qui, sono coperte con dense foreste, valli e altopiani. I laghi grandi e piccoli, impartiscono una bellezza pittoresca.

Nella regione del monte meridionali osserviamo che le montagne sono nude, con scarse foreste, ma con numerosi altopiani.

Verso l’occidente la montuosa regione passa per la costa ionica, formando la “Riviera Albanese”, che è famosa per il suo mite clima, la sua ricca vegetazione e le sue belle e pulite spiagge. E’ nota per la lunga distesa di bellissime spiagge, come Durres, Shengjin, Divijak, Vlora etc.

Una delle caratteristiche dell’Albania, è la varietà del suo clima. Le regioni costiere sono influenzate dalle brezze di mare, provenienti dal Mediterraneo. E a causa del suo mite clima, e della sua ricca vegetazione, l’ambiente naturale dell’Albania è molto ricco, con animali selvatici, bellissimi uccelli, come le aquile, e stupende piante. L’isolamento di molte parti dell’Albania, in combinazione con le varie correnti storiche, hanno prodotto una eccezionale varietà di stili locali. Questo è molto evidente nella ricca tradizione popolare albanese.

Possiamo osservare, durante il viaggio, non soltanto la bellezza naturale, ma anche le vestigia di un’antica civiltà, insieme con i costumi nazionali, che si distinguono per la loro maestosità, i loro colori e la loro tecnica.

Queste le città principali che visiteremo durante l’itinerario: Berat, Gjirokaster, Saranda, Vlora.

Nel percorso visiteremo parchi archeologici, antichi castelli e chiese, e tanto altro. L’itinerario, come l’anno scorso, al 90 % è un percorso in fuoristrada, visitando siti culturali e naturalistici, con boschi e spiaggia, i nostri pranzi e cene saranno con prodotti tipici e biologici albanesi e l’ospitalità sarà realizzata in Hotel e particolari Agriturismo.

Sabato 15 Settembre

Partenza da casa e alle h 21,00 appuntamento al porto di Bari per imbarcarci sulla nave “Francesca” della Adria Ferries, in direzione Durazzo. Costo della nave a/r per 2 passeggeri in camera doppia interna e il fuoristrada € 356,88-

Domenica 16 Settembre

Durres-Berat. Ci dirigiamo verso Berat, citta’ patrimonio di UNESCO. Visiteremo la città, il castello e le antiche chiese. Berat è una delle città più antiche fondata nel IV secolo a.C. dagli Illiri. La maggiore attrazione della città è il castello che fu costruito nell’epoca Illirica e ricostruito in difesa degli Ottomani. Sulla roccia sottostante il castello ci sono piccoli monasteri che meritano una visita per gli interessanti affreschi. Nel 2008 il centro storico di Berat è stato aggiunto ad un preesistente patrimonio dell’umanità, la città museo di Argirocastro, quale “raro esempio di città ottomana ben conservata”. La città si presenta davanti a noi come un museo a cielo aperto. Berat si legge come un libro di poesie, si contempla come una pittura moderna, si sente come una sinfonia che ti rigenera. Berat ti rilassa, ti nobilita, ti fa sentire come se fossi a casa tua e da un visitatore diventare un suo abitante. Passeremo la notte a Berat.

Lunedì 17 Settembre

Berat-Parco Nazionale di monte Tomorr-Corovode. Dopo collazione a Berat, saliremo nel monte Tomorr in una strada off road fino alla cima della montagna 2400 m. Continueremo verso Corovode, dove visiteremo i stupendi canyon di Osum. I canyon di Osum sono una meraviglia, una esplosione della natura, e per andarci ci vuole il senso dell’avventura . Pernottamento nella città di Permet.

Martedì 18 Settembre

Permet-Tepelene-Gjirokaster. Questo giorno sarà ricco di attività off road. Pranzeremo nella città-museo di Gjirokaster, patrimonio dell’ UNESCO. Gjirokaster è un’antica città le cui tracce archeologiche risalgono al I secolo d.C. La città venne probabilmente fondata nel XII secolo intorno ad una fortezza sulla collina. Durante l’Impero Bizantino divenne un importante centro commerciale conosciuto con il nome di Argyropolis, che in greco significa “città argentata”, o Argyrokastron, che significa “castello argentato”. Argirocastro ebbe seri problemi economici con la fine della dittatura comunista nel 1991, venne pesantemente danneggiata soprattutto dal crollo di un castello di carte nel 1997, crollo che destabilizzò l’intera economia albanese. La città divenne il centro della ribellione contro il governo di Sali Berisha e vennero inscenate violente manifestazioni di protesta che condussero alle dimissioni del governo. Il 16 dicembre 1997 la casa-museo di Enver Hoxha venne fatta saltare in aria da parte di ignoti, presumibilmente militanti anti-comunisti. Oggi Argirocastro è il centro più importante dell’Albania meridionale. Gjirokaster è uno dei importanti centri culturali e turistici del Sud Albania. Per le sue caratteristiche uniche e i valori storici ed architettonici dal 2005. . Il Castello è la costruzione più grande del Centro Storico . È stato costruito su un grande masso di roccia che assomiglia con un’immensa nave da combattimento. Oltre ai vari monumenti, ci sono varie aree verdi per gli appassionati della natura , come il Parco Naturale di Virua, il Parco Naturale di Sotira, l’Altopiano di Çajupi 1200m, i Parchi Naturali di Hotova e di Uji Ftohte (Tepelene) e le Acque Termali di Benja(Permeti). Dopo la visita del castello-museo, nel pomeriggio di nuovo off road.

Mercoledì 19 Settembre

Gjirokaster-Saranda. Il giorno inizierà in off road per salire verso Muzine. Ci fermeremo a “Occhio Blu”, dove pranzeremo. Pomeriggio saremo a Saranda, per visitare la città e il parco Nazionale di Butrint, patrimonio UNESCO. Saranda, in italiano anche Santi Quaranta e dal 1939 al 1944 Porto Edda in onore di Edda Ciano Mussolini (in albanese Sarandë, in greco Άγιοι Σαράντα, Aghii Saranda), è una città costiera dell’Albania situata nella parte meridionale del paese e affacciata sul Mar Ionio, è capoluogo del distretto omonimo. La collina a fianco ha un castello restaurato ed ora trasformato in albergo ristorante da cui si gode una bellissima vista sul golfo omonimo ed è una delle principali mete turistiche della costa albanese. La città si affaccia su una piccola baia aperta verso meridione e circondata da colline, di fronte alla città si estende l’isola greca di Corfù. Una stretta catena collinare la separa dalle pianure situate ad oriente, la formazione collinare si estende a meridione fino al canale di Vivar e a nord della città si eleva fino ai 600 m di altitudine.

Giovedì 20 Settembre

Saranda-Orikum. Dopo collazione a Saranda si prossegue verso la Riviera Albanese del mare Jonio. Questo giorno e’ ricco di attività off road, e, se il tempo ce lo permette, anche di spiaggia. Pomeriggio saliremo verso Llogara, parco nazionale, dove ci accompagnerà l’incantevole panorama della riviera. Si prosegue verso Orikum, dove si cena e pernotteremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 21 Settembre

Vlora-Durres. Dopo collazione, visiteremo il parco archeologico di Pasha Liman, per viaggiare verso Vlora. Questo giorno sara’ ricco di attivita’ culturale. Si visiterano diversi parchi archeologici e monumenti culturali. Valona (in albanese Vlora o Vlorë, in greco Αυλώνας, Aulónas) è una città di 124.000 abitanti dell’Albania, secondo porto del paese dopo Durazzo. Sorge nella parte sud-occidentale dello stato, sulle rive del Mar Adriatico, nel distretto omonimo. Il porto, che si affaccia sul Canale d’Otranto, è il più efficiente della costa albanese ed il più vicino all’Italia: dista poco più di 70 miglia nautiche da Punta Palascìa, sulla costa del Salento. È protetto dall’isola di Saseno (Sazan) e da Capo Linguetta (Kepi i Gjuhezes). Valona è una delle città più antiche dell’Albania. Fu fondata nel VI secolo a.C. con il nome di Aulona. La città fu un importante porto dell’Impero romano, quando faceva parte di Epirus Nova. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola di Sazan nel golfo di Valona divenne sede di una base sottomarina e di installazioni navali tedesche ed italiane, che sono state pesantemente bombardate dagli Alleati. Dopo la guerra il porto è stato affittato all’Unione Sovietica come una base sottomarina per la Marina sovietica. Enver Hoxha resosi conto di quanto l’Albania era vulnerabile, dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968 , ha costruito tutto il paese decine di migliaia di bunker di cemento, ancora presenti nel paesaggio albanese. Oggi Valona è una località in crescita, e il secondo porto del paese. Se il tempo ce lo permette, visiteremo anche la capitale di Albania, Tirana. Per poi proseguire verso il porto di Durres, entro le h 21,00 per l’imbarco sulla nave “Riviera” che partirà alle h 23,00 .

Sabato 22 Settembre

Arrivo al porto di Bari alle h 7,00 e dopo lo sbarco un abbraccio a tutti gli amici e rientro a casa.

Giorgio 329 7130009 – aetnateam@hotmail.com

Ciarly 340  1458815 – avventuracon@esploratori.it

http://explore-albania.com

Forum 4×4 dedicato al viaggio in Albania

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L’Organizzazione, non è una Agenzia di Viaggio o un Tour Operator, ma una proposta culturale, quindi, promuove la realizzazione di viaggi di conoscenza in tutto il mondo e si propone come punto di riferimento, di coordinamento e di servizio comune per la loro realizzazione. L’Organizzazione, non è tenuta a fornire servizi, assistenze e garanzie che sono oggetto dell’attività di Tour Operator e Agenzie di Viaggio. Questi viaggi si svolgono senza la presenza di un accompagnatore professionista, vengono effettuati principalmente senza l’utilizzo delle strutture turistiche ricettive di standard qualitativo occidentale e viene ricercata, quanto più possibile, la simbiosi con la natura e la cultura dei paesi di destinazione.

Il viaggio si svolge in completa autogestione e tutti i partecipanti conservano totale autonomia pur avendo liberamente deciso di far parte del gruppo di viaggio. L’Organizzazione, farà tutto il possibile per rispettare il programma e l’itinerario stabiliti prima della partenza, ma tutto potrebbe essere modificato in seguito ad eventi climatici, ritardi di nave , controlli di frontiera o altri eventi, indipendentemente dalla volontà.

Scarica il Programma del Viaggio in Albania 

1° Raduno Internazionale Off Road Shqiperia dal 9 al 17 giugno 2012

Una settimana di avventura in off road fra natura selvaggia ed incontaminata nel “paese delle aquile”. Desert Experience Organization è lieta di presentare il 1° Raduno Internazionale Off Road che dal 9 al 17 giugno 2012 accompagnerà appassionati e offroaders alla scoperta dell’Albania e delle sue bellezze paesaggistiche.

La manifestazione sportiva fuoristradistica non competitiva che si avvale dei patrocini della Repubblica di Albania, del Ministero del Turismo, Cultura, Gioventù e Sport, dell’Unione dei Comuni, del Vaccarizzo Albanese e dell’Automobil Club Albania è rivolta a tutti i possessori di veicoli a trazione integrale, suv, moto da enduro e quad con l’obiettivo di far scoprire l’immenso territorio del paese delle aquile che vanta non solo bellezze naturali incontaminate ma storia, arte e cultura che da decenni si intrecciano con quelle italiane.

Situata nel cuore di Mediterraneo, Adriatico e Ionio, grazie alla conformazione del suo territorio l’Albania è da anni perfetta meta per gli amanti dell’off road da sempre alla ricerca di paesaggi e ambienti naturali da scoprire.

Ad accompagnare in questo affascinante raid in terra albanese sarà lo staff di Desert Experience Organization che fornirà agli equipaggi presenti un road book a tappe giornaliere con itinerari da percorrere in off road e su strade nazionali: i partecipanti riceveranno inoltre coordinate gps e cenni storici su luoghi di interesse artistico e culturale da visitare durante il percorso.

Informazioni dettagliate su percorso, logistica e assistenza meccanica su www.desertexperience.it

Desert Experience ti aspetta per questa emozionante avventura. Takimi mirë të gjithë! (Buon raduno a tutti!)

1° Raduno Internazionale Off Road Shqiperia 2012 – dal 9 al 17 giugno 2012

1° Raduno Internazionale Off Road Shqiperia 2012 

 Scarica il depliant dettagliato del 1° Raduno Internazionale Off Road Shqiperia 

 Scarica il Modulo Iscrizione Pilota 

 Scarica il Modulo Iscrizione Passeggero 

 Scarico di Responsabilità 

 

 

 

1st International Off Road Raid Shqiperia 2012 

A off road adventure week in wild and pure nature of the “eagles country”. Desert Experience Organization is pleased to present the 1st International Off Road Raid that from 27th April to 6th May will accompany travelers and offroaders to explore Albania and its beautiful scenery.

The non competitive off road event – sponsored by Republic of Albania, Turism, Culture, Youth and Sport Ministry, Union Municipalities, Vaccarizzo Albanese and Automobile Clubs Albania is open to all owners of four wheels drive vehicles, suv, enduro motorcycles and quads to promote the great landscape of “eagles country” with its wild nature and history, art and culture for decades interwoven with Italian one.

In the hearth of the Mediterranean, Adriatic and Ionian seas, thank to its geographic conformation Albania is from years the perfect land for off roaders always searching landscapes and natural environments to explore.

To accompany in this beautiful adventure raid in Albanian land will be Desert Experience Organization will provide to all crews a daily stages road book with off road routes and national road to follow: all participants will receive gps coordinates, historical notes and points of artistic and cultural interest to visit during the raid.

More information on location, logistics and mechanical assistance are avaible on www.desertexperience.it

Desert Experience Organization awaits you in this exciting adventure. Takimi mirë të gjithë! (Have a good raid!)

Scarica Depliant del 1° Raduno Internazionale Off Road Shqiperia 2012 

Informazioni : Nando 328 8410698 – Orazio 347 6212689 

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Contatta l’organizzazione info@desertexperience.it 

Raid 4×4 Tunisia 2012 – Esploratori 4×4 by Giorgio Antoci

RAID TUNISIA 4X4 2012  ESPLORATORI 4X4 by GIORGIO ANTOCI

Venerdì 20 aprile alle  19,00 , sono partiti da Civitavecchia sulla nave di  GNV, due Land Rover Discovery.

Sabato 21 aprile alle  10,30, dal porto di Palermo si sono imbarcati : un Defender 90, proveniente da Trapani, un Defender 110, un Iveco Daily 4×4, un Fiat ACM 90, provenienti da Palermo, un Hummer 3 proveniente da Bari e il mio Discovery 1, da Acireale.

La giornata trascorsa sulla nave è stata molto tranquilla e soleggiata, anche se il mare era un po’ mosso. Siamo arrivati   al porto di La Goulette, a Tunisi alle 19,30 , e dopo sbarcati ci sono volute le solite due ore per uscire dalla Dogana del porto. Cambiati l’Euro in  Dinari e acquistata una scheda telefonica Tunisiana, siamo partiti, dopo il rifornimento del gasolio a circa 50 centesimi di euro al litro, alla volta di Nabeul, per pernottare nel conosciutissimo Kheops Hotel.

Domenica 22 aprile, dopo la colazione, siamo partiti alla volta di Gafsa, e 35 chilometri prima dell’arrivo, girando a sinistra abbiamo visitato dei tipici paesini in collina Majoura, Sened Blada, Saked, Bou Omrane e dopo El Guettar siamo arrivati a Gafsa.  Il Gafsa Palace Hotel era sotto controllo dell’Esercito Tunisino, con dei Militari all’ingresso.

Lunedì 23 aprile, prima della partenza per il nostro percorso della giornata, abbiamo visto che era nata qualche manifestazione di lavoratori, che dopo la crisi e la guerra  in Tunisia, erano rimasti senza lavoro e quindi protestavano, nelle piazze e nelle rotonde dell’ingresso di Gafsa.  Siamo riusciti a passare all’interno del paese e ci siamo diretti verso Mètlaui   e Redeyef per poi entrare nella pista del Generale Rommell, che porta fino alle Oasi di montagna di Chèbika e Tamerza. Alle 18,30 siamo arrivati a Tozeur, e dopo una doccia all’Hotel El Mouradi  siamo andati a cena a Douar El Hafsi, dove oltre alla cena, c’è un meraviglioso spettacolo con tanti artisti, musicisti e cantanti e il finale con la danza del ventre realizzata dalle belle ballerine tunisine.

Martedì 24 aprile, dopo la colazione siamo partiti alla volta di Nefta, siamo entrati nello Chott El Jèrid, e abbiamo iniziato una bellissima mattinata di giochi. Abbiamo percorso una parte del Lago Salato a grande velocità con curve veloci e bellissime sbandate, subito dopo siamo saliti nel sito di Star Wars, e siamo andati a provare la sabbia delle grandi dune, che di solito chiamiamo Dunaland, per il grande divertimento e competizione per chi riesce a salire fino in cima della grande duna. Alla fine, all’ora di pranzo, ci siamo fermati in una coltivazione di palme di datteri e abbiamo pranzato. Dopo pranzo siamo ripartiti, su una pista un po’ dura, che ci ha portato, attraversando lo Chot El Ahzem, fino ad arrivare a Rejim Maatoug e poi via asfalto, siamo arrivati a Douz alla Maison du Voyageur del caro amico Stefano Fazzini. Ottima cena tipica tunisina, e dopo tutti a letto, chi in tenda o camper e chi nelle camere della Maison.

Mercoledì 25 aprile, dopo la colazione offerta da Stefano, ho acquistato il pane e della ottima carne di pecora, con l’aiuto della nostra guida Naceur, e dopo le foto, di fronte alla porta del deserto, siamo partiti alla volta di Monte Tembaine. Bellissimo percorso, sia in pista che sulle dune, fino ad arrivare ai piedi di Timbaine, e dopo aver preparato i mezzi per il pernotto nel deserto, ci siamo impegnati per apparecchiare la cena, aiutati dalla nostra guida, anche cuoco. La serata è stata bellissima e molto rilassante, spettacolare la vista del corpo celeste splendente di luce propria.

 

 

Giovedì 26 aprile, ci siamo svegliati all’alba e controllati da un elicottero militare che ci ha garantito la massima sicurezza, dopo la colazione, con il pane realizzato nella sabbia dalla nostra guida, siamo ripartiti, superando simpatiche e bellissime dune, fino ad arrivare al Fortino Romano di Ksar Ghilanne. Dopo il pranzo, un bel bagno nella piscina naturale di acqua sulfurea abbastanza calda,  e la sera abbiamo cenato in una tenda berbera del camping che ci ha ospitato.

Venerdì 27 aprile, la mattina è iniziata con un forte vento e tantissima sabbia alta oltre 50 metri, abbiamo quindi deciso di non percorrere la pista verso Chenini, dove ci attendeva Aldo Bacchetta, ma ci siamo spostati direttamente verso Matmata, dove arrivati a ora di pranzo, dopo aver lasciato le nostre valigie al particolare Hotel Diar El  Barbar, siamo andati a visitare il museo e le abitazioni troglodite della città di Matmata, e poi siamo andati a pranzare  al ristorante del nostro amico  Chez Abdoul , che per tanti anni ha lavorato in un ristorante in Sicilia. Nel pomeriggio, dopo esserci riposati, ci siamo scambiate le foto che avevamo fatto durante tutto il viaggio e dopo cena, tutti a letto.

Sabato 28 aprile, dopo la colazione, partenza alla volta di El Jemm, molto lungo il trasferimento in asfalto, ma alle 12,30 siamo arrivati in città e abbiamo pranzato in un ristorante di fronte all’anfiteatro di El Jemm. Dopo pranzo partenza per Sousse, e dopo aver parcheggiato, in sicurezza, di fronte alla medina, siamo andati a fare lo shopping per gli articoli caratteristici della Tunisia.  Alle 21,00 siamo arrivati al porto di La Goulette di Tunisi e dopo i controlli doganali, ci siamo imbarcati sulla nave Zeus Palace di GNV , siamo entrati nelle nostre cabine e  alle 23,00 siamo partiti alla volta di Palermo. All’arrivo ci siamo salutati con i partecipanti che proseguivano verso Civitavecchia e siamo sbarcati e dopo un caffè al bar di Palermo ci siamo salutati con i partecipanti Siciliani.

 

 

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Tour 4×4 Albania – Viaggio Off Road dal 17 al 24 Settembre 2011

Tour 4×4 Albania – Viaggio Off Road dal 17 al 24 Settembre 2011

Il bello e affiatato gruppo “Fratelli d’Italia” partecipante al Tour 4×4 dell’Albania, è rientrato dopo una indimenticabile settimana nella terra delle aquile. I partecipanti sono arrivati dal Piemonte, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria e dalla Puglia. Tutte persone che hanno aggregato, subito, una bella amicizia.
E’ stato un viaggio molto intenso, il percorso è stato allungato a 900 chilometri dei quali, 750 in totale fuoristrada abbastanza impegnativo. Un pomeriggio abbiamo effettuato un percorso 140 km in 5 ore, in piste molto pietrose, da percorrere, con prima normale o terza ridotta.
La vista delle montagne è stata veramente spettacolare, non c’è stato alcun problema, ne con i partecipanti, ne con le auto.
Abbiamo avuto il piacere di avere con noi una guida albanese, Toni, veramente preparato, con una fortissima conoscenza dei percorsi, e con infinita disponibilità per tutta la logistica. Eccezionali i pranzi e le cene, con prodotti tipici della nazione e con un grande consumo di birra locale, tipica albanese.
Sicuramente bisognerà tornarci in questa nazione, e magari il prossimo viaggio sarà organizzato nel sud dell’Albania, fino al confine con la Grecia, e con la vista dell’isola di Corfù. L’isolamento di molte parti dell’Albania, ha prodotto una eccezionale varietà di stili di vita locali. Bellissima la ricca tradizione popolare albanese.

L’ itinerario a trazione integrale alla scoperta dell’anima più selvaggia e incontaminata dell’Albania, è stato ai confini con la Macedonia, il Kosovo e il Montenegro, nella parte nord dell’Albania.

Siamo partiti alle 23,00 del 17 settembre, dal porto di Bari, sulla nave Domiziana della Compagnia Adria Ferries in direzione Durazzo.

18 settembre
Dopo lo sbarco, alle 9,30, e il pagamento dell’Assicurazione, per chi nella Carta Verde, aveva con una x annullata l’Albania, abbiamo fatto il cambio di soldi con la moneta locale “Lek”, e rifornito i nostri fuoristrada con il gasolio albanese, a circa 1 euro a litro. E’ stato cambiato il primo percorso, perché dato il ritardo della nave, se avessimo visitato la città storica di Kruja, il castello dell’eroe nazionale Scanderbeg, il museo, il bazar, dopo il pranzo non avremmo avuto il tempo per raggiungere Peshkopi, essendo a conoscenza che a settembre le giornate sono più corte, questo per motivi di sicurezza. Quindi abbiamo attraversato Tirana e poi abbiamo cominciato, in off road, a salire verso la montagna di Dajti. Pranzo nel ristorante “I Tulipani” a m 1.300, con una vista panoramica delle vallate e della città di Tirana. Subito dopo pranzo, continuando in salita verso la montagna Malit me Gropa, una strada off road, tra burroni e boschi fino a Klos. Dopo un paio d’ore, in serata siamo arrivati a Peshkopi. Dopo l’ingresso nell’Hotel Ergon, siamo scesi a cena, e abbiamo gustato dei prodotti tradizionali con carne e verdure alla griglia, sottaceti, salsa di yoghurt e formaggi di diversi tipi. Il primo giorno circa 140 km.

19 settembre
Al mattino, una abbondante colazione sana e biologica con prodotti tipici del posto, in Hotel, e dopo il salutone al proprietario, molto disponibile, proseguiamo il viaggio. Dopo il rifornimento, e i controlli delle auto, ci aspetta un percorso in off road con tanta adrenalina. Arrivati vicino alla tappa, scelta dalla guida albanese, inizia una parte impegnativa in off road. Viaggiando verso Kukes, a metà strada ci fermiamo per incontrare una famiglia tipica albanese, di religione musulmana, che non solo ci ospita, ma ci offre un caffè turco, e un ottimo jogurt appena fatto. Poi ci fa visitare la loro abitazione, completa di una piccola moschea e un caratteristico e particolare cimitero dei propri familiari realizzato in una casetta attaccata alla propria abitazione, e addirittura volevano che rimanessimo per il pranzo. Le emozioni sono tante, vedendo l’ospitalità di queste persone povere, ma tanto generose con un grande cuore. Ci abbracciamo e proseguiamo verso Kukes. Per strada ci fermiamo a comprare carne fresca di agnello. Ci affianchiamo in un posto un po’ appartato, in campagna, a lato della strada, per accendere un bel fuoco e cucinare del couscous con verdure e arrostire la carne alla brace. Il pranzo è stato ottimo con l’aggiunta di un buon vino. Arrivati a Kukes, ci sistemiamo nelle camere dell’Hotel Gjallica, e subito dopo una doccia, risaliamo in macchina per proseguire verso il confine con il Kosovo. Alla dogana paghiamo l’assicurazione di 30 euro, per entrare nella nuova nazione, con il controllo, da parte della polizia del passaporto e anche del bagagliaio delle auto, e raggiungiamo l’antica città di Prizren. Facciamo una visita all’antico centro della città, guardando la Moschea di Sinan Pascià, e subito dopo andiamo a cenare al ristorante Arasta, di fronte alla Moschea Minareto Arasta, dopo aver passeggiato nelle ciottolate strade ottomane che costeggiano il fiume, ceniamo con i prodotti tipici del posto. Il Kosovo è lo stato più giovane del mondo non solo perché ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia poco più di anno fa, ma anche per la sua demografia che vede il 70% della popolazione composta da giovani di meno di 35 anni, un milione e quattrocento persone grosso modo. Su di loro, più di tutti, grava la difficile situazione economica in cui versa il Kosovo: la disoccupazione tocca il 42% e il 29.5% di chi cerca lavoro ha tra i 15-24 anni, la crescita economica staziona ad un livello nettamente inferiore rispetto ai vicini dell’area balcanica e la bilancia dei pagamenti pende dal lato delle esportazioni, il che significa che in Kosovo si produce poco e non vengono creati nuovi posti di lavoro. Dopo una cena ricca di gusto e sapori, torniamo verso il confine, attraversiamo la dogana, e rientriamo all’Hotel Gjallica a Kukes.

20 settembre
Colazione con marmellata di prugne e di fichi, tè, latte burro intero, che comunque piace a tutti e lo assaggiamo con piacere. Subito dopo partenza alla volta di Tropoja, circa 130 km. Dopo aver fotografato un fiume in un canyon, percorriamo 25 km di pista bianca e molto pietrosa, che ci conduce in un agriturismo Burimi i Valbones, chiaramente a Valbona. Anche se piove facciamo un ottimo pranzo, dopo aver pescato delle trote, nel ristorante dell’agriturismo, e nel pomeriggio i partecipanti fanno un bel gioco nel letto del fiume Valbona, con tante belle foto. Dopo cena si và a letto presto, dato che l’indomani bisogna alzarsi alle 4 del mattino.

21 settembre
Dopo aver preso un caffè turco, alle 5 del mattino siamo già in viaggio verso Fierza per prendere il traghetto che parte alle 7 del mattino, e dato che c’è un solo traghetto, dobbiamo essere in fila tra i primi . Salendo sul traghetto, a marcia indietro, per essere pronti allo sbarco, sembra di aver iniziato un viaggio tra i fiordi norvegesi. Anche se fà un po’ freddo, stiamo tutti sulla terrazza del barcone, per fare delle spettacolari foto, delle altissime montagne che attraversiamo sull’acqua del fiume. Dopo circa 3 ore arriviamo a Koman, il freddo è passato e il sole illumina le rocce e la diga che ferma il percorso. Scendiamo dal traghetto, passiamo all’interno di un tunnel scavato nella roccia, e dopo ci fermiamo in un bar, fatto in una costruzione tipica, fatta di legno e fieno. Dopo un ottimo aperitivo, con l’aggiunta di una grappa naturale, proseguiamo verso Scutari , da lontano si può vedere il castello di Rozafa. Data l’ora ci spostiamo verso Shiroke, dove ci fermiamo per mangiare pesce, sulla riva del lago di Shodres, a poche centinaia di metri dal Montenegro. A pranzo gustiamo carpa alla tegola con sugo di pomodori, spezie e cipolline, e dopo il caffè, ci aspetta un percorso impegnativo di 140 km, tutti in fuoristrada, molto pietrosa, e dopo 5 ore arriviamo al Rifugio di montagna del Sig. Orso, dopo aver attraversato un bellissimo ponte in legno. Subito a cena con brodo caldo di verdure e carne, e dopo un bel bicchiere di raki , andiamo a letto.

22 settembre
Il risveglio ci riserva uno spettacolo, con le Alpi che circondano con la loro grandezza e altezza affascinante. Facciamo colazione con tisane del posto, miele, burro e marmellata, e con dello yogurt fatto dalla moglie del Sig. Orso. Riprendiamo il tour, con i nostri fuoristrada, per andare a vedere il vecchio Molino ad acqua, la torre, il ponte sospeso su un canyon profondo più di 100 metri, per poi proseguire su un altro ponte, che ci mostra i giochi d’acqua. Qualche passaggio di alcuni partecipanti, nel fiume, e qualche giochino sulla pianura, e dopo un buon caffè fatto da noi, ritorniamo verso Scutari da un’altra strada, passando da boschi spettacolari che affiancano burroni spaventosi di oltre 500 metri di profondità. Arrivati a Dedaj, ci fermiamo a pranzo, con prodotti tipici del paesino, e aggiungiamo una bella spaghettata all’arrabbiata. Subito dopo ci dirigiamo verso Scutari, per andare a visitare il castello di Rozafa, molto particolare per la sua storia. Dalla parte più alta del castello si vede la città, il lago e l’unione di due fiumi. Continuiamo verso Shengjin, piccola città balneare, sulla riva del mare Adriatico, per pernottare, dopo una cena a base di frutti di mare con l’aggiunta di polipi, gamberi e piccoli pesciolini, all’Hotel President 4*.

23 settembre
Al mattino, dopo una passeggiata sulla grandiosa spiaggia sulla riva del mar Adriatico, una abbondante colazione, e un bel giro nella laguna di Shengjin e dopo proseguiamo verso Kruja, dove andiamo a visitare, con una guida parlante italiano, una casa dell’antica famiglia nobile Toptani, il castello dell’eroe nazionale Albanese Scanderbeg e l’antico bazaar, dove facciamo gli acquisti dei bellissimi souvenir del luogo. Il viaggio continua, in on road, verso la capitale Tirana, dove ci fermiamo al centro, per andare a pranzo in un ristorante a base di pesce, dove tutti rimangono sorpresi, con delle linguine con tantissimi datteri, e un pesce al forno di oltre 5 kg. Dopo cominciamo a spostarci verso Durazzo, un caloroso abbraccio alla nostra eccezionale guida Toni di Esplore Albania, e ci imbarchiamo sulla nave Riviera Adriatica della Adria Ferries, in direzione Bari.

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Transland 2011 – Viaggi 4×4 in Marocco con Amada Aventure

Land Rover è da sempre sinonimo di avventura e di viaggi in condizioni particolari; gli appassionati di questo marchio, sparsi in ogni angolo del mondo, sono innumerevoli ed il loro amore per questo fuoristrada è incondizionato e nulla potrebbe fargli cambiare idea. Le occasioni di incontro per i possessori di questi leggendari 4×4 sono ormai innumerevoli ma una su tutte è davvero particolare ed interessante perché riesce a far convivere in se le innumerevoli sfaccettature di questa passione: spirito di gruppo, voglia di praticare fuoristrada, desiderio di avventura ed infine amore per i viaggi ed in particolare quelli africani. L’evento di cui stiamo parlando si chiama Transland ed è organizzato dalla francese Amada Aventure.

Questo viaggio, dedicato esclusivamente ai 4×4 di casa britannica, è giunto alla sua terza edizione e dopo le prime due spedizioni tunisine, l’organizzazione d’Oltre Alpe ha rivolto la sua attenzione al Marocco, spinta anche dalla particolare situazione politica della Tunisia e delle Libia. Ben 80 equipaggi, per la maggior parte francesi ma anche svizzeri, spagnoli e belgi, si sono dati appuntamento il 21 aprile a Barcellona per imbarcarsi sulla nave Majestic che li ha traportati a Tanger da dove è iniziata questa incredibile ed affascinante avventura.

Dominique Rosset, patron di Amada Aventure, ha gestito, coadiuvato da un numeroso staff, questa esperienza con grande maestria; per garantire a tutti i partecipanti il massimo del divertimento e la più completa sicurezza ha formato tre gruppi di viaggiatori suddivisi in base all’esperienza di guida ed alla preparazione del veicolo. I “raiders”, ovvero i più esperti, erano quelli che partivano al mattino per primi e che macinavano più chilometri; sotto la supervisione dell’esperta guida Jean-Charles Poulat seguivano un impegnativo percorso riservato esclusivamente a loro.
Il gruppo “randonnee 2”, il più numeroso, viaggiava lungo un percorso più semplice e con dei tempi di percorrenza meno tirati senza disdegnare però alcuni tratti di guida più difficile. In fine abbiamo la carovana dei “randonnee 1”, con mezzi di serie e con poca o nessuna esperienza di viaggi africani, che utilizzavano le piste più semplici e si dedicavano molto di più all’aspetto turistico del viaggio, senza tralasciare però il battesimo della sabbia seguendo i preziosi consigli delle guide di Amada.

Quello che più ci ha impressionato di questa Transland, oltre ai paesaggi del Marocco che sono veramente incantevoli ed offrono una moltitudine infinita di scorci sempre diversi l’uno dall’altro, è il pieno senso di libertà che i partecipanti hanno potuto respirare grazie alla metodologia di viaggio intrapresa dagli organizzatori: ad ogni equipaggio veniva consegnato giornalmente il road book della tappa con tutti i punti GPS da seguire e con i way point di controllo, in modo che ognuno potesse vivere questa esperienza in piena autonomia; era comunque obbligatorio viaggiare in gruppi di tre fuoristrada per sopperire ad ogni inconveniente in attesa delle auto scopa che si preoccupavano che tutti arrivassero senza problemi a fine percorso.
Dopo otto fantastici giorni e 2490 km che hanno svelato un Marocco unico ed affascinante, tutti i partecipanti hanno confessato di aver veramente apprezzato questa esperienza ed hanno chiesto di ripetere il prossimo anno questa entusiasmante avventura con la medesima destinazione.

Da parte nostra ci sentiamo vivamente di consigliare questo viaggio a tutti i fuoristradisti italiani che posseggono un Land Rover, sia esso un Defender, un Range Rover, un Freelander o un Discovery; noi di Quattroxquattro ci saremo e vi assicuriamo che l’aria che si respira alla Transland è in piena sintonia con lo spirito di vita che anima ogni “landista”.

 

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Grecia in Fuoristrada – Off Road sulla vetta degli DEI

Viaggio avventura alla scoperta di alcuni dei più suggestivi angoli dell’antica Grecia per una settimana off road in compagnia degli amici di Desert Experience
Per la mitologia greca, l’Olimpo, con le sue imponenti vette perennemente avvolte in una coltre di nubi e foschia, ospitava la dimora di Zeus e degli dei costruite da Efesto, divinità del fuoco e della tecnologia. Con i suoi versanti boscosi e di facile accesso a sud e con le vallate scoscese e i ripidi precipizi a nord, il maestoso monte greco fa parte dal 1938 di un’area protetta, ora anche parco nazionale, dove foreste di pino, faggio e piante sempreverdi occupano una superficie di 120 chilometri quadrati. Questa è solo una delle tante bellezze del territorio greco che annovera paesaggi selvaggi e incontaminati, città dal glorioso passato e siti archeologici in un perfetto mix fra arte, storia e natura. Sterrati, trazzere di montagna e piste attraverso praterie e torrenti hanno reso questo paese una delle mete turistiche più apprezzate non solo da chi vive di cultura greca ma anche dai tanti appassionati di trekking e sport outdoor. E per gli amanti del fuoristrada? Nulla di meglio che un tour 4×4 alla scoperta degli angoli più nascosti della Grecia per osservare un’alba dal monte Olimpo, immergersi nella natura più selvaggia a quattro ruote motrici e assaporare le specialità della gastronomia locale in quel ristorantino dove ci si arriva solo con le ridotte inserite. Ecco allora l’avventura off road di un gruppo di 4×4 – una Toyota HDJ80, due HZJ73, una KZJ90, una KZJ95, una FJ, una Pajero, una Wrangler e un Patrol GR – che in compagnia degli amici di Desert Experience (www.desertexperience.it) hanno attraversato in lungo e in largo il territorio degli dei. Fra una tappa a Filippi, Kavala e Ioannina ma anche Meteora, luogo dalla bellezza straordinaria – tanto da diventare location di “Agente 007 Solo per i tuoi Occhi” con Roger Moore – il reportage di questo appassionante viaggio a quattro ruote motrici. Da leggere tutto d’un fiato!
Da Igoumenitsa al Monte Olimpo: off road sulla vetta degli dei… 
Sbarcati al porto di Igoumenitsa, dopo l’imbarco a Bari, ha inizio l’avventura nella regione dell’Epiro. Un veloce trasferimento in autostrada accompagna il gruppo 4×4 al sito archeologico di Dodona dove si può curiosare fra le rovine dello stadio del 3° secolo a.C. e il teatro, uno dei più ampi e meglio conservati di tutta la Grecia antica. Ad attendere equipaggi e fuoristrada sono ora le Grotte di Perama che, lunghe poco più di 1 chilometro, si estendono su una superficie di poco meno di 15 mila metri quadrati. Dalle pareti di queste caverne l’acqua che sgorga permette la formazione di stalagmiti e stalattiti dalle forme più eccentriche vivacizzate da sfumature cromatiche a dir poco bizzarre. Uno spettacolo della natura da non perdere! Il raid prosegue a nord, verso i confini con l’Albania, attraverso i tipici villaggi della regione della Zagoria: questo altopiano di foreste – con conifere, roveri e castagni – e pascoli preserva ancora (per fortuna) la tradizionale architettura abitativa di un tempo e basta osservare le case dai tetti in pietra per rendersene conto.

Si raggiunge poi il parco nazionale di Vikos-Aoos dove una visita la meritano le famose gole di Vikos. Lasciate per un momento le fuoristrada, ci si avventura in un emozionante percorso trekking che accompagna ad un piccolo monastero abbarbicato sulle rocce…un panorama davvero mozzafiato quello offerto sulle gole dalla vertiginosa altezza di mille metri! Ripresa la strada si raggiunge facilmente Metsovo, graziosa cittadina immersa fra maestose montagne con foreste di faggi e abeti, rinomata per vino, formaggi e artigianato in legno. Il tour 4×4 approda in Tessaglia: percorrendo panoramici sterrati e trazzere di montagna le fuoristrada arrivano sino a Meteora. Sopra la valle del Pinios e la città di Kalambaka si rimane affascinati da una foresta di rocce di colore grigiastro. Proprio sulla sommità di queste vertiginose guglie trovano dimora i celebri monasteri cenobitici, le cosiddette Meteore, che tradotto dal greco significa “sospeso nell’aria”. Nulla di più indicato poteva essere scelto per descrivere questi luoghi. Centro santo del monachesimo ortodosso, Meteora è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità: dei 24 monasteri costruiti fra i secoli XV° e XVI° , oggi solo 6 sono ancora abitati. In passato l’accesso a queste fortezze religiose era possibile solo grazie a scale di corda o ceste sospese a corde issate dall’alto con argani. Oggi scalinate scavate nella roccia permettono ai visitatori di accedervi più agevolmente. Una sosta di qualche ora per raggiungere i monasteri e ammirarne bellezza e maestosità vale da sola il viaggio in Grecia! La seconda giornata del tour si conclude con il campo tendato allestito ai piedi del monte Olimpo dove ammirare l’alba la mattina successiva è una sensazione a dir poco straordinaria. Dimora di Zeus e degli dei, l’Olimpo misterioso, sempre avvolto fra nubi e foschia, è articolato in un complesso massiccio montuoso con ben 9 cime che svettano sopra i 2600 metri. Parco naturale frequentato da alpinisti ed escursionisti, grazie alle piste di montagna immerse nel verde, può essere anche costeggiato dalle fuoristrada ad un’altitudine di circa 1500 metri. Sul versante settentrionale si estende la fertile pianura della Pieria con le sue immense piantagioni di tabacco: da qui il GPS indica nord in direzione di Vergina, antica capitale della Macedonia, oggi sito archeologico di grande interesse per la presenza del Tumulo Reale del IV° secolo a.c. riportato alla luce nel 1977. Ultimata anche questa visita, si imbocca una comoda autostrada che porta velocemente a Salonicco, seconda città e porto del paese, che ospita chiese e musei. Mentre si passeggia sul lungomare, una sosta in uno dei tanti ristoranti tipici di questo angolo di Grecia per assaggiarne alcune delle specialità gastronomiche è assolutamente consigliata. Feta, olive nere e un buon bicchiere di vino bianco aromatizzato alla resina.

Kavala, Edessa e Ioannina, tre perle della Grecia

La nuova tappa del tour 4×4 conduce a Kavala, cittadina animata e fra le più pittoresche sin’ora incontrate, dove a seguito della dominazione turca dal 1380 al 1913 si respira ancora un’atmosfera orientale. Disposta ad anfiteatro in fondo ad una baia, Kavala, nell’antichità il porto di Filippi, è oggi centro dell’industria e dell’esportazione del tabacco macedone. Quattro passi fra la città vecchia, abbarbicata al promontorio roccioso, e il quartiere moderno, che si estende a ovest lungo il porto, prima di raggiungere Filippi, sito archeologico di grande interesse dove meritano una visita i resti del teatro, la basilica, l’atrio e il foro. Con le fuoristrada ci si dirige poi a nord verso i confini con la Bulgaria: questa zona della Grecia è caratterizzata da un’importante catena montuosa, quella dei monti Rodopi, che si espande lungo la regione amministrativa della Macedonia orientale e della Tracia. Il territorio, coperto da antiche foreste, è perfetto per fare off road attraverso boschi di conifere, pini e abeti dalle altezze vertiginose. Siamo nella prefettura di Drama dove le fuoristrada attraversano la Virgin Forest, Frakto Forest e Elatia Forest, habitat naturale per orsi, linci e caprioli. Proseguendo con percorsi off road immersi nella natura incontaminata lungo il confine bulgaro, si arriva a Serres, grazioso paesino tradizionale, che accoglie per una breve visita prima di raggiungere Edessa. Posizionata sull’orlo di un pianoro che domina la piana macedone, in antichità Edessa fu una delle principali piazzeforti della Macedonia. Conosciuta soprattutto per la bellezza del sito archeologico, al centro di questa città, sotto un giardino pubblico coperto da platani secolari, si trovano le imponenti cascate che cadono da un’altezza di 25 metri lungo una rupe dalla vegetazione rigogliosa. Il viaggio 4×4 riprende in direzione di Loutra Loutrakiou, stazione termale ai piedi del monte Voras che con i suoi 2500 metri segna il confine con la Bulgaria. L’avventura a trazione integrale accompagna ora attraverso sterrati e piste montagnose che permettono di addentrarsi proprio nell’area del monte Voras, importante ecosistema con paesaggi montani, boschi caducifogli, foreste di conifere, torrenti e praterie alpine. Grazie a queste trazzere, il tour prosegue alla scoperta di aree naturali protette dove gli incontri con animali e natura selvaggia lasciano senza parole. Dopo aver guadato qualche torrente e costeggiato laghi incastonati fra alberi con chiome dalle mille sfumature, si raggiunge Kastoria. La cittadina, raccolta alla base di una penisola che si protende nelle acque del pittoresco lago Orestiada, porta i segni di un passato volto verso i Balcani e l’Europa centrale. Capitale della pellicceria da oltre 500 anni (la materia prima viene importata dall’America del nord e dalla Scandinavia), vanta un enorme patrimonio artistico per via delle 54 chiese bizantine e medievali. Con il percorso on road verso Ioannina, cittadina moderna e dinamica sulle rive del lago Pavmotis, il tour alla scoperta delle Grecia volge ormai alla fine. La città – dominata dai turchi sino al 1913 – conserva ancora alcune strutture artistiche e architettoniche risalenti proprio al periodo ottomano fra cui una moschea, i resti di una scuola coranica e un bazar mentre su una piccola isola del lago sorgono alcuni monasteri ortodossi. L’avventura si conclude al porto di Igoumenitsa, importante crocevia delle rotte marittime fra Italia, penisola ellenica, Turchia e Bulgaria, da dove gli equipaggi si imbarcano alla volta di Bari. L’avventura a trazione integrale in terra ellenica è stata una delle più emozionanti fra quelle raccontate sulle pagine di Suv & Fuoristrada. Sarà per la bellezza incontaminata di paesaggi ancora pressoché sconosciuti o per quel tuffo nel passato che si respira passeggiando fra le rovine dell’antica Grecia, certo è che fare off road sull’Olimpo, fra gli sguardi incuriositi di Zeus & c., non è da tutti! Se poi ci aggiungiamo che in alcune delle sterrate protagoniste ci è passato anche Roger Moore…

[toggle title=”APPUNTI DI VIAGGIO“]

Forma di governo: Repubblica Parlamentare 
Capitale: Atene 
Superficie: 131.940 chilometri quadrati 
Lingua: Greco 
Religione: Cristiana Ortodossa, minoranze musulmane e cattoliche. 
Valuta: Euro

Storia: La storia della Grecia ha plasmato la conformazione politico sociale di tutto il Mediterraneo e non solo. I primi insediamenti umani risalgono all’era paleolitica mentre le prime grandi civiltà si distinsero attorno al secondo millennio a.C. Se la civiltà minoica ebbe il suo massimo fiorire durante l’Età del Bronzo per poi scomparire misteriosamente, quella micenea (o Egea) si concentra attorno al 1500-1150 a.C. nell’area del Peloponneso e prende il nome da Micene, antica città scoperta nel 1872 da Schliemann, il cui nome rimarrà per sempre legato alla leggendaria città di Troia. Il periodo classico rappresenta l’era più fiorente della storia greca antica che inizia con la prima Olimpiade nel 776 a.C. e finisce con la morte di Alessandro Magno. Al periodo di dominazione romana (giunti in questi territori nel 146 a.C.) si contrappone quello bizantino e successivamente quello ottomano. In Grecia i turchi vi rimasero per 4 secoli sino al 1821. Qualche anno più tardi, dopo la guerra d’indipendenza dall’impero ottomano, ha inizio la storia moderna della Grecia caratterizzata dall’instaurazione della monarchia sino al 1924 e poi nuovamente dal 1935 al 1974 prima di lasciare il posto, dopo sette anni di dittatura da parte della Giunta militare anticomunista, all’attuale Repubblica Greca.

Geografia: Formata dalla parte continentale più meridionale della penisola balcanica (che si espande verso sud abbracciata da Mar Egeo e Ionio) e da quella del Peloponneso (separata dal resto del continente dall’istmo e dal canale di Corinto, oltre che da più di 1500 isole fra cui Creta, Eubea, Lesbo, Chio, le Cicladi e le Ionie, la Grecia è il dodicesimo stato al mondo per estensione costiera con oltre 13 mila km di litorale. L’80% del territorio è costituito da montagne e colline tanto da essere fra i paesi europei più montuosi: il monte Olimpo, luogo importante della cultura ellenica, è alto 2917 metri ed è la vetta più alta del paese. Se la parte occidentale del territorio è caratterizzato da laghi e dalla catena montuosa del Pindo che ospita gole, canyon e formazioni come le impressionanti Meteore (rocce alte centinaia di metri), quella nord orientale è sovrastata dai monti Rodopi che si espandono lungo la regione della Macedonia orientale e la Tracia, area coperta da antiche foreste (fra cui quella di Dadia). Le grandi pianure si trovano nella Tessaglia e nella Macedonia centrale mentre i principali fiumi scorrono nelle regioni al centro nord della Grecia.

Gastronomia: La cucina greca, con la sua tradizione gastronomica plurisecolare, è caratterizzata principalmente dagli influssi dell’area mediterranea anche se non mancano piatti con carne di agnello, montone e maiale. Lungo le zone costiere e insulari è invece il pesce a far parte dei piatti tradizionali più importanti. Fra le specialità conosciute anche dal turismo internazionale ci sono il “moussaka”(una sorta di melanzane alla parmigiana condite con ricco ragù di carne), l’insalata greca (a base di pomodoro, cipolla, olive nere, formaggio feta e origano), la “spanokopita” (con spinaci), i “ghemistà” (pomodori e peperoni ripieni di riso, carne macinata e spezie). Altri piatti della cucina greca particolarmente apprezzati sono la “skordalia” (purè di patate con noci, mandorle, aglio e olio d’oliva), lo “tzatziki” (yogurt, cetrioli, anice, aglio e olio d’oliva), il polpo grigliato, i “dolmades” (involtini di riso in foglia di vite), le olive (quelle di Kalamata sono fra le più famose al mondo) e vari formaggi regionali come la feta spesso serviti con un pizzico di origano e un filo di olio d’oliva. Altre specialità, fra cui la zuppa di lenticchie e il pasteli (una barretta di sesamo e miele), risalgono addirittura all’antica Grecia. Ottimi anche i dolci fra cui il “galaktoboureko” a base di latte, uova, zucchero e pasta phyllo; lo yogurt con miele e noci; il “baklava” e il “kadaifi” con ingredienti della tradizione mediorientale. Fra le bevande, il vino è sicuramente il più apprezzato. Ce ne sono moltissime varietà sia di rosso che di bianco anche se il più famoso è il “retsina”, un bianco aromatizzato con la resina di pino prodotto principalmente nella regione dell’Attica. Non mancano poi l’”ouzo” aromatizzato all’anice; il “metaxa”, brandy molto famoso; il caffè frappè inventato in Grecia nel 1957 per caso da Dimitrios Vakondios.

Acquisti: Artigianato e specialità alimentari sono fra gli acquisti più apprezzati dai turisti. Anche nei paesi più sperduti si potrà scegliere fra terrecotte, ceramiche, tappeti e tessuti fatti a mano, ricami e pizzi, tappeti di lana a pelo lungo, spugne, gioielli (celebri quelli di Ioannina oltre a quelli dell’Epiro e della Macedonia), oggetti in legno, sculture in marmo e onice, riproduzioni di icone. Da non dimenticare neppure le sedie intarsiate dell’isola di Skiros, gli stivali in cuoio di Creta e il famoso rosario greco “komboloi” presente in tutte le botteghe. E, perché no, anche qualche gustosa specialità come miele, marmellate di fichi e ciliegie, dolci e pistacchi, vino resinato e “raki”, una grappa bianca delicata.

Flora e fauna: Grazie ai tipici influssi dell’area mediterranea, flora e fauna della Grecia riflettono la posizione geologica del territorio. Agrumeti, oliveti, melograni, fichi, vigneti e flora alpina nei rilievi sono solo alcune delle migliaia di specie più presenti (di cui 685 endemiche). Particolarmente ricca anche la fauna greca che vanta animali rari fra cui la capra selvatica dell’isola di Creta (l’Agrimo) e le foche monache. Da non dimenticare neppure la presenza di Porifere, la comune spugna di mare.[/toggle]

 

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Viaggio Off Road Kenya 2011 in viaggio con Off Road Safari Academy


Viaggio Off Road Kenya 2011 – Testo e Foto Sonja Vietto Ramus

 

 

 

 


In lingua swahili “safari” significa viaggio, uno di quelli fra paesaggi senza tempo alla scoperta di specie animali e abitudini di vita in perfetta armonia con il lento scorrere del tempo e i ritmi della natura africana. Uno scenario, offerto dal Kenya, in cui il viaggiatore che desidera sentirsi non solo spettatore ma anche protagonista di un’avventura da vivere e raccontare può partecipare ad una scuola di guida 4×4 fra terre incontaminate e piste poco battute dove prove tecniche si alternano a lunghe escursioni diurne (e notturne) su tracciati off road nella savana e sulla spiaggia. E’ proprio a questo che si ispira l’Off Road Safari Academy, la prima scuola keniota di guida in fuoristrada creata da Marco Vancini (titolare del Malindi Key’s Group di cui fanno parte Coral Key Beach Resort, Lawford’s, Blue Key Beach Club, Kivulini Ocean Resort, Tsavo Buffalo Camp, Tsavo River Hill e Tana River Lodge), e gestita dall’amico Domenico Bonaglia (esperto meccanico in scuderie di Formula Uno), entrambi grandi appassionati di off road e Africa che del Kenya si sono innamorati a prima vista vent’anni fa. Un viaggio a trazione integrale – proposto in questo reportage fotografico – che dai parchi naturali accompagna alle immense spiagge dai riflessi dorati attraverso fiumi popolati da coccodrilli e ippopotami alla scoperta di bianchi atolli di sabbia che appaiono con la bassa marea. E’ il Coral Key, con i suoi bungalow dai tetti in makuti immersi in un giardino tropicale che si affaccia sull’oceano Indiano, a fare da cornice a questa avventura in 4×4. Basta parlare di safari e natura selvaggia per capire che il protagonista è il Kenya, in particolare lo Tsavo, che con i suoi 22 mila chilometri quadrati di superficie è il parco naturale più grande del paese. Lì nella terra dei “Big Five”, dove giraffe, elefanti e altri animali selvatici sono di casa, si svolgono le lezioni dell’Off Road Safari Academy.

I veicoli messi a disposizione per il corso a quattro ruote motrici sono quattro Toyota Land Cruiser 3.8 diesel a sei cilindri, modificati ad hoc da Domenico, istruttore dell’accademia di guida off road, ed equipaggiati per ospitare sino a sei passeggeri (oltre al conducente).

A completare il parco auto della scuola di guida made in Italy ci sono un camion Canter 5.0 cc, a quattro cilindri, con 13 posti per i passeggeri ed un pulmino, il “Pumba Truck”, un Isuzu 3.5 cc diesel a 4 cilindri con 8 posti. I Toyota allestiti con verricello e cavo d’acciaio, gomme tassellate e rice trasmittente CB e dotati di differenziale autobloccante all’anteriore e blocco manuale al posteriore, estremamente spartani ma funzionali ai massimi livelli, dimostrano tutta la loro affidabilità sulle piste sterrate di questo angolo d’Africa. Il programma del corso parte proprio da Malindi, dove prendendo la C103 si lascia l’affollato centro città con botteghe e bancarelle dai colori variopinti e dai profumi più intensi affollate sin dalle prime ore dell’alba. La strada che si percorre a bordo (anzi alla guida) dei Land Cruiser è una larga sterrata argillosa incorniciata da immense piante secolari e da una vegetazione verde acceso che fa risaltare la terra rossastra. Il viaggio verso lo Tsavo è un’esperienza unica e affascinante, di quelle che neppure volendo si dimenticano: le capanne costruite con fieno e fango, gli orti squadrati dove donne e bambini coltivano ortaggi e verdura, i ragazzini che, scalzi ma con indosso le loro divise british style, camminano lungo i bordi della strada per raggiungere la scuola… emozioni che accompagnano alla scoperta di un territorio dalla bellezza indescrivibile.

Dopo aver percorso 30 dei 140 chilometri che da Malindi conducono al campo base del corso off road, a bordo dei Toyota si fiancheggia un piccolo villaggio di campagna dove, in compagnia di un vecchio esperto di serpenti, si possono ammirare grandi teche con mamba e pitoni. Lungo la C103 che corre verso lo Tsavo giraffe, gazzelle, impala e babbuini osservano incuriositi il passare dei fuoristrada. A poche centinaia di metri dall’ingresso della riserva naturale dello Tsavo Est, a dare il benvenuto ai partecipanti al corso è l’incantevole lodge del Buffalo Camp, un villaggio di bungolaw affacciato sulle sponde del fiume Galana a nord est di Malindi. Entrando al Buffalo si ha subito la sensazione di trovarsi in un territorio senza confini dove il tempo scorre lento: il villaggio – completo di tutti i confort – è stato costruito rispettando la tipicità di quest’angolo d’Africa (la corrente è disponibile solo dalle 18 alle 22 con un generatore) grazie anche ad un altro italiano, Giuseppe Ippolito, che una incisione su un capitello ligneo ricorda ancora per il suo amore per quei luoghi. Una notte di luna piena in riva al fiume Galana, con gli sbuffi degli ippopotami, il rumore dei passi di un elefante e il ruggito lontano di un leone sono solo alcune delle emozioni che si possono vivere al Buffalo Camp. Cenare (davvero ottimamente!) con vista sul fiume in compagnia di babbuini che si inseguono fra i cespugli o di coccodrilli che vengono sin sulla riva ha un effetto davvero indescrivibile. In questo straordinario scenario, le serate degli aspiranti driver del corso 4×4 trascorrono attorno al grande fuoco centrale del campo fra racconti ed esperienze di ciò che si è vissuto le ore precedenti.

Trovandosi a poche centinaia di chilometri dall’equatore svegliarsi alle prime ore del mattino, per godersi lo spettacolo che regala questa terra con i suoi colori e i profumi che cambiano di ora in ora, è il modo migliore per entrare in contatto con natura e paesaggi anche perché, la mattina presto, è più facile osservare gli animali che scendono al fiume per abbeverarsi. A bordo dei Land Cruiser si varcano i cancelli del “Sala Gate” iniziando così il safari, quello da protagonista. Oltre a prestare attenzione alla guida sulle piste della savana, la Safari Academy insegna a scorgere il più piccolo movimento che permette di individuare una scimmia o un leone fra i cespugli. Il parco dello Tsavo Est, dove si svolge il corso, è un’enorme pianura con grandi aree di savana attraversate dal fiume Galana: la fauna che popola queste terre ospita sciacalli, ghepardi, iene, bufali, manguste, facoceri e numerose gazzelle in cui è facile imbattersi. Fra le piste battute che conducono in luoghi dove sarà frequente l’incontro con animali che vivono nel loro habitat, ve n’è uno dal fascino particolare. E’ l’Ippo-Point, un’area di sosta lungo il fiume dove appostarsi (in tutta sicurezza) per osservare da vicino decine di ippopotami sguazzare nell’acqua e giocare fra loro.

A vigilare sulla sicurezza e sul rispetto nei confronti di animali e natura all’interno della riserva ci sono i guardia parco pronti ad allontanare dall’area chi infrange le norme (come chi abbandona le piste tracciate per inoltrarsi nella savana con il fuoristrada o chi si avventura a piedi sfidando gli animali). Il corso 4×4 prosegue nello Tsavo imparando ad affrontare non solo tutti i tipi di terreno ma anche l’avvicinamento ad una mandria di elefanti che si incontra sulla propria traiettoria. E’ la conoscenza di queste particolarità che rende unico l’Off Road Safari Academy che non solo insegna come comportarsi alla guida di un fuoristrada in un ambiente selvaggio come la savana ma rende protagonisti facendo provare tutte le emozioni del driver in prima persona. Dopo una giornata a bordo dei fuoristrada si rientra al Buffalo Camp dove il corso prevede lezioni teoriche e pratiche sulla meccanica del 4×4 e sulla funzionalità di tutti gli accessori, interventi resi necessari perché un fuoristrada affidabile nel bel mezzo della savana significa sicurezza. E si, perché se il 4×4 si ferma per un guasto ed è necessario scendere dal veicolo per effettuare un controllo, non bisogna dimenticare che a pochi metri di distanza ci può essere un leone…Con gli istruttori della Safari Academy si imparano tutti i trucchi della guida off road in notturna (grazie anche all’esperienza e alle conoscenze di autentiche guide Masai) per poi destreggiarsi fra l’inserimento di ridotte, tecniche per affrontare pendenze ripide su fondi scivolosi, scelta e utilizzo di differenziale autobloccante posteriore o manuale anteriore. Ma il corso a trazione integrale in Kenya non è solo questo.

L’accademia di guida prevede anche lezioni pratiche su come affrontare i guadi, sulle tecniche winch per attraversare in tutta sicurezza il fiume da una sponda all’altra in mezzo alla corrente, con scenari che cambiano in continuazione: dove prima il letto del fiume era quasi asciutto in poche ore l’acqua può salire e le tracce percorse in precedenza per fare ritorno alla base non essere più così visibili. Se lo Tsavo affascina per la sua natura selvaggia, Kipini, piccolo villaggio di pescatori situato sul delta del fiume Tana nel punto dove questo incontra il mare, ammalia per la sua posizione privilegiata dove foresta, spiaggia e dune si fondono insieme. Fra i più importanti fiumi dell’Africa equatoriale, il Tana River – che nasce alle pendici del Monte Kenya per poi gettarsi nell’oceano Indiano nella Ungwana Bay – è il più lungo del paese kenyota con i suoi oltre 800 chilometri. Un’escursione facoltativa quella a Kipini assolutamente da non perdere per chi dell’Africa ha voglia di scoprire qualcosa di diverso al di fuori dai soliti safari. Dopo 90 km di strada asfaltata ci si addentra per 35 km fra villaggi locali per raggiungere il punto d’imbarco e discendere il fiume fino al mare in un carosello di natura lussureggiante con ippopotami (nel fiume ne vive un branco che sfiora le 200 unità), coccodrilli, scimmie e aquile pescatrici. Dopo aver trascorso una notte al lodge Tana River, immersi nella quiete della sua natura, spettatori di uno scenario di incomparabile bellezza, si riparte per il rientro a Malindi non prima di fare una sosta al mercato di Witu o al lago degli ippopotami. Sulla strada del ritorno c’è ancora tempo per una deviazione attraverso la foresta in puro stile Camel Trophy seguendo le piste inghiottite dalla vegetazione lungo le quali individuare la rotta migliore da percorrere con il fuoristrada ma sempre con la sicurezza di avere con sé un Masai che conosce perfettamente il giusto percorso e soprattutto come tornare sulla pista per Malindi. In questi itinerari, all’improvviso, fra piante coloratissime, alberi secolari e piantagioni di manghi ci si imbatte in villaggi Orma, tribù di origine etiope, dove le donne indossano parei multicolori e i bambini sorridono con gli occhi vispi, quando dopo i primi timori, corrono incontro al fuoristrada per ricevere caramelle e biscotti.

A rendere indimenticabile questo corso off road è anche la guida sulla spiaggia dorata di Mambrui, pochi chilometri a nord di Malindi, dopo il fiume Sabaki (uno degli altri nomi assieme ad Arthi River, con cui è conosciuto il Galana,) perfetto test finale per mettere in pratica tutti gli insegnamenti appresi, guidando sulla battigia dell’oceano Indiano, attenti a riconoscere dal colore della sabbia le differenti difficoltà che si incontrano sulla spiaggia. Un percorso unico nel suo genere che permette di affacciarsi sulla spiaggia poco prima di Mambrui per uscirne solo 34 chilometri dopo con la sensazione di essere stretti fra oceano e costa affrontando il fenomeno delle maree. Alla fine della spiaggia dorata (il nome è dovuto alle pagliuzze rilucenti della sabbia), una pista riporta verso l’asfalto fiancheggiando un’imponente foresta di mangrovie che sommersa dall’alta marea crea uno spettacolo di naturale bellezza per poi scoprire, con la bassa marea, radici che paiono autentiche sculture naturali. Proseguendo su questa pista si arriva al villaggio di Ngomeni, dove ha sede il Centro Spaziale Italiano Luigi Broglio di proprietà dell’Università la Sapienza di Roma e gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana, da dove si imbocca la strada che riporta al Coral Key Beach Resort. Prima del rientro in Italia (con l’attestato di driver off road in tasca) c’è il tempo per una visita alle numerose bellezze che Malindi offre ai suoi turisti, fra cui lo splendido Marine National Park, la Falconry of Kenya e il monumento all’approdo dell’esploratore portoghese Vasco De Gama, nei pressi del pontile, oltre il centro città, incastro di stradine e di botteghe che vendono spezie, frutta e artigianato locale.

BOX
Il corso di guida 4×4 dell’Off Road Safari Academy ha come obbiettivo quello di fornire ai partecipanti il know how indispensabile per padroneggiare veicoli speciali come i Land Cruiser nella savana e su ogni altra tipologia di terreno, migliorando la tecnica di guida e imparando le soluzioni da adottare per far fronte alle diverse difficoltà. Il corso prevede 4 giorni con un istruttore professionista e una guida locale di safari e alterna prove tecniche a lunghe escursioni diurne e notturne su pista e fuorispista. Quota: 950 euro a persona (minimo due persone) comprensiva di corso, utilizzo dei fuoristrada, assistenza logistica sul percorso, guida safari, ingressi al parco, assicurazione infortuni, trattamento 7 giorni in pensione completa presso il Buffalo Camp nel parco dello Tsavo Est e l’Hotel Coral Key Beach Resort di Malindi. La quota non comprende invece volo aereo, bevande e extra di carattere personale. Escursione facoltativa di 2 giorni a Kipini: 200 euro a persona.

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Per informazioni: www.offroadsafariacademy.it

+39 348.2714259 Andrea – +39 333.3612248 Sonja – +254 721755869 Domenico (Kenya Line) – info@offroadsafariacademy.it – product.manager@malindikey.com [/information]

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Finlandia 4×4 – Winter Off Road in Finland – Viaggio oltre il Circolo Polare Artico

Winter Off Road in Finland – Una suggestiva spedizione invernale oltre il Circolo Polare Artico attraverso i territori della “Guerra d’Inverno”, conflitto russo-finlandese che costò al paese scandinavo la perdita del territorio della Karelia. Ecco il reportage di 2 Land Rover in viaggio per 26 giorni fra neve e ghiaccio.

Una saga finlandese narra che un gigante della foresta, mentre trasportava un recipiente pieno d’acqua per la sauna, inciampò in una radice: l’acqua si rovesciò a terra formando quella miriade di laghi, fiumi e paludi che ancora oggi caratterizza questo affascinante territorio. Vista dall’alto la Finlandia appare come un immenso “craquelé” (termine francese che significa screpolatura e che indica una tecnica decorativa come ci spiega Giovanni, uno dei protagonisti del viaggio, che non a caso ha fatto della pittura una delle sue più grandi passioni artistiche) con corsi d’acqua a collegare fra loro i 200 mila laghi che costellano la foresta boreale, la taiga e la tundra.

Un territorio con paesaggi incontaminati fra i più suggestivi di tutta Europa tanto da ospitare una delle più importanti spedizioni off road organizzate dal Gruppo Sextant, fondato da Giovanni Dondi nel lontano 1975 ed oggi una delle realtà fuoristradistiche più attive in Italia grazie ai numerosi viaggi esplorativi in Africa, Groenlandia, Quebec, Labrador e Russia (solo per citarne alcuni). Protagonisti di questo tour 4×4 oltre il Circolo Polare Artico, alla scoperta dei territori della “Guerra d’Inverno”, il conflitto russo-finalndese che durante la 2^ guerra mondiale costò alla Finlandia la perdita di parte del territorio della Karelia (regione orientale confinante con la Russia), sono stati due Land Rover che per ben 26 giorni hanno attraversato un percorso tortuoso che dall’Italia li ha accompagnati in Austria, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia sino a toccare terra suomi.

Una straordinaria avventura realizzata al termine della lunga notte polare quando le ore di luce disponibile a 70° di latitudine nord – 500 km oltre il Circolo Polare Artico – permettono non solo di viaggiare di giorno ma anche di ammirare la Finlandia più autentica, quella fuori dalle tradizionali rotte del turismo.
Fra idiomi arcaici, leggende popolari, storia e natura incontaminata ecco l’entusiasmante reportage di viaggio (da non perdere assolutamente!) di Giovanni ed Erina Dondi, autori della spedizione in compagnia di Flavio Sozzi ed Esther Grotti, alla scoperta della Karelia finlandese. Rigorosamente in off road e con due Land Rover – un 110 ed un 90 – camperizzati ed equipaggiati con verricelli, binde e…catene da neve!

Dall’Italia alla Finlandia attraverso i paesi baltici 
La spedizione “Winter in Finland” inizia da Milano da dove i due equipaggi partono con destinazione Karelia, regione finnica che si estende da 61° a 64° di latitudine nord, da Laapperante fino a Kumo, uno dei territori più affascinanti e selvaggi di tutta la Finlandia. Ad accompagnare il tour 4×4 è un lungo trasferimento alla scoperta dei paesi baltici (Lituania, Lettonia ed Estonia) sino ad Helsinki, capitale suomi raggiunta imbarcando le fuoristrada sul traghetto che da Tallinn arriva sino in terra finlandese. Giusto il tempo necessario per procurarsi le carte stradali dettagliate e poi il gruppo riparte da Helsinki per percorrere i primi 360 chilometri di questa avventura off road sotto un cielo sgombro da nubi e con la neve a chiazze ai bordi delle foreste. Raggiunta Savonlinna, nella “Regione dei Laghi”, gli equipaggi fanno sosta sulle sponde del grande specchio d’acqua Pielinen dove ad ospitare il loro primo campo è un istmo boscoso che si protende verso il centro del lago stesso: sulla sponda opposta si intravede il villaggio di Vuonislahti, posto sulla direttrice per Sumo. Se il ghiaccio fosse in grado di reggere il peso delle Land Rover la spedizione potrebbe accorciare di 60 km la risalita verso Nord.

La ricognizione a piedi con la luce della luna che illumina a giorno la superficie ghiacciata dove si notano tracce di pneumatici lascia letteralmente senza respiro. All’alba, i raggi del sole fanno capire che non si tratta solo di tracce ma di una vera e propria pista segnalata da paletti di legno infissi nelle crepe del ghiaccio. Il transito, come indica un cartello, è consentito solo a mezzi che non superano le 3 tonnellate: il 110 di Giovanni ed Erina, equipaggiato con attrezzature off road e viveri per un mese, è proprio al limite ma grazie all’incoraggiamento di un pescatore locale (che rassicura i quattro viaggiatori italiani sullo spessore del ghiaccio presente, sufficiente a reggere il peso di un camion), inizia a percorrere la pista accompagnato da immancabili sinistri scricchiolii. L’ambiente è di una bellezza che non ha eguali grazie anche al riverbero del sole sui cristalli di neve ghiacciata che crea quell’immenso caleidoscopio animato dal movimento dei due Defender. Ripresa nuovamente la strada asfaltata (con un po’ di tristezza…) si punta in direzione nord sfilando a poca distanza dal confine russo. Il giorno successivo Giovanni e Flavio imboccano una pista innevata che accompagna nei pressi della collina di Iivaara, punto panoramico della regione, dove i due 4×4 si destreggiano perfettamente fra la neve: il territorio visitato dalla spedizione a trazione integrale è zona di parchi naturali fra i più apprezzati per il trekking e le attività outdoor.

Dall’alto lo sguardo spazia sui laghi ghiacciati che si susseguono sino alla corona di conifere che definisce l’orizzonte. L’interessante deviazione off road finisce a Kusamo dove si riprende l’asfalto per raggiungere il Circolo Polare Artico: quando il GPS indica la latitudine di 66° 33’ i due equipaggi si ritrovano, come in una sfida, ad individuare per primi un cippo o un cartello che indichi il passaggio del celebre parallelo. Inutile….nulla infatti indica il raggiungimento di questo famoso riferimento geografico. Ancora in marcia verso nord, ad accogliere ora i quattro viaggiatori è la terra lappone con la strada che si restringe sempre di più solcata soltanto da tracce di motoslitte. Si sgonfiano gli pneumatici e, non senza qualche intervento con verricello e strop, le due Land Rover percorrono paesaggi a dir poco panoramici con scenari di foreste rigogliose interrotte solo da colline tondeggianti. Da Sodankyla, dove il gruppo pernotta in un caratteristico lodge con uso di cucina, riprende il viaggio, sempre verso nord, e dopo aver percorso 50 chilometri, le due fuoristrada imboccano una pista invernale che si rivela sin da subito piuttosto impegnativa.

E’ un lungo traversone che collega fra di loro le due direttrici stradali che scendono da Inari. La neve è profonda tanto da richiedere il montaggio delle catene (auto costruite con maglie ritorte ad andamento incrociato) sulle quattro ruote: l’operazione richiede quasi un’ora ma il risultato permette di procedere senza più intoppi…o quasi! La pista è lunga 60 km ed ha un andamento tortuoso: il ghiaccio la rende a tratti ancor più difficile da percorrere tanto che le due Land Rover in alcune occasioni scivolano sul lato della pista dove la neve ha una profondità insondabile. Il disimpegno dei mezzi richiede non poca fatica soprattutto perché per assicurare le strop agli abeti è necessario muoversi sulla neve fresca che…non sempre regge il peso dei quattro viaggiatori. Dopo aver spalato neve a gran quantità, i Defender si rimettono in viaggio sino a quando sul percorso si raggiunge uno spiazzo adatto ad allestire il campo: per cena, spaghetti all’amatriciana e polpette di renna, un bizzarro abbinamento gastronomico armonizzato con Ortrugo (vino vicentino) e vodka finlandese! Perfetto per brindare alla terra dei sami. Il giorno successivo la spedizione raggiunge il villaggio di Kistala dove la pista piega decisamente a nord per poi congiungersi alla strada per Inari che si raggiunge prima di sera.

Rotta verso sud… 
Dopo essersi spinto oltre il Circolo Polare Artico, il viaggio inverte la rotta scendendo verso sud dove i due equipaggi incontrano…il vero freddo: misteri delle correnti polari! Alla latitudine di 67°20’ le due Land Rover imboccano una nuova pista innevata solcata solo dalle motoslitte: montate le catene da neve, mentre inizia a nevicare a larghe falde, i Defender riprendono il loro percorso. Ad occidente, un tenue bagliore violetto tinge l’orizzonte e quando i fiocchi ne attraversano la linea si accendono come luminarie di un addobbo natalizio. L’aria tersa rende straordinariamente limpida la volta stellata e a nord la Stella Polare, che fa da perno al timone dell’Orsa Minore, appare alta e luminosa come non mai. Il territorio ancora ondulato offre l’opportunità di spaziare con lo sguardo sull’immensa distesa della foresta. Un pranzo all’aperto intorno al tavolino da campeggio precede l’ultimo tratto di pista: l’impatto con l’asfalto coperto da un sottile strato di ghiaccio crivellato di buche non ha più certo il sapore dell’avventura che ha portato in Karelia. Sotto la neve, il tour prosegue sulla strada oltre Muonio dove si incontra un apprezzato centro che organizza escursioni con cani da slitta. Senza nulla togliere ai luoghi turistici, Giovanni ed Erina così come Flavio ed Esther preferiscono soffermarsi in una fattoria lappone, piuttosto fuorimano dal turismo, gestita da una coppia di giovani sami che si esibiscono in costume tradizionale.

Il giorno dopo imboccato un sentiero innevato le fuoristrada riescono a percorrere solo pochi chilometri perché il sole splendente ha ormai sciolto velocemente la neve tanto che il 110 non tarda a scivolare ed infossarsi nel canale di scolo a lato della pista. Il sole si dilegua e mentre i due equipaggi lavorano per più di un’ora con binda, verricelli e pale per rimettere sulla pista 110 e 90 (quest’ultimo finito anch’esso spanciato nel tentativo di recuperare l’altro Defender) si scatena una vera e propria tormenta di neve. Le condizioni meterologiche non aiutano certo i due equipaggi ma lo scenario a cui hanno la fortuna di assistere non si può spiegare (almeno a parole). Raggiunta la strada ci si accorge che anche l’asfalto sta creando problemi al transito: l’alternanza di caldo e freddo ha infatti creato un sottile strato d’acqua ghiacciata che rende difficile persino muoversi a piedi. Si procede così a passo d’uomo verso sud sino a Rovaniemi dove il gruppo si sistema in un campeggio (la temperatura notturna è scesa a -24° e all’interno dei due Defender si è congelato tutto). Ed è proprio la città di Babbo Natale, la più grande fabbrica di turismo della Finlandia, a segnare il termine della parte avventurosa di questo viaggio. Dopo migliaia di chilometri percorsi nel bel mezzo della natura più selvaggia, in compagnia di aurore boreali e laghi ghiacciati, il tour 4×4 si conclude su rotte turistiche alla scoperta del Castello di Neve di Kemi, dello zoo safari di Rauna, del Golfo di Botnia e delle principali città finniche fra cui Vaasa e Tampere sino a raggiungere nuovamente la capitale Helsinki. Un lungo trasferimento su percorsi che sfiorano un’ultima volta laghi, fiumi e paludi di questo maestoso territorio del nord Europa. Un viaggio che difficilmente si può dimenticare anche perché a ricordarlo è proprio il gigante della foresta, quello con il recipiente colmo d’acqua che si inciampò in una radice…

Si ringraziano per le fotografie Giovanni Dondi ed Esther Grotti

[toggle title=”APPUNTI DI VIAGGIO”]

Finlandia
Forma di governo: Repubblica Parlamentare
Capitale: Helsinki
Superficie: 338.424 chilometri quadrati
Lingua: Finlandese, svedese e sami
Religione: Luterani e ortodossi
Valuta: Euro

Storia: Abitata fin dall’epoca antica da gruppi di lapponi e successivamente invasa dai finni (da cui il nome Finlandia), nel 1154 ebbe inizio su questo territorio il dominio svedese durato quasi 7 secoli e caratterizzato dall’introduzione del cristianesimo da parte del re svedese Eric. Nel 1809 la Finlandia venne conquistata dalle armate dello zar Alessandro I° trasformandosi in un granducato autonomo collegato all’impero russo. Il 6 dicembre 1917, poco dopo la rivoluzione d’ottobre in Russia, la Finlandia dichiarò la propria indipendenza. A seguito del tentativo di stabilire un governo monarchico, nel 1918 il paese fece l’esperienza di una breve ma sanguinosa guerra civile che avrebbe caratterizzato la politica locale per molti anni. Nel 1919 nacque l’attuale repubblica finlandese. Durante la 2^ guerra mondiale, il paese si trovò a combattere contro l’Unione Sovietica ben due volte in occasione della Guerra d’Inverno (1939-1940) e, dal 1941 al 1944, nella cosiddetta Guerra di Continuazione. I trattati di Parigi firmati nel 1947 con l’Unione Sovietica sancirono delle restrizioni territoriali per la Finlandia che si vide strappare parte del territorio della Karelia. Componente dell’Unione Europea dal 1995, la Finlandia è l’unico paese scandinavo ad aver adottato l’Euro come moneta nazionale in sostituzione del marco finlandese.

Geografia: La Finlandia, con un territorio di oltre 338.000 chilometri quadrati, è il settimo paese d’Europa per estensione. Situata nell’area subartica dell’Europa settentrionale, posta tra il 60° e 70° parallelo di latitudine, confina ad ovest con la Svezia, a nord con la Norvegia, a sud est con la Russia e con l’Estonia (da cui la separa il Golfo di Finlandia). Il territorio, ricoperto da rigogliose foreste boreali e da zona artica, è disseminato di specchi d’acqua: i laghi, dalle forme frastagliate e di origine glaciale, sono concentrati per lo più nella zona centro meridionale. I più importanti sono il Saimaa, il Päijänne e l’Inari. I fiumi – fra cui il Torne, il Kemi, il Muonio e l’Oulu (unico navigabile) sono invece caratterizzati da un corso breve e irregolare. Le coste finniche si estendono per circa 1.100 km e di fronte ad esse il mare è punteggiato da una miriade di isole e isolette (circa 180.000 quasi quanti sono i laghi), il cui principale arcipelago si trova al largo della costa sudoccidentale (Arcipelago delle Aland). Questo paese scandinavo non possiede rilievi montuosi molto elevati: quelli più alti (Tunturit) si trovano nella regione della Lapponia. La cima più alta, l’Halti, nella porzione nord-occidentale del territorio, raggiunge appena i 1328 metri.

Gastronomia: La posizione geografica della Finlandia, fra occidente e oriente, ne ha influenzato le abitudini culinarie creando specialità gastronomiche con richiami alla cucina russa e continentale. Fra i piatti a base di pesce – cucinato al forno, affumicato, crudo sotto sale, fritto o bollito – vale la pena assaggiare quelli con trota, salmone e aringa del Baltico. Altrettanto utilizzata dai finlandesi, la carne (bovina e suina) viene servita affumicata, in stufato o in filetti al forno anche se quella di renna, specialità lappone, è la più apprezzata. Moltissime le varietà di pane (segale, frumento, orzo, cereali misti…) e di paste salate (soprattutto quelle di origine kareliana) su cui la tradizione vuole sia spalmato dell’ottimo burro salato finlandese. Da assaggiare assolutamente anche il “karjalanpiirakka”, tortino di riso e patate, e il “kalakukko”, pasticcio di pesce e carne di maiale in crosta. Ottimi infine dolci e biscotti, vino nazionale a base di ribes e liquori con frutti di bosco.

Acquisti: La Finlandia offre un’ampia gamma di prodotti da acquistare molti dei quali espressione di un fiorente artigianato locale e di un design che si ispira alla natura.
Fra i souvenir più apprezzati ci sono oggetti in legno (accessori per la cucina e collane), ceramiche e tappeti oltre ai
prodotti tipici della lavorazione della pelle di renna e coltelli lapponi (i Marttiini sono i più famosi). Questo paese è anche uno dei migliori in cui fare prelibati acquisti gastronomici scegliendo fra salmone (quello affumicato è ottimo), aringhe, caviale, formaggi tipici della Lapponia, dolci (ottimi i prodotti della Fazer), frutti di bosco (mora artica), liquori a base di bacche e vodka finlandese.

Flora e fauna: Particolarmente ricca e varia la flora finlandese si presenta con 1.200 varietà di piante e altrettante specie differenti di licheni. Il 70% del territorio finnico è occupato da foreste mentre le specie arboree presentano una maggiore varietà al sud con aceri, pioppi, ontani e olmi mentre al nord prevalgono betulle e conifere. Oltre il Circolo Polare Artico la foresta si dirada fino a cedere il posto alla vasta tundra dove la flora è costituita principalmente da licheni. Fra la fine di maggio e settembre quando sbocciano i fiori e maturano i frutti di bosco, il territorio si tinge di mirtilli e uva marsina mentre al nord trovano spazio distese di mora artica. Per quanto riguarda la fauna, le foreste finlandesi sono popolate da differenti specie di mammiferi come l’orso bruno, il più grande ed il più raro. Fra gli animali più diffusi vi sono la lince, la volpe, il lemming (tipico delle zone artiche) e lo scoiattolo volante (nella taiga) mentre nella regione lappone ci sono renne – se ne contano circa 230.000 esemplari – e alci. Nella zona orientale del territorio vive il lupo (circa 150 esemplari) mentre nelle aree lacustri si può incontrare anche la rara foca degli anelli. Molto ricca infine l’avifauna con oltre 300 differenti specie di uccelli fra cui strolaghe, gufi, falchi pescatori, fringuelli e gru. [/toggle]

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