Bad Boars 4×4 Challenging Team X-SERIES DAY 20 maggio 2012

L’A.S.D. Bad Boars 4×4 Challenging Team, con sede in Villafranca Tirrena (ME), ha il piacere di comunicare che è indetta la 1° edizione della manifestazione intitolata “X-SERIES DAY”. Questa edizione viene organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Fuoristrada. I partecipanti quindi dovranno essere tesserati regolarmente tesserati F.I.F. per poter partecipare.


Bad Boars 4×4 Challenging Team – X-SERIES DAY – 20 maggio 2012

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PROGRAMMA MANIFESTAZIONE 20 MAGGIO 2012

+ ORE 8:00 – Apertura verifiche mezzi iscritti;
+ ORE 9:00 – Chiusura verifiche e briefing sulla manifestazione;
+ ORE 9:15 – Apertura prove;
+ ORE 16:00 – Partenza ultima vettura e chiusura prove;
+ ORE 17:00 – Premiazione.

Per informazioni ed iscrizioni www.siciliatrophy.it – Giovanni Gulletta 340 1431928

 Compila ed invia on line la tua Iscrizione 

Scarica il Programma X-SERIES DAY 

Scarica il Regolamento X-SERIES DAY 

INFO LOGISTICA E RECAPITI
Per informazione logistiche si invita visitare il sito http://www.siciliatrophy.it o contattare l’ organizzazione nella persona del Sig. Giovanni Gulletta al numero telefonico 340 1431928

DATA MANIFESTAZIONE
La manifestazione si svolgerà nella giornata di DOMENICA 20 MAGGIO 2012 dalle ore 8:00 alle ore 17:00. Le verifiche si svolgeranno in uno spiazzale antecedente il campo della manifestazione adatto al ricovero dei mezzi.

PARTECIPAZIONE
Per partecipare bisogna compilare necessariamente la domanda di ammissione disponibile all’indirizzo www.siciliatrophy.it
L’iscrizione alla manifestazione si perfeziona con l’accettazione da parte dell’organizzazione della domanda di ammissione e con il successivo versamento della quota di iscrizione che dovrà pervenire improrogabilmente entro giorno 14 Maggio 2012.
L’ammontare della quota e le modalità di versamento saranno comunicate via email dall’Organizzatore al momento dell’accettazione della candidatura

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Si sono chiuse le iscrizioni, ecco gli equipaggi che si daranno battaglia durante l’X-SERIES DAY!

Ciclopi Catania Club 4×4 – 7° Raduno SUV – 13 maggio 2012


Ciclopi Catania Club 4×4 – 7° Raduno SUV – 13 maggio 2012

Scarica la Locandina del 7° Raduno SUV 2012 

Il Ciclopi Catania Club 4×4, con il patrocinio della Provincia Regionale di Catania e del Comune di Sperlinga (EN), organizza la 7ª Edizione del Raduno S.U.V. Catania 2012, passeggiata turistica dedicata agli Sport Utility Vehicles 4×4, per andare alla scoperta di angoli nascosti della Sicilia percorrendo, in massima sicurezza e senza rischi per l’incolumità propria e del proprio veicolo, sterrati panoramici, antiche trazzere regie e qualche passaggio più tecnico per mettere alla prova (senza alcun rischio) il proprio veicolo. Per l’occasione è stato bonificato tutto il tracciato da rami e cespugli che potrebbero danneggiare le carrozzerie.

Aperto anche ai possessori di normali fuoristrada, per trascorrere una giornata diversa in off road.

Le iscrizioni avranno inizio a partire dalle ore 8.00 del 13 maggio 2012 da Piazza Federico di Svevia a Catania (Castello Ursino).

Quote d’iscrizione:

€. 75,00 ad equipaggio di due persone comprese € 15.00 per la copertura assicurativa obbligatoria del conducente come da regolamento FIF; durante le fasi delle iscrizioni, per chi volesse, è possibile tesserarsi alla “Federazione Italiana Fuoristrada” con un costo aggiuntivo di € 15.00, comprendente la copertura assicurativa di cui sopra ed in omaggio una T-shirt;  € 60,00 per i soci fif; € 15.00 per ogni persona in più – bambini età tra 6 e 15 anni € 7,50; gratis bambini tra 0 e 5 anni.

Al fine di ottimizzare i tempi di svolgimento della manifestazione, visto l’itinerario, il pranzo è previsto a “sacco”, comunque a cura dell’organizzazione; arrivo previsto alle ore 18.30 nel Comune di Sperlinga (EN), presso il “Castello di Sperlinga”, con visita dello stesso, dove, oltre al rinfresco è previsto il tipico ristoro a buffet.

Premiazione con coppe per il 4×4 più nuovo e il più vecchio, nonché per il pilota più giovane e quello più anziano ed equipaggio femminile.

La quota comprende: colazione, cestino pranzo e ristoro a buffet, targa ricordo, gadget, road book, assistenza meccanica ed organizzativa, partecipazione all’estrazione di un Navigatore satellitare ViaMichelin gentilmente offerto dall’azienda ORAZIOSICALIGOMME di Gravina di Catania e molti altri premi.

Forum 4×4 dedicato all’evento

 

Info: Antonio 347 6348021 – Alessandro 333 6909043 – www.ciclopiclub4x4.it

Mappa del punto di ritrovo del Raduno SUV

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Scarica la Locandina del 7° Raduno SUV 2012 


Fuoristrada Club Valleagno – 17° Raduno FCV – 13 maggio 2012

Il raduno prevede un road-book di circa 80 km, con partenza da Arzignano (VI). Il tracciato, escluse le aree attrezzate, si presta ad essere percorso con qualunque mezzo purchè 4×4 e con gommatura idonea. Per i SUV e veicoli non adeguatamente preparati saranno previste della varianti per i passaggi più difficili che i partecipanti incroceranno lungo il percorso e in caso di pioggia.

Il road book guiderà i partecipanti in 3 grandi aree attrezzate, dislocate lungo il percorso, di cui due totalmente inedite, all’interno delle quali saranno realizzati dei tracciati e percorsi con varie difficoltà, alcune al limite, in cui i partecipanti potranno mettere alla prova i loro mezzi e loro stessi. Il tutto ovviamente facoltativo. Chi ha partecipato alle precedenti edizioni sà come lavoriamo.

Si richiede obbligatoriamente ai partecipanti almeno una strop e grilli a bordo, pronti all’uso.
Sono vivamente consigliate gomme tassellate o similari.

L’entrata nelle area attrezzate, a causa della tipologia dei percorsi tracciati all’interno, sarà consentita solo ai mezzi con gommatura adeguata, con almeno strop di recupero e grilli a bordo, allo scopo di non creare intralcio e bloccare gli altri partecipanti.

Data e Tempi: 13 Maggio 2012, dalle ore 08,30 ad Arzignano (VI), Via Dello Sport (zona piscina).

Comune di Arzignano (Provincia di VicenzaRegione Veneto)

Coordinate GPS: N45 31.252 E11 19.398

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Costo del raduno:
1 persona: con tessera FIF €50,00 – No FIF € 65,00
2 persone: con tessera FIF €70,00 – No FIF € 85,00
Per ogni passeggero in più: € 20,00

Gratis per bambini e ogni persona supplementare all’equipaggio che non usufruisca del ristoro e cena.
Nel costo dell’iscrizione sono compresi: colazione, ristoro e cena in ristorante (dalle ore 18:00)
La preiscrizione entro Giovedi 10 Maggio è vivamente consigliata, altrimenti non garantiamo la cena !

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Per la preiscizione al raduno scaricare il modulo sottostante, compilarlo e inviarlo via fax al numero 0445 576349 o via e-mail a: info@valleagno4x4.com

Modalità di pagamento: bonifico bancario: Banco Posta, Fuoristrada Club ValleAgno IBAN  IT12T0760111800000094676665[/toggle]

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Per informazioni e prenotazioni: 349-4475236 – 335-8070079 – Fax 0445 576349 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scarica il modulo iscrizione del raduno

 

Raid 4×4 Tunisia 2012 – Esploratori 4×4 by Giorgio Antoci

RAID TUNISIA 4X4 2012  ESPLORATORI 4X4 by GIORGIO ANTOCI

Venerdì 20 aprile alle  19,00 , sono partiti da Civitavecchia sulla nave di  GNV, due Land Rover Discovery.

Sabato 21 aprile alle  10,30, dal porto di Palermo si sono imbarcati : un Defender 90, proveniente da Trapani, un Defender 110, un Iveco Daily 4×4, un Fiat ACM 90, provenienti da Palermo, un Hummer 3 proveniente da Bari e il mio Discovery 1, da Acireale.

La giornata trascorsa sulla nave è stata molto tranquilla e soleggiata, anche se il mare era un po’ mosso. Siamo arrivati   al porto di La Goulette, a Tunisi alle 19,30 , e dopo sbarcati ci sono volute le solite due ore per uscire dalla Dogana del porto. Cambiati l’Euro in  Dinari e acquistata una scheda telefonica Tunisiana, siamo partiti, dopo il rifornimento del gasolio a circa 50 centesimi di euro al litro, alla volta di Nabeul, per pernottare nel conosciutissimo Kheops Hotel.

Domenica 22 aprile, dopo la colazione, siamo partiti alla volta di Gafsa, e 35 chilometri prima dell’arrivo, girando a sinistra abbiamo visitato dei tipici paesini in collina Majoura, Sened Blada, Saked, Bou Omrane e dopo El Guettar siamo arrivati a Gafsa.  Il Gafsa Palace Hotel era sotto controllo dell’Esercito Tunisino, con dei Militari all’ingresso.

Lunedì 23 aprile, prima della partenza per il nostro percorso della giornata, abbiamo visto che era nata qualche manifestazione di lavoratori, che dopo la crisi e la guerra  in Tunisia, erano rimasti senza lavoro e quindi protestavano, nelle piazze e nelle rotonde dell’ingresso di Gafsa.  Siamo riusciti a passare all’interno del paese e ci siamo diretti verso Mètlaui   e Redeyef per poi entrare nella pista del Generale Rommell, che porta fino alle Oasi di montagna di Chèbika e Tamerza. Alle 18,30 siamo arrivati a Tozeur, e dopo una doccia all’Hotel El Mouradi  siamo andati a cena a Douar El Hafsi, dove oltre alla cena, c’è un meraviglioso spettacolo con tanti artisti, musicisti e cantanti e il finale con la danza del ventre realizzata dalle belle ballerine tunisine.

Martedì 24 aprile, dopo la colazione siamo partiti alla volta di Nefta, siamo entrati nello Chott El Jèrid, e abbiamo iniziato una bellissima mattinata di giochi. Abbiamo percorso una parte del Lago Salato a grande velocità con curve veloci e bellissime sbandate, subito dopo siamo saliti nel sito di Star Wars, e siamo andati a provare la sabbia delle grandi dune, che di solito chiamiamo Dunaland, per il grande divertimento e competizione per chi riesce a salire fino in cima della grande duna. Alla fine, all’ora di pranzo, ci siamo fermati in una coltivazione di palme di datteri e abbiamo pranzato. Dopo pranzo siamo ripartiti, su una pista un po’ dura, che ci ha portato, attraversando lo Chot El Ahzem, fino ad arrivare a Rejim Maatoug e poi via asfalto, siamo arrivati a Douz alla Maison du Voyageur del caro amico Stefano Fazzini. Ottima cena tipica tunisina, e dopo tutti a letto, chi in tenda o camper e chi nelle camere della Maison.

Mercoledì 25 aprile, dopo la colazione offerta da Stefano, ho acquistato il pane e della ottima carne di pecora, con l’aiuto della nostra guida Naceur, e dopo le foto, di fronte alla porta del deserto, siamo partiti alla volta di Monte Tembaine. Bellissimo percorso, sia in pista che sulle dune, fino ad arrivare ai piedi di Timbaine, e dopo aver preparato i mezzi per il pernotto nel deserto, ci siamo impegnati per apparecchiare la cena, aiutati dalla nostra guida, anche cuoco. La serata è stata bellissima e molto rilassante, spettacolare la vista del corpo celeste splendente di luce propria.

 

 

Giovedì 26 aprile, ci siamo svegliati all’alba e controllati da un elicottero militare che ci ha garantito la massima sicurezza, dopo la colazione, con il pane realizzato nella sabbia dalla nostra guida, siamo ripartiti, superando simpatiche e bellissime dune, fino ad arrivare al Fortino Romano di Ksar Ghilanne. Dopo il pranzo, un bel bagno nella piscina naturale di acqua sulfurea abbastanza calda,  e la sera abbiamo cenato in una tenda berbera del camping che ci ha ospitato.

Venerdì 27 aprile, la mattina è iniziata con un forte vento e tantissima sabbia alta oltre 50 metri, abbiamo quindi deciso di non percorrere la pista verso Chenini, dove ci attendeva Aldo Bacchetta, ma ci siamo spostati direttamente verso Matmata, dove arrivati a ora di pranzo, dopo aver lasciato le nostre valigie al particolare Hotel Diar El  Barbar, siamo andati a visitare il museo e le abitazioni troglodite della città di Matmata, e poi siamo andati a pranzare  al ristorante del nostro amico  Chez Abdoul , che per tanti anni ha lavorato in un ristorante in Sicilia. Nel pomeriggio, dopo esserci riposati, ci siamo scambiate le foto che avevamo fatto durante tutto il viaggio e dopo cena, tutti a letto.

Sabato 28 aprile, dopo la colazione, partenza alla volta di El Jemm, molto lungo il trasferimento in asfalto, ma alle 12,30 siamo arrivati in città e abbiamo pranzato in un ristorante di fronte all’anfiteatro di El Jemm. Dopo pranzo partenza per Sousse, e dopo aver parcheggiato, in sicurezza, di fronte alla medina, siamo andati a fare lo shopping per gli articoli caratteristici della Tunisia.  Alle 21,00 siamo arrivati al porto di La Goulette di Tunisi e dopo i controlli doganali, ci siamo imbarcati sulla nave Zeus Palace di GNV , siamo entrati nelle nostre cabine e  alle 23,00 siamo partiti alla volta di Palermo. All’arrivo ci siamo salutati con i partecipanti che proseguivano verso Civitavecchia e siamo sbarcati e dopo un caffè al bar di Palermo ci siamo salutati con i partecipanti Siciliani.

 

 

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Raduno Mitsubishi Day by Pajero World Club Italia – 24 giugno 2012

Domenica 24 giugno si svolgerà a Piacenza il “Mitsubishi Day”, un Raduno offerto da Pajero World Club Italia a tutti i possessori di fuoristrada e SUV Mitsubishi. In 13 anni di attività, il club più amato dagli appassionati dei 4×4 Mitsubishi annovera moltissimi raduni ed incontri off road organizzati in tutta Italia e in diverse nazioni europee, con percorsi appositamentestudiati e scelti da istruttori professionisti che spaziano da tracciati fuoristrada mediamente turistici ad adrenaliniche varianti per i piloti più audaci.

Ogni anno nuovi appassionati si uniscono al gruppo dei “veterani” ed iniziano questa grande avventura all’insegna del contatto con la natura, della voglia di evadere, di divertirsi e rilassarsi allo stesso tempo, del desiderio di conoscere nuovi luoghi sotto un punto di vista originale, del vivere a pieno la passione del fuoristrada, ma anche all’insegna dell’amicizia che si crea con il gruppo e naturalmente della buona cucina basata ogni volta sui piatti tipici locali.

Un mix di piacevoli sensazioni che rimane impresso a chiunque partecipi ad un raduno Pajero World Club Italia e che il Club stesso vuole far conoscere a sempre nuovi arrivati. Nella giornata di sabato 23 giugno i già soci Pajero World Club Italia si daranno appuntamento per il Raduno a Piacenza, con una tappa in fuoristrada nel pomeriggio, cena in una magnifica location e pernottamento in hotel.

Il giorno successivo, domenica 24 giugno, Pajero World Club Italia apre le porte gratuitamente a tutti i possessori di fuoristrada e SUV Mitsubishi per provare a vivere appieno un’avventura emozionante e conoscere tutte le persone che fanno parte ormai da anni di questa “grande famiglia”, aperta a nuovi soci. Il Raduno inizierà la domenica mattina in provincia di Piacenza dove, dopo il briefing e la consegna del road book, i partecipanti partiranno alla volta dell’entroterra emiliano su percorsi off-road, in compagnia degli istruttori della Scuola Pilotaggio Mitsubishi, gestita da drivEvent, che seguiranno la carovana dando interessanti nozioni di guida, in modo da poter conoscere sempre più a fondo le potenzialità del proprio fuoristrada, vivendo allo stesso tempo esperienze indimenticabili immersi nella natura.

Il percorso è considerato medio–facile e quindi accessibile a chiunque, anche senza particolare esperienza nel fuoristrada, ed è inoltre privo di rami che possano infastidire l’incolumità dei veicoli. Per chi ricerca un tracciato più arduo, lungo il tragitto e in alcune aree particolari verranno predisposte varianti più difficili. L’arrivo del raduno sarà in un bellissimo agriturismo della zona, dove i partecipanti potranno rilassarsi con un buon pranzo che verrà offerto a tutti i piloti.

Durante la giornata, i già soci saranno al fianco dei nuovi partecipanti per illustrare loro come si svolge un raduno Pajero World Club Italia, nel pieno spirito di collaborazione e amicizia che è sempre alla base di questi incontri. Sul sito internet www.pajeroworld.it è disponibile la domanda di partecipazione per i già soci e quella della domenica per i nuovi partecipanti, ai quali Pajero World Club Italia sarà lieto di offrire gratuitamente una giornata indimenticabile.

Info: www.pajeroword.it

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Elaborazione 4×4 Toyota Land Cruiser KZJ70 by Giorgio Venturi

Toyota Land Cruiser KZJ70 3.0 TD by Giorgio Venturi

Indistruttibile e inarrestabile come recita la scritta “dove finiscono i sogni degli altri, noi scaliamo una marcia e andiamo avanti…” . Robusto e affidabile grazie anche alla meccanica vecchio stile Toyota, il Land Cruiser KZJ70 – in questo servizio nella versione turbo diesel motorizzato 3.0 e con assetto mix fra Hot-Bits & Old Man Emu – è uno dei 4×4 più apprezzati del marchio giapponese per l’utilizzo in off road su percorsi nostrani e nel deserto.

Alimentato da ben 143 cavalli, questo passo corto in allestimento LX si è dimostrato perfettamente a suo agio sui tracciati fuoristradistici più impegnativi tra Forlì e dintorni dove, grazie anche alle dimensioni estremamente compatte, è stato protagonista di passaggi trial al limite dell’incredibile. A renderlo così performante e con un’escursione da far invidia agli assetti dei marchi più conosciuti non poteva che essere Giorgio Venturi, autore dell’allestimento interno ed esterno del 4×4 nella sua officina di Forlimpopoli (Via Maestri del Lavoro d’Italia 266, Forlì-Cesena, tel 0543.740195 cell 340.2241501). Appassionato di motori e off road sin da giovanissimo (tanto da lavorare 5 anni in Bmw per poi aprire la prima officina meccanica nel febbraio del 1978), Venturi è uno di quei personaggi che nel panorama fuoristradistico italiano hanno lasciato, e ancora oggi, lasciano il segno. Socio fondatore del 4×4 Romagna Team con Ezio Casadei, il preparatore romagnolo è stato non solo anima delle tante iniziative organizzate dal club di Castrocaro Terme ma anche protagonista di competizioni a livello nazionale, raduni e uscite off road, viaggi in Africa e campionati italiani trial e challenge.

Dopo l’esordio su un proto Range Rover 3.5 V8 in Libia e un tour 4×4 in Tunisia alla guida di un Terrano II (in coppia con Casadei), per Venturi è iniziata l’avventura Toyota che, meno di un anno fa, lo ha portato ad acquistare un KZJ70 del 1996 con 106 mila km di cui quasi 6 mila percorsi su e giù per gli sterrati dell’Emilia Romagna partecipando a decine di uscite fra cui quelle di Forlimpopoli e di Imola con gli amici del club Cinghiali del Santerno. Prossima destinazione? “Sicuramente l’Africa per testare questo performante 3.0 sulle piste di Tunisia e Libia – spiega Venturi – E’ un gran fuoristrada adatto, se equipaggiato con i giusti pneumatici, a percorrere gli sterrati più impegnativi dei nostri boschi anche con neve e fango! Ha un’ottima guidabilità ed è estremamente stabile anche nei passaggi laterali dimostrando massima aderenza sui terreni più sconnessi. E’ grintoso e scattante sin dai bassi regimi ed è in grado di sfoderare tutti i suoi cavalli non appena glielo si chiede…In una parola direi che è inarrestabile! L’unico difetto, se proprio vogliamo trovargliene uno, è il peso del retrotreno un po’ troppo leggero, nonostante la presenza del serbatoio supplementare”. Ma vediamo in dettaglio, modifiche e accessori (quasi tutti di produzione artigianale) realizzati su questo 3.0 di casa Toyota.

143 cavalli per il KZJ motorizzato 3.0
E’ un performante turbo diesel motorizzato 3.0 il cuore propulsivo di questo modello passo corto del marchio giapponese che, grazie ad alcune specifiche modifiche apportate dal preparatore, ha guadagnato una decina di cavalli passando così dai 132 di serie agli attuali 143. Per rendere più scattante il 4 cilindri in linea si è intervenuti prima sulla turbina originale aumentandone la pressione, portata a 1 bar, e poi regolando la pompa di iniezione con relativa ritaratura degli iniettori. Se il motore è stato dunque oggetto di sostanziali interventi di potenziamento, l’impianto elettrico è rimasto invece quasi completamente di serie ad eccezione della sostituzione della batteria in dotazione sull’LX rimpiazzata con una al gel, marca Daewoo, da 90 ampere, alloggiata nel vano motore lato guida, scelta perché più resistente alle sollecitazioni della guida in off road e per la durata superiore rispetto a quelle tradizionali. Di fabbricazione artigianale lo scarico con cui è stato equipaggiato questo Toyota: costruito interamente in acciaio inox, il nuovo impianto è stato adottato in sostituzione di quello originale, ora ancor più performante soprattutto in fase di accelerazione.

Roll bar e accessori racing
E’ realizzato con tubi di tipo Mannesmann, senza saldatura, il robusto roll bar interno scelto come dotazione di sicurezza per questo 70 versione LX. Di fabbricazione artigianale, l’intelaiatura del roll bar è stata progettata e costruita utilizzando una struttura in tubolare con diametro 42 e spessore 3 mm: imbullonata con apposite staffe di fissaggio sia sul tetto, all’altezza dei poggiatesta, che al telaio, sul lato destro e sinistro del vano bagagli, fornisce un’adeguata protezione sui percorsi off road più impegnativi così come in caso di appoggio laterale. Essenziale ma estremamente funzionale l’allestimento in stile racing dell’abitacolo anteriore dove nella parte centrale del cruscotto, sopra l’impianto radio cd, trova spazio il Terratrip Mega, dotato di doppia lettura e con schermo a cristalli liquidi, indispensabile per effettuare percorsi a road book. A completare la strumentazione di bordo c’è poi la radiotrasmittente CB, qui nella versione Midland Alan, alloggiata nel cassetto porta oggetti lato passeggero, con microfono altoparlante e antenna esterna (posizionata al centro del tetto). In sostituzione del volante di serie il preparatore ha scelto di adottarne uno più sportivo, a calice e in pelle nera, prodotto dall’italiana Sparco, mentre i sedili del Land Cruiser, già avvolgenti e con schienale reclinabile, sono rimasti quelli originali come pure le due slitte guida per lo scorrimento dei sedili stessi. Nel bagagliaio è stato collocato un capiente serbatoio da 105 litri destinato al carburante realizzato artigianalmente in acciaio inox e con al suo interno apposite paratie anti sciacquio. Posizionato fra i sedili e il cassettone in legno marino (spessore 2 cm) ancorato al pianale del Toyota con apposite staffe, il serbatoio aggiuntivo è collegato a quello di serie (da 80 litri) tramite una pompa elettrica che permette un facile travaso del gasolio anche in movimento. Il gavone home made realizzato con pannelli di legno impermeabile e con più scompartimenti si trasforma in un ottimo contenitore adatto allo stivaggio di accessori, attrezzatura da off road e di normale manutenzione del 70. Fissata con corde elastiche all’intelaiatura del roll bar, sempre nel vano bagagli lato passeggero del tre porte, si è scelto di alloggiare una pratica quanto indispensabile binda – una Hi-Lift da 120 cm. Non mancano poi ruota di scorta, crick idraulico, frigorifero e molle/ammortizzatori di ricambio posizionate all’interno del bagagliaio. Infine, per una migliore illuminazione del vano posteriore, è stato installato un faro brandeggiante regolabile dotato di luce da 45 watt: fissato al tetto tramite un’apposita piastra in alluminio mandorlato, permette di avere a disposizione un buon fascio luminoso anche all’esterno utilizzabile in caso di manovre o di allestimento di campi tendati.

Look esterno by Venturi 
E’ sobrio ed elegante il look total white di questo 3 porte del marchio Toyota a cui i paraurti artigianali, verniciati in nero opaco, conferiscono un aspetto decisamente sportivo, stile racing. Per l’anteriore il preparatore ha realizzato un paraurti in alluminio con struttura tubolare in lamiera dello spessore di 5 mm ancorato al telaio del KZJ con appositi fissaggi. Predisposto per l’alloggiamento del verricello, un Come Up 9000 con bocca in ghisa e cavo tessile da 40 metri, sul lato sinistro del paraurti trova spazio anche l’attacco rapido per l’impianto aria utilizzato per il gonfiaggio dei pneumatici . Sopra, ai lati della targa, sono invece stati posizionati due fari supplementari, marca Hella, con luce da 100 watt l’uno. A protezione del posteriore, si è scelto di installare un altro paraurti di produzione artigianale, sempre in alluminio con spessore 5 mm, più robusto rispetto all’originale e con linea sagomata per garantire un migliore angolo di attacco in fase di off road. Al centro della barra di protezione, in posizione ottimale nel caso di recuperi di altri fuoristrada, è stato fissato un apposito gancio per il traino. A completare l’equipaggiamento del KZJ70 c’è anche lo snorkel marca B.I.T., specifico per Land Cruiser, in materiale PVC color nero, fissato al telaio sul lato passeggero con apposite staffe. Rinforzate anche le pedane sottoporta del 4×4 di casa Toyota su cui si è intervenuti con il fissaggio di parafanghini supplementari a cui si è provveduto ad aggiungere anche strisce protettive in gomma di 5 cm.

Sottoscocca e sospensioni
Per il reparto sospensioni del 3.0 Venturi ha scelto di adottare sia all’avantreno che al retrotreno dei robusti ammortizzatori Hot-Bits, regolabili dall’esterno, in sostituzione degli originali meno performanti. A completare l’assetto ci sono due molle Old Man Emu + 5” che garantiscono al 70 un’ottima escursione anche nei passaggi laterali e nei twist più impegnativi. Fra le altre modifiche realizzate, per i puntoni sono stati adottati dei silent block in teflon, più resistenti rispetto a quelli di serie. Grande attenzione nella preparazione è stata rivolta anche alla protezione del reparto sottoscocca del Toyota che monta una piastra para riduttore realizzata artigianalmente in acciaio inox con lamiera spessore 4 mm. Al posteriore si è inoltre intervenuti con l’installazione del blocco del differenziale, un ARB, inseribile manualmente tramite mozzi. Sostituiti anche i tubi del bloccaggio del differenziale, anch’essi in materiale teflon come i silent block. Al centro del sottoscocca, lato passeggero, trova spazio anche una pratica bombola aggiuntiva della capacità di 10 litri che completa l’impianto di aria compressa scelto per il 70: presa dal vecchio allestimento di un Range Rover, è stata adattata per l’alloggiamento nel KZJ su cui è fissata con robuste piastre di sostegno. Per l’off road su fango e sterrati nostrani sono stati scelti dei pneumatici tassellati marca Ziarelli, modello Maxi, nella misura 235/75 R15 montati su cerchi in ferro, verniciati in nero opaco, versione Baja 7×15 con offset + 20. Di serie, sia all’anteriore che al posteriore, i freni del Toyota, rispettivamente a disco autoventilati e a tamburo. Fra gli interventi in programma c’è già la sostituzione dei tubi freni originali con altri di tipo aeronautico, in treccia metallica e rivestiti in teflon.

 

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Elaborazione 4×4 JEEP Cherokee XJ Sport 2.5

Considerato dagli appassionati di off road tra i fuoristrada “duri e puri” più ammirati ed apprezzati nel panorama motoristico mondiale, il Cherokee XJ motorizzato 2.5 è uno dei 4×4 leggendari prodotti dal marchio americano Jeep. Confortevole ed elegante come una berlina ma con tutti i vantaggi di un vero fuoristrada, questo XJ Sport, prodotto nel 1997 in 259 mila esemplari, è stato protagonista di un importante restyling richiesto dalla Casa Madre per rimodernarne carrozzeria ed interni grazie a linee decisamente più morbide. Robusto e affidabile, l’XJ ha dimostrato di essere perfettamente a suo agio non solo sull’asfalto ma anche nell’off road più impegnativo nonostante misure non proprio compatte (4,30 mt di lunghezza per 1,80 mt di larghezza).

A trasformare uno Sport 2.5 originale in un 4×4 adatto a percorsi trial con assetto rialzato, pneumatici tassellati, paraurti rinforzati e bull bar ci ha pensato Michele Giannetti, classe 1979, appassionato di sport estremi fra cui soft air, arrampicata, trekking e mountain bike oltre che di motori e off road. “Un difetto del Cherokee? I ponti da sostituire sia all’anteriore che al posteriore con dei più robusti Dana 44 – spiega il proprietario – Per il resto l’XJ è un gran bel fuoristrada spazioso, affidabile e con un’ottima guidabilità sull’asciutto e sul fango anche se qualche cavallo in più non guasterebbe!”.

Al via del raduno internazionale di Gradisca così come sui tracciati marchigiani di San Settimio, sulla pista da trial di Ferrara e sulle colline di Bologna e provincia, questo 2.5 di casa Jeep ha percorso più di 5 mila km di puro off road fra boschi, guadi e sterrati di mezz’Italia. Ad occuparsi dell’allestimento interno ed esterno del Cherokee, realizzando artigianalmente quasi tutti gli accessori necessari per equipaggiarlo in stile racing, è stato proprio il preparatore romagnolo che ha fatto del 4×4 americano un perfetto compromesso fra berlina e sport vehicle. “L’assetto scelto per l’XJ è adatto a percorsi misti e trialistici anche se un ulteriore rialzo di 7/8 cm ne permetterebbe una mobilità migliore senza per questo compromettere la stabilità del baricentro – conclude Giannetti che alla guida del suo 4×4 collabora con Protezione Civile e Nucleo Sommozzatori di Imola – Molle ed ammortizzatori copiano bene le asperità del terreno rendendo la guida confortevole anche in fuoristrada.

I consumi di carburante non sono eccessivi mentre i pezzi di ricambio originali sono piuttosto costosi e difficilmente reperibili come usato dai demolitori”. Ma vediamo in dettaglio modifiche ed interventi realizzati su questo 5 porte del marchio americano testato e fotografato sulle colline bolognesi e nell’Officina Pirazzoli di Toscanella (Via Morandi, 180 – Bo) specializzata in preparazioni off road.

Motore originale da 115 cavalli
Propulsore turbo diesel per questo 115 cavalli di casa Jeep alimentato da motore 2499 cc della ferrarese VM, al momento ancora completamente di serie nonostante qualche cavallo in più, soprattutto sul veloce, sarebbe utile per renderlo ancora più performante. Unica modifica apportata a questa versione Sport dell’XJ, la sostituzione della batteria originale da 80 ampere con una modello Artic – specifica per le basse temperature – con amperaggio maggiorato da 100 volt. Con picco di coppia fra 300 e 340 Nm a 2000 giri/minuto, questo passo lungo – con 4 cilindri in linea – dimostra non solo di essere affidabile e robusto ma anche grintoso e scattante nonostante peso e dimensioni non poco ingombranti che lo caratterizzano.

Un 2.5 dal look aggressivo
Total black con rifiniture in mandorlato per il look aggressivo di questo Cherokee motorizzato 2.5 che si presenta con accessori off road – paraurti, bull bar e snorkel – in nero opaco. Per sostituire il paraurti anteriore di serie è stato scelto un ARB in acciaio 5 mm abbinato ad un resistente bull bar, sempre in inox ma da 3 mm, predisposto per ospitare il verricello, un Warn modello 9000 con cavo tessile Dyneema da 30 metri e grill per strop. Per proteggere il radiatore del Cherokee da sassi e fango è stata poi modificata la mascherina originale che al posto della griglia a lamelle ha visto l’installazione di una rete elettrosaldata in inox con disegni a rombo. Costruito artigianalmente lo snorkel in acciaio 6/10 fissato al montante del lato passeggero con apposite staffe rivettate: per collegare quest’impianto aggiuntivo di aspirazione al filtro dell’aria il preparatore ha utilizzato un robusto tubo corrugato in teflon adatto alle alte temperature alloggiato nell’intercapedine sopra il passaruota e il vano motore. Per migliorare l’illuminazione anteriore nell’off road notturno così come nell’allestimento dei campi, Giannetti ha scelto di installare 5 fari da 55 watt l’uno fissati direttamente sul portapacchi: di forma rettangolare, i punti luce supplementari sono orientabili e richiudibili verso il basso come richiesto dalle vigenti norme di circolazione. Home made il robusto portapacchi in alluminio mandorlato con spessore 3 mm (e mandorla da 5) fissato al tetto del Cherokee grazie a 6 piastre di attacco – tre per lato – prese da una Fiat Panda. Fra gli accessori posizionati sul portapacchi, l’immancabile binda Hi-Lift alta 150 cm, fissata con un’apposita piastra di sostegno. A completare il look sobrio ma aggressivo del 2.5 ci sono il paraurti posteriore e i parafanghi aggiuntivi, entrambi progettati nell’officina di casa. Al retrotreno è stato adottato un paraurti sagomato ai lati costruito in acciaio 5 mm su cui sono state realizzate alle estremità due scritte Jeep con taglio al laser: più pesante rispetto all’originale, il nuovo paraurti garantisce però un miglior angolo d’attacco all’XJ soprattutto nell’off road più impegnativo. Infine per rendere più funzionali le 4 protezioni laterali sopra i passaruota sono stati applicati dei parafanghi in plastica morbida adatti a contenere maggiormente schizzi di fango e terra.

Allestimento interno per tutte le esigenze
Non manca veramente nulla all’allestimento interno di questo modello Jeep che nel vano bagagli ha il suo fiore all’occhiello. Se l’abitacolo anteriore è in stile racing con sedili sportivi reclinabili by Pilot e radio CB Midland con microfono esterno e antenna calamitata, il bagagliaio ospita tutta l’attrezzatura indispensabile per l’off road fra cui spicca il semplice ma innovativo serbatoio supplementare per l’acqua. Realizzato utilizzando una tanica carburante da 20 litri, adeguatamente trattata con antiruggine, il serbatoio è dotato di due attacchi rapidi da compressore, uno di mandata per fornire pressione e l’altro in uscita per permettere l’afflusso dell’acqua, il tutto completato da un regolatore di pressione che ne determina la potenza del getto. Con questo sistema si può così utilizzare anche una doccia, fissata alla carrozzeria o al paraurti con una piastra calamitata, che collegata al serbatoio e al compressore monocilindrico eroga acqua fredda. Fra i prossimi interventi da realizzare, l’installazione di un Webasto ad acqua che opportunatamente collegato al serbatoio permetta di avere acqua calda. Il vano bagagli ospita poi una cassettiera in legno con pannelli dello spessore di 2 cm dotata di tre scomparti e di cerniere di chiusura: al suo interno trovano spazio ricambi e accessori per il fuoristrada tra cui set chiavi inglesi, crick idraulici, ripara gomme, fusibili e minuteria. Sul lato destro del bagagliaio sono stati posizionati l’inverter da 300 watt e il compressore ARB alloggiato nel vano sopra il passaruota utilizzato per azionare il blocco anteriore e posteriore e l’erogazione dell’acqua. Per attivare il monocilindrico non poteva mancare la pulsantiera on/off fissata nel cubby box fra i due sedili grazie ad una piastra in alluminio rivestita in carbonio. Grande attenzione anche per le dotazioni di sicurezza con un pratico estintore da 2 kg fissato sul lato sinistro del bagagliaio e alla valigetta di pronto soccorso per le emergenze sempre a portata di mano. Al centro dell’abitacolo posteriore sono state alloggiate la ruota di scorta e la pala in alluminio mentre sul cruscotto del Cherokee trovano spazio GPS e impianto video stereo con monitor LCD a 7 pollici per un tocco high tech.

Pneumatici, sottoscocca e sospensioni 
Per affrontare al meglio i percorsi off road più hard il preparatore ha scelto di equipaggiare questo 4×4 con pneumatici aggressivi e da estremo dotati di ottimo drenaggio sul fango, caratteristiche ritrovabili nelle coperture Shark della Tagom Tires qui nella misura 235/75 R15. I 5 pneumatici sono montati sui cerchi in ferro di una Jeep Wrangler. Per quanto riguarda il sottoscocca al momento si è deciso di adottare soltanto una piastra di protezione per il serbatoio carburante: realizzata in alluminio mandorlato da 3 mm, è stata sagomata e fissata al telaio con staffe laterali per permetterne anche l’utilizzo come slitta nell’off road. Grande attenzione è stata poi dedicata al reparto sospensioni dove Giannetti è intervenuto sostituendo molle ed ammortizzatori di serie con dei più performanti Old Man Emu con rialzo + 4 pollici abbinando al posteriore balestre da carico pesante a cui è stato aggiunto un ulteriore foglio lamellare. Gli ammortizzatori, sia all’anteriore che al posteriore, sono dei Nitrocharger con gas speciale a bassa pressione e a doppia camera di protezione. A disco i freni all’avantreno e a tamburo quelli al retrotreno anche se è in programma di adottare al posteriore gli stessi freni dell’anteriore. Fra le prossime modifiche da realizzare sul Cherokee ci sono la sostituzione dei puntoni originali con altri rinforzati e lo spostamento della scatola del cambio da collocare in una posizione più protetta mentre per il reparto assetto si potrebbe intervenire con l’adozione di uno step OME che permetta il rialzo del fuoristrada di altri 7/8 cm.

 

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Tour 4×4 Albania – Viaggio Off Road dal 17 al 24 Settembre 2011

Tour 4×4 Albania – Viaggio Off Road dal 17 al 24 Settembre 2011

Il bello e affiatato gruppo “Fratelli d’Italia” partecipante al Tour 4×4 dell’Albania, è rientrato dopo una indimenticabile settimana nella terra delle aquile. I partecipanti sono arrivati dal Piemonte, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria e dalla Puglia. Tutte persone che hanno aggregato, subito, una bella amicizia.
E’ stato un viaggio molto intenso, il percorso è stato allungato a 900 chilometri dei quali, 750 in totale fuoristrada abbastanza impegnativo. Un pomeriggio abbiamo effettuato un percorso 140 km in 5 ore, in piste molto pietrose, da percorrere, con prima normale o terza ridotta.
La vista delle montagne è stata veramente spettacolare, non c’è stato alcun problema, ne con i partecipanti, ne con le auto.
Abbiamo avuto il piacere di avere con noi una guida albanese, Toni, veramente preparato, con una fortissima conoscenza dei percorsi, e con infinita disponibilità per tutta la logistica. Eccezionali i pranzi e le cene, con prodotti tipici della nazione e con un grande consumo di birra locale, tipica albanese.
Sicuramente bisognerà tornarci in questa nazione, e magari il prossimo viaggio sarà organizzato nel sud dell’Albania, fino al confine con la Grecia, e con la vista dell’isola di Corfù. L’isolamento di molte parti dell’Albania, ha prodotto una eccezionale varietà di stili di vita locali. Bellissima la ricca tradizione popolare albanese.

L’ itinerario a trazione integrale alla scoperta dell’anima più selvaggia e incontaminata dell’Albania, è stato ai confini con la Macedonia, il Kosovo e il Montenegro, nella parte nord dell’Albania.

Siamo partiti alle 23,00 del 17 settembre, dal porto di Bari, sulla nave Domiziana della Compagnia Adria Ferries in direzione Durazzo.

18 settembre
Dopo lo sbarco, alle 9,30, e il pagamento dell’Assicurazione, per chi nella Carta Verde, aveva con una x annullata l’Albania, abbiamo fatto il cambio di soldi con la moneta locale “Lek”, e rifornito i nostri fuoristrada con il gasolio albanese, a circa 1 euro a litro. E’ stato cambiato il primo percorso, perché dato il ritardo della nave, se avessimo visitato la città storica di Kruja, il castello dell’eroe nazionale Scanderbeg, il museo, il bazar, dopo il pranzo non avremmo avuto il tempo per raggiungere Peshkopi, essendo a conoscenza che a settembre le giornate sono più corte, questo per motivi di sicurezza. Quindi abbiamo attraversato Tirana e poi abbiamo cominciato, in off road, a salire verso la montagna di Dajti. Pranzo nel ristorante “I Tulipani” a m 1.300, con una vista panoramica delle vallate e della città di Tirana. Subito dopo pranzo, continuando in salita verso la montagna Malit me Gropa, una strada off road, tra burroni e boschi fino a Klos. Dopo un paio d’ore, in serata siamo arrivati a Peshkopi. Dopo l’ingresso nell’Hotel Ergon, siamo scesi a cena, e abbiamo gustato dei prodotti tradizionali con carne e verdure alla griglia, sottaceti, salsa di yoghurt e formaggi di diversi tipi. Il primo giorno circa 140 km.

19 settembre
Al mattino, una abbondante colazione sana e biologica con prodotti tipici del posto, in Hotel, e dopo il salutone al proprietario, molto disponibile, proseguiamo il viaggio. Dopo il rifornimento, e i controlli delle auto, ci aspetta un percorso in off road con tanta adrenalina. Arrivati vicino alla tappa, scelta dalla guida albanese, inizia una parte impegnativa in off road. Viaggiando verso Kukes, a metà strada ci fermiamo per incontrare una famiglia tipica albanese, di religione musulmana, che non solo ci ospita, ma ci offre un caffè turco, e un ottimo jogurt appena fatto. Poi ci fa visitare la loro abitazione, completa di una piccola moschea e un caratteristico e particolare cimitero dei propri familiari realizzato in una casetta attaccata alla propria abitazione, e addirittura volevano che rimanessimo per il pranzo. Le emozioni sono tante, vedendo l’ospitalità di queste persone povere, ma tanto generose con un grande cuore. Ci abbracciamo e proseguiamo verso Kukes. Per strada ci fermiamo a comprare carne fresca di agnello. Ci affianchiamo in un posto un po’ appartato, in campagna, a lato della strada, per accendere un bel fuoco e cucinare del couscous con verdure e arrostire la carne alla brace. Il pranzo è stato ottimo con l’aggiunta di un buon vino. Arrivati a Kukes, ci sistemiamo nelle camere dell’Hotel Gjallica, e subito dopo una doccia, risaliamo in macchina per proseguire verso il confine con il Kosovo. Alla dogana paghiamo l’assicurazione di 30 euro, per entrare nella nuova nazione, con il controllo, da parte della polizia del passaporto e anche del bagagliaio delle auto, e raggiungiamo l’antica città di Prizren. Facciamo una visita all’antico centro della città, guardando la Moschea di Sinan Pascià, e subito dopo andiamo a cenare al ristorante Arasta, di fronte alla Moschea Minareto Arasta, dopo aver passeggiato nelle ciottolate strade ottomane che costeggiano il fiume, ceniamo con i prodotti tipici del posto. Il Kosovo è lo stato più giovane del mondo non solo perché ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia poco più di anno fa, ma anche per la sua demografia che vede il 70% della popolazione composta da giovani di meno di 35 anni, un milione e quattrocento persone grosso modo. Su di loro, più di tutti, grava la difficile situazione economica in cui versa il Kosovo: la disoccupazione tocca il 42% e il 29.5% di chi cerca lavoro ha tra i 15-24 anni, la crescita economica staziona ad un livello nettamente inferiore rispetto ai vicini dell’area balcanica e la bilancia dei pagamenti pende dal lato delle esportazioni, il che significa che in Kosovo si produce poco e non vengono creati nuovi posti di lavoro. Dopo una cena ricca di gusto e sapori, torniamo verso il confine, attraversiamo la dogana, e rientriamo all’Hotel Gjallica a Kukes.

20 settembre
Colazione con marmellata di prugne e di fichi, tè, latte burro intero, che comunque piace a tutti e lo assaggiamo con piacere. Subito dopo partenza alla volta di Tropoja, circa 130 km. Dopo aver fotografato un fiume in un canyon, percorriamo 25 km di pista bianca e molto pietrosa, che ci conduce in un agriturismo Burimi i Valbones, chiaramente a Valbona. Anche se piove facciamo un ottimo pranzo, dopo aver pescato delle trote, nel ristorante dell’agriturismo, e nel pomeriggio i partecipanti fanno un bel gioco nel letto del fiume Valbona, con tante belle foto. Dopo cena si và a letto presto, dato che l’indomani bisogna alzarsi alle 4 del mattino.

21 settembre
Dopo aver preso un caffè turco, alle 5 del mattino siamo già in viaggio verso Fierza per prendere il traghetto che parte alle 7 del mattino, e dato che c’è un solo traghetto, dobbiamo essere in fila tra i primi . Salendo sul traghetto, a marcia indietro, per essere pronti allo sbarco, sembra di aver iniziato un viaggio tra i fiordi norvegesi. Anche se fà un po’ freddo, stiamo tutti sulla terrazza del barcone, per fare delle spettacolari foto, delle altissime montagne che attraversiamo sull’acqua del fiume. Dopo circa 3 ore arriviamo a Koman, il freddo è passato e il sole illumina le rocce e la diga che ferma il percorso. Scendiamo dal traghetto, passiamo all’interno di un tunnel scavato nella roccia, e dopo ci fermiamo in un bar, fatto in una costruzione tipica, fatta di legno e fieno. Dopo un ottimo aperitivo, con l’aggiunta di una grappa naturale, proseguiamo verso Scutari , da lontano si può vedere il castello di Rozafa. Data l’ora ci spostiamo verso Shiroke, dove ci fermiamo per mangiare pesce, sulla riva del lago di Shodres, a poche centinaia di metri dal Montenegro. A pranzo gustiamo carpa alla tegola con sugo di pomodori, spezie e cipolline, e dopo il caffè, ci aspetta un percorso impegnativo di 140 km, tutti in fuoristrada, molto pietrosa, e dopo 5 ore arriviamo al Rifugio di montagna del Sig. Orso, dopo aver attraversato un bellissimo ponte in legno. Subito a cena con brodo caldo di verdure e carne, e dopo un bel bicchiere di raki , andiamo a letto.

22 settembre
Il risveglio ci riserva uno spettacolo, con le Alpi che circondano con la loro grandezza e altezza affascinante. Facciamo colazione con tisane del posto, miele, burro e marmellata, e con dello yogurt fatto dalla moglie del Sig. Orso. Riprendiamo il tour, con i nostri fuoristrada, per andare a vedere il vecchio Molino ad acqua, la torre, il ponte sospeso su un canyon profondo più di 100 metri, per poi proseguire su un altro ponte, che ci mostra i giochi d’acqua. Qualche passaggio di alcuni partecipanti, nel fiume, e qualche giochino sulla pianura, e dopo un buon caffè fatto da noi, ritorniamo verso Scutari da un’altra strada, passando da boschi spettacolari che affiancano burroni spaventosi di oltre 500 metri di profondità. Arrivati a Dedaj, ci fermiamo a pranzo, con prodotti tipici del paesino, e aggiungiamo una bella spaghettata all’arrabbiata. Subito dopo ci dirigiamo verso Scutari, per andare a visitare il castello di Rozafa, molto particolare per la sua storia. Dalla parte più alta del castello si vede la città, il lago e l’unione di due fiumi. Continuiamo verso Shengjin, piccola città balneare, sulla riva del mare Adriatico, per pernottare, dopo una cena a base di frutti di mare con l’aggiunta di polipi, gamberi e piccoli pesciolini, all’Hotel President 4*.

23 settembre
Al mattino, dopo una passeggiata sulla grandiosa spiaggia sulla riva del mar Adriatico, una abbondante colazione, e un bel giro nella laguna di Shengjin e dopo proseguiamo verso Kruja, dove andiamo a visitare, con una guida parlante italiano, una casa dell’antica famiglia nobile Toptani, il castello dell’eroe nazionale Albanese Scanderbeg e l’antico bazaar, dove facciamo gli acquisti dei bellissimi souvenir del luogo. Il viaggio continua, in on road, verso la capitale Tirana, dove ci fermiamo al centro, per andare a pranzo in un ristorante a base di pesce, dove tutti rimangono sorpresi, con delle linguine con tantissimi datteri, e un pesce al forno di oltre 5 kg. Dopo cominciamo a spostarci verso Durazzo, un caloroso abbraccio alla nostra eccezionale guida Toni di Esplore Albania, e ci imbarchiamo sulla nave Riviera Adriatica della Adria Ferries, in direzione Bari.

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