Colori di Sabbia – Tour Namibia 2010 – Viaggi e Raids 4×4 di Dario Basile

Pubblicato il 2 Maggio 2012 Categorie: Viaggi 4x4
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ORW di ORW

In Namibia, terra selvaggia e senza tempo, per un raid avventura fra parchi naturali, deserti e villaggi dall’architettura tedesca: ecco il reportage di viaggio di “Colori di Sabbia” che alla guida di due fuoristrada toyota ha percorso 4 mila chilometri in off road….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un paese che, primo fra tutti, ha inserito la protezione dell’ambiente naturale nella propria costituzione, parchi nazionali e riserve faunistiche private non possono che rappresentare il fiore all’occhiello tanto da attrarre ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo. Si, perché in Namibia, selvaggio angolo di Africa racchiusa fra deserto e oceano, gli animali selvatici e la natura incontaminata offrono ad appassionati ed amanti dell’ambiente (ma anche dell’off road) scenari fra i più incantevoli del pianeta. Dai ghepardi dell’altopiano Waterberg ai rinoceronti bianchi reintrodotti nell’Etosha Park sino alle colonie di otarie a Cape Cross: per chi desidera vedere da vicino i grandi animali africani, la Namibia è sicuramente il posto giusto per una vacanza. Se poi il raid lo si preferisce fare in fuoristrada, alla guida di jeep attrezzate per assaporare l’emozione di una corsa sulle dune che si tuffano nell’Atlantico attraversando piste sterrate e guadi in secca, allora questo antico territorio di colonizzazione tedesca a sud-ovest dell’Africa è quello che fa per voi. Da Milano a Windhoek – con scalo a Francoforte – attraverso il Namib Desert, il parco Etosha, Walwis Bay e Swakopmund: un tour di 15 giorni e poco meno di 4 mila chilometri alla guida di due Toyota Double Cab con gli amici di “Colori di Sabbia”, da anni specializzati in viaggi e raid 4×4. Tappa per tappa, ecco il reportage (anche fotografico) di questa splendida avventura alla scoperta di una fra le terre più selvagge e senza tempo del continente africano.

Dall’architettura tedesca di Windhoek alle dune del Namib Naukluft Park
E’ dalla città di Francoforte che il volo diretto della compagnia di linea Air Namib decolla alla volta della capitale della Namibia dove il piccolo aeroporto africano accoglie l’arrivo dei cinque turisti italiani accompagnati da Dario Basile, coordinatore del tour operator milanese. Di impronta decisamente tedesca, con le sue “strasse” a ricordarne giorno dopo giorno la passata colonizzazione germanica, Windhoek, importante centro per il commercio delle pelli di pecora, merita una visita al centro storico dove fra gli edifici più importanti svettano la chiesa luterana Christuskirche (costruita a metà fra neogotico e art nouveau), il Reiterdenkmal, monumento ai soldati delle Schutztruppe caduti durante le guerre Herero e l’antico fortino con le sue mura ancora ben conservate. Alla guida di due 4×4 di casa Toyota – equipaggiati di bull bar, pneumatici da sabbia e serbatoi supplementari per gasolio ed acqua – ci si dirige verso Lake Oanib percorrendo un tratto di 120 km che accompagna fino a questa piccola distesa cristallina dove splendidi cottage in puro stile africano fanno da cornice alle passeggiate di giraffe e struzzi. Una lunga strada sterrata attraversa la pianura africana intervallata da acacie e bassi cespugli che si fanno largo fra il giallo oro dell’erba bruciata dal sole: da Oanib la direzione indica Sesriem che si raggiunge dopo poco più di 200 km percorsi osservando famiglie di gazzelle e orici. Per la pausa pranzo la sosta è a Solitaire, un piccolo insediamento di abitazioni situato all’ingresso del parco Namib Desert, dove si trovano le più alte dune della Namibia. A dispetto del nome (Solitaire), di turisti qui se ne vedono e anche molti…non solo per l’ottima “apple pie” servita nell’emporio locale ma anche per il caratteristico museo a cielo aperto che raccoglie carcasse e rottami di auto storiche e vecchi trattori agricoli! A Sesriem, un confortevole lodge incastonato fra rocce rossastre dalle forme bizzarre, anticipa la bellezza dei paesaggi protagonisti delle tappe successive di questo raid 4×4. Proprio da qui si prende uno sterrato che attraversa montagne rocciose e grandi radure africane illuminate dal sole sino a raggiungere il tanto atteso Namib Naukluft Park dove le dune più alte del mondo (sino a 400 metri), modellate dal vento, assumono forme e colori che variano con la luce del giorno. Con i suoi 50 mila km quadrati, il Naukluft – conosciuto anche come “deserto che vive” – è l’oasi naturale più estesa del paese: un immenso plateau che si innalza dalla piana desertica, profondamente inciso da ripide e profonde gole, habitat naturale per zebre di montagna, babbuini e ghepardi. Inserita la trazione integrale le fuoristrada risalgono la strada di sabbia “pennellandola” con traiettorie morbide e lineari sino alla vetta della famosa Duna 45, ribattezzata così perché collocata al 45° chilometro sul tratto che collega Sesriem a Soussuslvei, e ancora “Big Daddy”, la più alta duna del mondo con i suoi 390 metri, incontrata dopo aver attraversato il fiume Tsauchab. Proseguendo il tracciato off road si arriva a Soussuslvei, pozza d’acqua effimera circondata da sabbia, dove il letto del fiume in secca, costeggiato da arbusti e piante rare, diventa luogo ideale per osservare flora e fauna locale.

Walvis Bay e Swakopmund: uno spettacolo d’altri tempi 
Dopo il rientro a Solitaire, il GPS punta verso nord, direzione da seguire per raggiungere una strada sterrata che si inerpica in montagna sino a superare due alti valichi dove rocce scure creano bizzarri giochi di luci e ombre per poi scendere gradualmente in una vasta distesa desertica e sabbiosa. Il raid riprende verso Walvis Bay (baia delle balene) dove passeggiare lungo le coste popolate da miriadi di eleganti fenicotteri rosa, osservando le distese di sale bianco, è uno spettacolo davvero entusiasmante. Città portuale di 40 mila abitanti, situata a 30 km da Swakopmund nell’omonima baia, Walvis è stata da sempre al centro di contese internazionali per la presenza del frangiflutti naturale costituito da una lingua di terra, Pelican Point, dove nei decenni sorsero numerosi insediamenti europei. Il viaggio porta ad un’altra meta, Swakopmund, raggiunta via asfalto su una strada costeggiata a destra dalle dune e a sinistra dall’oceano Atlantico con le sue onde alte ed impetuose. La cena in un tipico ristorante ospitato in una vecchia nave incagliata anticipa l’atmosfera africana che si respirerà nei giorni successivi. Costruita sulla foce a delta del fiume Swakop, da cui prende il nome, in questa città della Namibia occidentale si possono ammirare edifici storici di impronta coloniale tedesca fra cui la prigione e la biblioteca pubblica. Ma non solo: per i turisti qui le curiosità non mancano tant’è che si possono visitare il ranch (aperto al pubblico) dove si allevano dromedari e la Martin Luther, locomotiva a vapore del 1896 completamente abbandonata nel deserto. Percorrendo la strada B2 (o in alternativa utilizzando la ferrovia TransNamib) ci si sposta verso l’entroterra dove osservare la Welwitschia Mirabilis, pianta endemica che cresce in questa regione, caratteristica per la longevità (sino a 2000 anni) e per le due enormi foglie che si espandono in direzione opposta sulla superficie del terreno. Per godere della bellezza di questa rara specie della flora locale bisogna percorrere una pista che sembra tagliare in due “le montagne della luna” tanto il panorama che si incontra assomiglia a quello lunare con le sue rocce scure fra la strada polverosa. Dopo un breve tratto di asfalto, le due Toyota si cimentano nuovamente nella guida off road, questa volta per raggiungere lo Spitzkoppe, conosciuto anche come “Cervino d’Africa”, con il suo granito di colore rossastro che spicca fra arbusti e Butter Tree. Centotrenta km separano da Swakopmund dove si rientra per una visita alla Kristal Gallery dove sono esposti cristalli e pietre di ogni forma e colore ma anche per sorseggiare una “Windhoek Lager” al Light House Pub vicino al faro della città.

Dalle otarie di Cape Cross all’Etosha Park passando per le Epupa Falls
Lungo una strada – asfaltata prima e sterrata poi – ci si imbatte nei primi relitti di navi incagliate sulla spiaggia: è questo il percorso che accompagna a Cape Cross, famosa in tutto il mondo per le colonie di otarie del capo che popolano questa zona e che in certi mesi dell’anno arrivano a 200 mila esemplari. Da questo paradiso naturale si parte per la Skeleton Coast dove al cancello d’ingresso sono due teschi d’animale a dare il benvenuto ai turisti: una pista sterrata nel bel mezzo dell’assoluto deserto dove un manto di magnetite nerastra ricopre le dune di sabbia gialla, ora color ocra, ora velata di verde. Dirigersi verso Twyfelfontein significa passare da uno paesaggio ad un altro completamente differente in poche decine di chilometri: il nuovo scenario che si presenta agli occhi è a tratti verdeggiante, con zebre e gazzelle a fare da indiscusse padrone di casa, a tratti rossastro, con montagne degne di un canyon americano. L’arrivo ad un lodge costruito fra rocce impreziosite da incisioni rupestri conclude questa tappa del viaggio in Namibia che ha portato a percorrere altri 480 km. Il raid 4×4 riprende con una visita alle Burn Mountains, distese di rocce vulcaniche, a cui segue quella alle Organ Pipes, colonne di dolerite (basalto a grana grossa) che assomigliano a vere e proprie canne d’organo. Ma a suscitare le emozioni più profonde sono le incisioni rupestri degli antichi cacciatori San che sulle rocce disegnavano i luoghi in cui trovare gli animali per la caccia e le fonti d’acqua: camminare fra pareti e anfratti per ammirare questi graffiti vecchi milioni di anni non ha davvero prezzo. Il viaggio riprende in direzione di Sesfontein: lungo il tragitto si avvistano zebre e giraffe ma anche i primi volti di donne e bambini Himba, che per proteggersi dal caldo e dagli insetti cospargono le mani e il pellame dei loro abiti di terra color ocra, e altri di etnia Herero con un abbigliamento che riporta allo stile vittoriano… Ripartendo da Opuwo si imbocca una strada sterrata che, attraversando fiumi in secca, accompagna ad un villaggio Himba dove si incontrano molte donne ma quasi mai uomini, fuori al pascolo con il bestiame. Le fuoristrada imboccano la pista che porta alle Epupa Falls dove un altro splendido lodge sulla rive del fiume Kunene si affaccia sul sentiero che porta alle cascate: un intrecciarsi di corsi d’acqua, fra palme e baobab, si unisce sino a formare salti di ogni altezza. Uno spettacolo naturale che lascia senza parole…pensando anche che dall’altro lato del fiume c’è l’Angola! Si prosegue poi verso Oshakati dove merita una visita il tradizionale mercato locale apprezzato per la varietà di spezie, per il pesce e la carne e per le splendide tuniche che danno un tocco di colore alle bancarelle. Da questo villaggio partono le escursioni per il parco Etosha, a nord della Namibia, che si raggiunge percorrendo altri 240 km di asfalto: qui, il game drive con gazzelle, springbok, antilopi, elefanti e rinoceronti è il fiore all’occhiello delle attrattive turistiche. I resort, costruiti in stile africano, si affacciano tutti su pozze d’acqua dove, nelle ore notturne, elefanti, ghepardi e grandi felini vengono ad abbeverarsi facendosi ammirare (in totale sicurezza) dai turisti. Il viaggio targato “Colori di Sabbia” è ormai alla fine quando si parte in direzione di Otijwarongo (percorrendo 250 km) dove è d’obbligo una sosta per visitare la Cheetah Reserve Foundation dove ci si occupa dello studio e della cura dei ghepardi (qui ne sono ospitati ben 56): grazie alla campagna di informazione effettuata con i farmer locali contro l’uccisione di questi felini (fornendo loro cani addestrati per difendere il bestiame), ora sono i proprietari stessi delle fattorie a sfamare i ghepardi. Raggiungere Windhoek (a 260 km) per poi rientrare a Francoforte significa concludere questa incredibile avventura fra natura incontaminata e animali selvatici, dopo aver scoperto le bellezze di un paese che ha nella sua storia un mix di tradizioni africane ed europee. Un arrivederci che è già una promessa di ritorno!
Si ringraziano: Cinzia Sforzini, Lorenza Breda e Dario Basile

[toggle title=”APPUNTI DI VIAGGIO NAMIBIA“]

Forma di governo: Repubblica
Capitale: Windhoek
Superficie: 825.418 km quadrati
Lingua: Inglese (ufficiale); Afrikaans, Tedesco e Oshiwambo (regionale)
Religione: Cristianesimo (dottrina luterana)
Valuta: Dollaro namibiano (1 euro = 9,05 N$)

Storia: Nonostante il territorio sia stato scoperto dal portoghese Bartolomeo Diaz nel 1486, la regione corrispondente all’attuale Namibia venne esplorata dagli europei soltanto negli anni 40 del XIX secolo. Fra il 1885 e il 1890, la Namibia cadde in mano alla Germania che le diede uno status di colonia nel 1892 con il nome di Africa Tedesca del Sudovest mentre l’attuale Walwis Bay divenne possedimento britannico sin dal 1840. Durante la prima guerra mondiale il Sudafrica occupò la Namibia e ne assunse l’amministrazione con mandato della Società delle Nazioni fino alla 2^ guerra quando il governo sudafricano decise per un’annessione unilaterale del territorio namibiano. Nel 1966 l’organizzazione Swapo di ispirazione marxista iniziò una cruenta guerriglia indipendentista contro il Sudafrica che cedette solo nel 1988 accettando un piano di pace proposto dalle Nazioni Unite che portò alla piena indipendenza della Namibia nel 1990.

Geografia: Stato dell’Africa meridionale, la Namibia confina a nord con l’Angola e lo Zambia, a est con il Botswana, a sud con il Sudafrica mentre a ovest si affaccia sull’oceano Atlantico. Con una popolazione di 2.031.000 abitanti ed un’estensione di oltre 825 mila km quadrati, la Namibia è al secondo posto (dopo la Mongolia) fra le nazioni sovrane al mondo con la minor densità di abitanti (2,5 per km quadrato). Caratterizzata da una serie di altopiani il più alto dei quali è il Brandberg (2606 metri), al centro è attraversata lungo l’asse nord-sud da un altro rilievo circondato ad ovest dal deserto del Namib, a sud dal fiume Orange, a sud e ad est dal deserto del Kalahari. La Namibia è stato il primo paese al mondo a citare esplicitamente la protezione dell’ambiente naturale nella propria costituzione: il piano di conservazione è basato sul principio del Community Based Natural Rosource Management che prevede una gestione decentralizzata delle risorse ambientali del paese. Gran parte del territorio di questo stato africano è incluso in aree naturali protette, in parchi nazionali e in riserve faunistiche private: i due principali parchi nazionali sono il Namib-Naukluft (il più grande del continente) che include il deserto del Namib e i monti Naukluft, e l’Etosha a nord del paese. Conosciuto come il più secco di tutti i deserti africani con precipitazioni fra i 13 e i 50 mm all’anno, il Namib occupa parte della costa atlantica dell’Africa occidentale per 2080 km dalla città di Namibe, in Angola, verso sud attraverso la Namibia sino al fiume Olifants nella Provincia del Capo in Sudafrica: il territorio desertico si estende poi verso l’interno del continente per quasi 160 km dove si congiunge con il vicino deserto del Kalahari.

Flora e fauna: Fra le piante più insolite presenti in Namibia va segnalata la Welwitschia Mirabilis, endemica del deserto dell’Angola, considerata una delle più antiche e longeve esistenti al mondo. Delle 100 specie di alberi che crescono in questo territorio africano ci sono anche il mopane, la marula, il fico gigante e il baobab anche se l’albero nazionale è l’Aloe Dichotoma detta “kokerboom” (albero faretra) utilizzata dai San che svuotano i rami della pianta per farne contenitori per le loro frecce. Endemica nel Namib è l’Acanthosicyos Horrida, dotata di lunghe spine, che produce frutti simili a piccoli meloni, prezioso nutrimento per gli animali del deserto (ad esempio gli struzzi) ma commestibile anche per l’uomo. Molto diffuse sono anche l’arbusto Zygophyllum Stapffii detto “pianta dei talleri” perché le foglie hanno l’aspetto di monete d’oro e l’Euphorbia Damarana, arbusto dalla linfa estremamente tossica usata dai boscimani per avvelenare le frecce. La fauna originaria della Namibia ha purtroppo sofferto molto le battute di caccia grossa organizzate dagli europei tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo: gran parte degli animali dell’Africa subsahariana sono comunque ancora rappresentati tant’è che nel Namib ne vivono numerose specie endemiche. I grandi felini sono tutti presenti in particolare il ghepardo ancora molto diffuso nell’altopiano Waterberg nonostante l’espansione delle fattorie. Non mancano gatti selvatici, genette, suricati, sciacalli, antilopi e gazzelle ma anche giraffe, elefanti, zebre e facoceri. Dopo una scomparsa quasi totale, i rinoceronti bianchi sono stati reintrodotti nel Parco Nazionale Etosha con ottimi risultati mentre quelli neri si trovano nel Damaraland. Lungo le coste vivono mammiferi marini fra cui diverse specie di delfini mentre da Walwis Bay verso nord si incontrano colonie di otarie, la più grande delle quali si trova a Cape Cross. Specie endemiche sono la zebra di montagna di Hartmann, la giraffa fumosa, la iena bruna e i rinoceronti del deserto. Fra i serpenti africani di questo territorio ci sono la vipera cornuta del Namib e la lucertola Aprosaura Achietae che si sposta sulla sabbia rovente saltellando da una zampa all’altra quasi senza toccar terra. A completare la fauna locale ci sono anche il pellicano bianco, l’allodola di Gray e l’aquila pescatrice africana rappresentata nello stemma del paese.

Gastronomia: Caratterizzata principalmente da piatti di origine tedesca e da vino sudafricano, nella cucina tipica della Namibia troviamo varie specialità a base di pesce e carne ad iniziare dalle aragoste sino al “bobotie”, carne macinata al tegame con curry in polvere, limone, zucchero e mandorle, senza dimenticare gli antipasti a base di “koeksisters”, ciambelle servite fredde con sciroppo speziato. Ottima anche la scelta dei dolci con il “melktert”, budino al latte con cannella cotto al forno, a fare da protagonista. Snack per eccellenza dei cow boy namibiani e afrikaans sono invece i “bitong”, striscioline di manzo o struzzo lasciate essiccare e consumate fredde.
Informazioni pratiche: Volo diretto da Francoforte a Windhoek con Air Namibia (www.airnamibia.com.na); noleggio auto Asco Car Hire (www.ascocarhire.com) con sede a Windhoek (ottimo rapporto qualità/prezzo e fuoristrada ben equipaggiati); costo del gasolio fra 7,53 e 7,69 N$ al litro; passaporto in corso di validità; visto da richiedersi all’arrivo in aeroporto a Windhoek.[/toggle]

[information]

Organizzazione tour Namibia: “Colori di Sabbia” viaggi e raids 4×4 di Dario Basile 
Via Arimondi, 9 20155 Milano 
Tel/fax 02.39211428 – Cell 338.9377821 
Web: www.coloridisabbia.it – e mail: info@coloridisabbia.it [/information]

 

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